Artemisia. Il Musical

Al Teatro Flaiano di Roma fino al 5 novembre 2017

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Il Teatro Flaiano, storico e illustre palcoscenico romano, fresco di restauro dopo anni di inattività, riapre col musical Artemisia che fa rivivere in scena il talento artistico di Artemisia Gentileschi vissuta in un’epoca, il XVII secolo, in cui alle donne era preclusa la possibilità di cimentarsi in arti ritenute prettamente maschili. Il concetto di pari opportunità, d’altronde, fatica a imporsi anche ai nostri giorni.

L’inclinazione artistica di Artemisia viene assecondata dal padre, pittore caravaggesco affermato sulla scena romana, ma non trova i necessari sbocchi in un ambiente elitariamente maschile. Giovanissima e tuttavia matura artisticamente, viene affidata dal padre Orazio al talentuoso e sanguigno Agostino Tassi per lo studio della prospettiva. La violenza, la denuncia e il processo per stupro la espongono alla pubblica deprecazione e alle torture, che lei affronta con la ferma tenacia che solo le donne sanno esprimere quando sono consapevoli di rivendicare un diritto. Dopo la condanna del seduttore e il matrimonio con un modesto pittore si trasferisce a Firenze dove, anche grazie ai consigli di Galileo Galilei che la esorta a non arrendersi, sarà la prima donna ad essere ammessa all’Accademia delle Arti e del Disegno.

L’artista ha lasciato un segno indelebile di ingegno femminile, influenzando l’arte di un secolo fecondo per la pittura. Visionaria, amante della libertà e profondamente moderna, trae ispirazione dai maggiori artisti, tra cui Caravaggio.

Questa vita da eroina drammatica è il soggetto adeguato per la magnificenza di un musical che si pone la finalità di sensibilizzare il pubblico a tematiche attuali, quali la violenza di genere e la parità dei diritt,i secondo il progetto di Marco Rosati e Lucia Di Bella nato nel 2013 in collaborazione con la Commissione delle pari opportunità del Comune di Gubbio.

La sceneggiatura è tratta da quella di Enrico Zuddas andata in scena al teatro Lyrick di Assisi nel 2015; revisionata l’anno successivo dalla ricercatrice storica Camilla Musci ottiene il patrocinio del Ministero dei beni culturali.

Il musical, scritto da Lucia Di Bella, musiche di Marco Rosati, coreografie di Elisa Pierini per la regia di Alberto Sebastian Ricci, è orchestrato e diretto da Massimiliano Tisano, maestro concertatore Claudio Rosati, coreografie di Alice Rosati, direzione cori Laura Saulino, costumi di Silvia Ventanni.

Quattordici gli artisti in scena compresa l’ensemble, giovani e promettenti, che veicolano un messaggio di freschezza ed entusiasmo per la vita in tutte le sue espressioni sulle musiche eseguite dal vivo dall’orchestra. Eleonora Lombardo è la cristallina voce di Artemisia, Sara Nardelli quella potente dell’amica Tuzia, Lalo Cibelli è Orazio Gentileschi, Stefano Colli interpreta Galileo, Giovanni Zanotti è l’ombroso Caravaggio, Nicola Fesani è l’iracondo Agostino Tassi, Nicola Vivaldi ha il ruolo di Pierantonio Stiattesi.

Le varie tappe della vicenda umana di Artemisia sono cadenzate da parti di recitativo e parti cantate, monologhi e scene corali. Tutto comincia con un sogno in cui alla piccola Artemisia appaiono i personaggi dei suoi quadri che la incitano a dipingere. Nelle varie scene le opere dell’artista vengono proiettate sul fondale a formare un grande puzzle in continua mutazione, mentre grandi cornici vuote evocano il suo pervicace talento artistico.

Festosi e colorati i costumi e le scenografie che ricostruiscono scorci romani e interni di botteghe.

Spettacoli il sabato e la domenica.

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