54° Festival Nuova Consonanza, trasposizioni illimitate tra musica, poesia, narrativa e video

Dall’11 novembre al 20 dicembre a Roma

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Combattimenti di Monteverdi-Ambrosini-Battistelli inaugura il 54° Festival di Nuova Consonanza  sabato 11 novembre al Teatro Palladium.

Trasposizioni illimitate” è il tema di questa edizione del Festival,  in cui innovazione e creatività musicale  si intrecciano con le diverse discipline artistiche.

In programma fino al 20 dicembre in vari spazi della capitale, il Festival ospita artisti, compositori ed ensemble di rilievo internazionale: fra questi Roberto Herlitzka in una nuova versione del “De Rerum Natura” che si confronta con la musica di quattro compositori d’oggi; David Riondino voce di “Musica senza cuore” di Fabrizio de Rossi Re e l’omaggio a Michele dall’Ongaro per i suoi sessant’anni. Fra gli appuntamenti, l’Incontro internazionale sul GINC-Gruppo d’improvvisazione di Nuova Consonanza con la partecipazione di Ennio Morricone, e la novità dell’opera-panettone “Non è un paese per Veggy” di Domenico Turi e Federico Capitoni e un cast di interpreti under 30

Teatro musicale, concerti, performance, un concorso di composizione, e poi incontri, workshop, conferenze e giornate di studio. Anche quest’anno il Festival di Nuova Consonanza, giunto alla sua 54ª edizione, accoglie e rielabora attraverso nuove produzioni quanto di più innovativo avviene in ambito internazionale nel campo della creatività musicale. Un festival vario e multiforme, che si avvale della collaborazione con le principali accademie e istituzioni della città, e che attraverso più di venti appuntamenti, ruota senza confini di linguaggio intorno ai più interessanti compositori, musicisti, artisti e interpreti del nostro tempo, in un ideale rapporto di intesa con grandi opere del passato. Ad accoglierlo diversi teatri romani Teatro Argentina, Teatro Vittoria, Teatro Palladium, Teatro Centrale Preneste –, il Conservatorio di Musica Santa Cecilia e il MACRO di via Nizza rinsaldando con quest’ultimo una preziosa collaborazione avviata tre anni fa.

Il titolo di questa edizione del festival Trasposizioni illimitate – introduce il presidente Lucio Gregorettise da un lato vuole essere un omaggio alle teorie di Olivier Messiaen (del quale ricorrono i 25 anni dalla morte), è anche una dichiarazione di fiducia verso l’intreccio delle diverse discipline artistiche in funzione di un risultato sonoro complesso e inatteso. La poesia, la narrativa, il video, i suoni della natura forniscono spesso lo spunto per un discorso musicale che si sviluppa secondo direttrici imprevedibili. La trasposizione in musica, da concerto o teatrale che sia, di elementi ‘altri’ assume dunque un’importanza fondamentale nel lavoro di molti dei compositori che Nuova Consonanza presenta in questa edizione del festival”.

Il 54° Festival di Nuova Consonanza è realizzato con il contributo del Ministero dei Beni e delle Attività Culturali e del Turismo – Direzione Generale Spettacolo e Direzione Generale Biblioteche e Istituti Culturali, della Regione Lazio – Assessorato alla Cultura e alle Politiche Giovanili e di Roma Capitale – Assessorato alla Crescita culturale, nell’ambito dell’Avviso pubblico “Contemporaneamente Roma 2017”, con il sostegno della SIAE – Società Italiana degli Autori ed Editori.

Anche quest’anno proseguono le coproduzioni e collaborazioni prestigiose come quelle con la Sovrintendenza Capitolina ai Beni Culturali, il MACRO, Zétema, l’Ambasciata degli Stati Uniti d’America in Italia, il Festival Romaeuropa, il Reate Festival, Roma Sinfonietta, Opera InCanto, la Fondazione Teatro Palladium – Università degli Studi Roma Tre, l’Orchestra Sinfonica Abruzzese, il Conservatorio di Musica Santa Cecilia di Roma e il Conservatorio di Musica Ottorino Respighi di Latina, il Goethe-Institut Rom, il Forum Austriaco di Cultura a Roma e, per la prima volta, il Teatro di Roma, a sancire ancora una volta la dimensione interculturale del fare musica oggi.

Grande rilievo sarà dato alla realizzazione scenica di opere di teatro musicale, a partire da Combattimenti con musiche di Claudio Monteverdi, Giorgio Battistelli e quelle in prima assoluta di Claudio Ambrosini per la regia di Cesare Scarton che inaugura il festival sabato 11 novembre al Teatro Palladium. Progetto nato dalla collaborazione di più istituzioni, in occasione dei 450 anni della nascita di Claudio Monteverdi, padre di ogni modernità musicale, Combattimenti muove da una delle sue pagine più note (Combattimento di Tancredi e Clorinda del 1624), primo e riuscitissimo tentativo di tradurre in musica l’affetto dell’ira guerresca, già così musicalmente reso nelle ottave del Tasso. Ad essa si associano due nuove pagine, una recente e una recentissima e nata per l’occasione: ne è ideale “continuazione” Tancredi appresso il Combattimento (2017), in cui Claudio Ambrosini, per la drammaturgia di Vincenzo De Vivo, “rilegge” le ottave seguenti del Tasso. Ne riprende invece la concitazione bellica, legandola alle sonorità della più ‘guerresca’ delle famiglie degli strumenti musicali, Orazi e Curiazi (1996) di Giorgio Battistelli, spettacolare “azione” per due percussionisti. Ne sono interpreti l’Ensemble In Canto e Tetraktis Percussioni diretti da Fabio Maestri, con le voci soliste di Sabrina Cortese, Daniele Adriani e Roberto Abbondanza.

Teatro musicale è anche l’appuntamento al Teatro Vittoria di venerdì 17 novembre (replica il 18) con De Rerum Natura che vede impegnato Roberto Herlitzka nella triplice veste di voce recitante, regista e traduttore della celebre opera di Lucrezio Caro, un ponte fra conoscenza, riflessione filosofica, pensiero scientifico e arte poetica. Spettacolo realizzato in coproduzione con Romaeuropa Festival e Istituzione Sinfonica Abruzzese, De Rerum Natura vedrà dialogare Herlitzka con la musica, tutta in prima assoluta e ispirata ai versi di Lucrezio, di quattro compositori d’oggi: Ivan Vandor, Lamberto Macchi, Matteo D’Amico ed Enrico Marocchini, quest’ultimo anche direttore dell’Orchestra Sinfonica Abruzzese cui è affidata l’esecuzione dei brani.

Dans l’esprit Messiaen è il primo omaggio al compositore francese, ideale ispiratore di questa edizione del Festival: martedì 21 novembre al MACRO i pianisti Brunella De Socio e Riccardo Fassi interpretano pagine più e meno note di Messiaen, composte in periodi diversi, su cui il duo improvviserà, stimolante occasione per una riflessione sulla musica contemporanea e sul carattere dell’improvvisazione.

Sabato 25 novembre, ancora al MACRO, toccherà alle percussioni dell’Ars Ludi, formazione che ha da poco festeggiato trent’anni di carriera, proporre un programma eterogeneo, che partirà dal repertorio del ‘900 per le percussioni come Third Costruction (1941) di Cage, tra i brani più complessi che il compositore abbia scritto per questo tipo di formazione, fino ad arrivare alla musica dei nostri compositori contemporanei, fra cui si segnalano la prima assoluta della versione completa di Stick Control di Boccadoro e di Buio pesto. 4 Notturni senza luna di Galante.

Sarà il Teatro Argentina domenica 26 novembre ad accogliere Musica senza cuore (2003) azione musicale grottesca per attore e strumenti di Fabrizio de Rossi Re, su libretto di Francesca Angeli (anche regista), interpretata per l’occasione da David Riondino e un ensemble di cinque musicisti. Partendo dal celeberrimo Cuore di De Amicis, si costruisce un percorso originale e decisamente stravagante, amplificando alcuni ingredienti della storia apparentemente secondari e sorvolando e a volte reinventando gli episodi più noti del libro. La musica, dal canto suo, realizzerà, in maniera poetica e grottesca allo stesso tempo, un vero e proprio fil rouge narrativo parallelo alla lettura del libro, un viaggio tra diversi generi musicali: dall’aria d’opera al jazz americano, dalla canzone italiana di fine ’800 fino alla performance sperimentale.

Organico di recente formazione, nato sei anni fa e di origine austriaca, lo Schallfeld Ensemble è animato da forze giovani e da una forte attenzione alla sperimentazione e alla ricerca nell’ambito del repertorio contemporaneo. Già presenti nei cartelloni di importanti manifestazioni di respiro, arrivano a Roma al Festival di Nuova Consonanza in collaborazione con il Forum Austriaco di Cultura giovedì 30 novembre al MACRO con il concerto dal repertorio anch’esso piuttosto giovane: Aer questo il titolo della serata, è anche il nome del pezzo del compositore e direttore d’orchestra austriaco Beat Furrer che apre il programma, seguito da pezzi di Troiani, Romano, Kühr, Romitelli.

Manuel Zurria al flauto, Francesco Dillon al violoncello ed Emanuele Torquati al pianoforte sono un trio che nel repertorio della musica contemporanea ha ormai raggiunto una consolidata esperienza di respiro internazionale. Al MACRO venerdì 1 dicembre presentano il concerto Dissidenti e ortodossi, un confronto fra musicisti di diversa generazione e provenienza, accomunati quasi tutti dall’esperienza dell’IRCAM di Parigi e che hanno poi preso strade diverse e originali. Ad aprire il concerto Le merle noir di Messiaen, cui segue la musica di Sánchez-Verdú, Filidei, Bertrand, Maresz, Campo e una prima assoluta di Daniele Bravi.

Altra novità del Festival è la prima assoluta di Non è un paese per Veggy, opera-panettone in un atto, musica di Domenico Turi, drammaturgia e libretto di Federico Capitoni in scena al Teatro Palladium sabato 2 dicembre (replica il 3), per la regia di Ivano Capocciama, con l’ensemble Imago Sonora diretto da Andrea Ceraso e un cast di giovani e già affermate voci soliste. “Non è un paese per Veggy spara su tutti – racconta Capitoni –. Sui vegani e sui non vegani, sui radical chic, sui finti intellettuali, sui cafoni, sui conformisti, sulle dinamiche impure del mondo dello spettacolo e della cultura, sicché ogni riferimento nell’opera a fatti o persone è sì casuale, ma fino a un certo punto… Il tentativo dell’opera-panettone (pensata cioè secondo gli stilemi linguistici dei B-movie) è quello di sperimentare all’interno di una forma classica (l’opera) contenuti e linguaggi attuali e volutamente volgari, non solo per quanto concerne l’aspetto verbale, ma anche riguardo alla drammaturgia musicale. Alle forme classiche della lirica – l’aria, il duetto, la cavatina, il lamento e il coro finale – si intrecciano quelle della cultura moderna più prosaica e di consumo: il jingle, il rap, la canzone sanremese”.

Altro ensemble molto apprezzato ormai da anni nel panorama della musica contemporanea è quello di Sentieri Selvaggi diretto da Carlo Boccadoro che lunedì 4 dicembre al Teatro Argentina interpreta nel concerto Meditazioni impure opere importanti e ormai ‘storiche’ di autori americani (Glass e Reich) e compositori francesi (Mantovani, Grisey) cui si aggiunge quella del compositore portoricano Armando Bayolo.

Mercoledì 6 dicembre al MACRO Sax obsession è il concerto che conclude la masterclass sull’interpretazione del sassofono contemporaneo tenuta da Claude Delangle al Conservatorio di Musica di Latina e che vedrà alternarsi lo stesso Delangle al quartetto di sax Apeiron e un ensemble di sax e percussioni diretto da Benedetto Montebello.

Sabato 9 dicembre è ancora il MACRO ad accogliere il Portrait Michele dall’Ongaro, con un incontro a cura di Sandro Cappelletto e a seguire il concerto dedicato ai sessant’anni del compositore romano, attuale presidente-sovrintendente dell’Accademia Nazionale di Santa Cecilia, presidente di Nuova Consonanza dal ’96 al ‘99. Le sue musiche si alterneranno con quelle di Aldo Clementi con cui dall’Ongaro ha studiato perfezionandosi in composizione, di Francesco Pennisi e Luciano Berio con cui il musicista ha lungamente collaborato, legandosi a profonda amicizia. A eseguirle l’Ex Novo Ensemble formazione con alle spalle quasi quarant’anni di percorso artistico, realtà di riferimento nel panorama internazionale della musica nuova, cui dall’Ongaro ha dedicato alcuni suoi lavori.

È una giovanissima formazione quella del Duo Ardorè, che si sta affermando a livello internazionale per l’interpretazione della musica d’oggi: Rebecca Raimondi al violino e Alessandro Viale al pianoforte eseguiranno al MACRO martedì 12 dicembre cinque brevi brani in prima assoluta dedicati a Olivier Messiaen composti da alcuni musicisti della nuova generazione: sono Francesco Fournier Facio, Omer Barash, Caterina di Cecca, Giorgio Astrei, Eliza Brown. A questi si alternerà la musica dello stesso Messiaen (Thème et variations per violino e pianoforte, 1932) e pezzi di Baggiani, Evangelisti e Capurso; chiude il programma Dialogo nascosto (2017) di Paolo Marchettini.

A conclusione del workshop di composizione DE MUSICA ovvero la fabbrica della creatività che come ogni anno Nuova Consonanza organizza durante il Festival e che quest’anno è stato affidato al compositore tedesco Detlev Glanert, tra i nomi più noti della scena contemporanea, il concerto al MACRO di mercoledì 13 dicembre affiancherà brani del musicista amburghese, alcuni in prima italiana, a quelli del suo maestro Hans Werner Henze; ne saranno interpreti Alessandro Viale al pianoforte insieme al Quartetto d’archi Sincronie.

A partire da un’intesa: è questo il titolo, significativo, dell’incontro internazionale di studio sul Gruppo di Improvvisazione Nuova Consonanza e l’improvvisazione collettiva dal 1965 a oggi che animerà il MACRO nelle giornate del 14, 15 e 16 dicembre. Compositori, docenti, scrittori e giornalisti insieme ad alcuni componenti del leggendario Gruppo di Improvvisazione Nuova Consonanza, fra cui Mario Bertoncini, John Heineman, Walter Branchi, Giancarlo Schiaffini ed Ennio Morricone, che all’epoca ne era trombettista, si confronteranno su quella incredibile esperienza che fu il primo (e allora unico) collettivo sperimentale di compositori-esecutori che ha poi influenzato una parte della produzione musicale dei nostri giorni, oggetto oggi di una grande riscoperta da parte di giovanissime generazioni di musicisti di tutto il mondo.

Spazio anche ai bambini e al modo più originale di avvicinare i più piccoli alla musica contemporanea: martedì 19 dicembre (ore 11) al Teatro Centrale Preneste va in scena La scuola in musica: Chi rapì la topina Costanza? per due voci, burattini, flauto, tastiera e percussioni di Roberta Vacca su testo di Paola Campanini, anche regista insieme a Stefano Moretti. Una giocosa interpretazione del Ratto dal serraglio di Mozart, facendo alternare sulla scena burattini, grandi pupazzi e attori in maschera.

La chiusura del Festival sarà con la finale della XIX edizione del Concorso internazionale di composizione Franco Evangelisti mercoledì 20 dicembre al MACRO; a eseguirla l’Ensemble Suono Giallo. Per Nuova Consonanza che l’organizza un monitoraggio costante dei nuovi talenti, con l’obiettivo della diffusione di quanto di più stimolante e innovativo si produce nel panorama italiano ed estero nel settore della musica contemporanea.

Ad arricchire la programmazione del Festival, una serie di incontri con gli artisti ad introdurre alcuni spettacoli in programma, presentazioni di libri e di novità in campo discografico: due appuntamenti aperti al pubblico all’Università degli Studi Roma Tre per presentare il 10 novembre Combattimenti e il 20 novembre Non è un paese per Veggy. Il 24 novembre alla libreria del Parco della Musica la presentazione del DVD Hanjo opera in un atto di Marcello Panni, presentata al Festival nel 2016, e il 25 novembre al MACRO la presentazione del CD Resonating Body di Patrizio Esposito. Da segnalare sempre al MACRO altri due appuntamenti: l’1 dicembre la presentazione del libro Ragioni e sentimenti. Nelle musiche europee dall’inizio del Novecento a oggi di Renzo Cresti e il 13 dicembre la tavola rotonda sui finanziamenti alla musica contemporanea mettendo a confronto la situazione italiana con quelle di altri Paesi.

Biglietti: intero da 10 a 25 €; ridotti da 5 a 22.50 € (studenti, over 65, Bibliocard, Sidm, Upter, Goethe-Institut, abbonati Romaeuropa e Accademia Filarmonica Romana, Teatri di Roma, Cral convenzionati). Ingresso libero per presentazioni di libri, CD e DVD, e per i concerti del 30 novembre, 9 e 20 dicembre

Info: www.nuovaconsonanza.it, 06-3700323, promozione@nuovaconsonanza.it

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