Viva Momix forever

Al Teatro Olimpico di Roma fino al 5 novembre 2017

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Foto di Andrea Chemelli

Suggestivo e poetico come tutti gli illusionismi di cui Moses Pendleton ci ha abituato a godere. I ballerini tornano a popolare di immagini fiabesche e ammalianti il palcoscenico dell’Olimpico con lo spettacolo ideato per ricordare i 35 anni di meraviglie che hanno dispensato sulle scene di tutto il mondo e che ha dato inizio ai festeggiamenti nella stessa data e nello stesso luogo del debutto, 10 giugno 2015 al Barclays Teatro Nazionale di Milano. Da allora non hanno mai smesso di stupire il pubblico che accorre a vedere di cosa ancora sono capaci il coreografo e i suoi artisti.

Lo spettacolo, inserito nella stagione dell’Accademia Filarmonica Romana, ci presenta una rassegna delle coreografie e dei numeri più fantasmagorici sortiti dalla fantasiosa creatività di Pendleton, direttore artistico della compagnia e dal 2012 accademico della Filarmonica Romana a suggello di una collaborazione trentennale.

I diversi numeri sono tratti da produzioni ormai collaudate che hanno alimentato il mito dei Momix: Momix in Orbit, Momix Classics, Passion, Baseball, Opus Cactus, Sun Flower Moon, Bothanica e Alchemy cui si aggiungono tre creazioni ideate appositamente per l’occasione: Daddy Long Leg, Light Reigns e Paper Trails.

I più grandi ricorderanno … i più piccoli scopriranno! Life is short, art is long, Momix is forever!” dichiara Pendleton e c’è da credergli!

Ed ecco allora fiori lussureggianti della natura primigenia dagli smaglianti colori, capaci di animarsi stimolati dalla dolcezza dei suoni del creato, ricordandoci che la natura è benevola se viene rispettata.

La ballerina sdraiata su uno specchio genera simmetrie plastiche con i movimenti di braccia e gambe e rotazioni del corpo sotto un sapiente gioco di luci che evocano un ammasso di materia in continua trasformazione.

I giochi ottici e l’illuminotecnica creano effetti sbalorditivi di gambe e braccia fosforescenti che si combinano in varie forme volteggiando nel buio, e lo spettatore tenta invano di scoprire i trucchi teatrali e le strutture dinamiche che li supportano.

Oggetti cosmici che fluttuano in un mare lunare, creazioni misteriose e sofisticate e altre oniriche e surreali, ballerini che assumono le sembianze di cactus, di rettili, di minacciosi uccelli.

Le nuove creazioni sono ancora più strabilianti nel sapiente uso delle luci e dei tessuti tecnologici che sembrano animarsi spontaneamente per dare vita alle più inverosimili e immaginifiche visioni.

Gli abili danzatori/acrobati/illusionisti plasmano i loro corpi e diventano ciò che rappresentano, si intrecciano sinuosamente, si trasformano prodigiosamente in piante, alberi, corpi di ogni genere.

La meraviglia è frutto della sinergia fra abilità degli artisti, creatività dell’autore, fantasiosità del costumista nello sfruttare la tecnologia dei tessuti, sapienza delle luci, suggestione delle musiche. Il poliedrico Pendleton è ovviamente l’ideatore dello spettacolo, insieme a Cynthia Quinn.

Da non perdere, per vedere i propri sogni animarsi in un caleidoscopio di forme e colori.

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