Flashdance: il musical

In scena al Teatro Nazionale Che Banca di Milano fino al 31 dicembre 2017

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What a feeling! In questo caso, però, non proprio.

Flashdance il musical, al debutto al teatro Nazionale Che Banca giovedì 5 ottobre non ci ha convinto del tutto, nonostante la bravura della protagonista e qualche momento degno di nota.

Il musical riprende l’omonimo film cult del 1983, con la regia di Adrian Lyne e una bravissima Jennifer Beals. Questo riadattamento teatrale, però, ci è sembrato un po’ edulcorato: la regista, Chiara Noschese, alla sua prima esperienza in fatto di musical, ha messo in piedi uno spettacolo di pregio, ma privo di tensione emotiva, con qualche picco di creatività, ma nel complesso eccessivamente adagiato sulla protagonista.

Gli aspetti più scabrosi della vicenda, ovvero quelli che danno il grano di pepe alla trama, sono velati e resi innocenti, quasi a voler trasformare il tutto in una commedia per bambini, intrisa di quel buonismo da copione, privato della scabrosità che dovrebbe fare da contraltare rendendo il tutto più interessante.

Una nota a parte va fatta per le traduzioni, che non sempre incastrano liriche e metriche con un senso davvero compiuto. Ci chiediamo se davvero nel 2017 non si possa cantare in lingua originale, prevedendo magari dei sovratitoli come avviene già in molti teatri d’opera.

Sul cast spicca senza ombra di dubbio la bravissima Valeria Belludi, nei panni di Alex Owens: alle indubbie capacità di ballerina e cantante della protagonista si aggiungono quel carisma e quella capacità empatica che la rendono apprezzabile a 360°. Capacità le hanno permesso di portare avanti lo spettacolo spiccando in solitaria brillantezza, senza adagiarsi mai sulla parte, ma arricchendo il personaggio di sfumature e chiaroscuri. Brava!

Ci è piaciuto anche Lorenzo Tognocchi, nel ruolo di Nick Hurley: non del tutto adombrato dalla protagonista e perfettamente aderente al suo ruolo, con indubbie capacità vocali e una presenza scenica.

Elisa Lombardi, Ilaria de Rosa e Rossella Contu, nei ruoli delle co-protagoniste femminili risultano adombrate dalla protagonista e forse poco valorizzate dalla regia che le riduce a macchiette prove di un vero spessore psicologico. Altea Russo è una Hannah davvero divertente e fuori dagli schemi, supportata da Lorena Crepaldi.

Bravi anche i co-protagonisti maschili: Marco Stabile nel ruolo di Jimmy, Roberto Vandelli nel ruolo di Harry e Michel Altieri nel ruolo di C.C.

L’ensamble non si è distinto per la precisione nell’esecuzione delle coreografie, ma ha offerto comunque una prova all’altezza della situazione.

Insomma, uno spettacolo che merita di essere visto, soprattuto per la protagonista e per quella nostalgia degli anni ottanta invocata dalla famosissima colonna sonora, ma non privo di pecche.

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