“Gli onesti della banda” dal 7 al 19 novembre al Teatro Ghione

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Liberamente tratto dalla sceneggiatura de La Banda degli Onesti di Age e Scarpelli

spericolata riscrittura di Diego De Silva e Giuseppe Miale Di Mauro

con Ivan Castiglione, Francesco Di Leva, Giuseppe Gaudino, Irene Grasso, Adriano Pantaleo, Luana Pantaleo

 e con la partecipazione di Ernesto Mahieux

scene Luigi Ferrigno costumi Giovanna Napolitano

luci Luigi Biondi e Giuseppe Di Lorenzo musiche originali Mariano Bellopede

regia Giuseppe Miale Di Mauro

organizzazione Carla Borrelli segreteria organizzativa Valeria Zinno

ufficio stampa Valeria Aiello grafica Carmine Luino

una produzione Nest Napoli est teatro e Le Nuvole/Casa del contemporaneo

 

Protagonisti de Gli onesti della Banda sono Tonino, laureato a pieni voti che, non trovando lavoro, decide di ereditare la portineria del defunto padre e il suo migliore amico Peppino, che gestisce la tipografia di famiglia, attanagliato dai debiti dopo aver comprato nuovi macchinari. L’amministratore del palazzo in cui Tonino lavora è il ragioniere Casoria, uomo sempre in bilico tra legalità e illegalità, che attenta continuamente all’onestà del giovane portinaio…

«Abbiamo deciso di ritornare a una tematica che ci appartiene – racconta Giuseppe Miale Di Mauro – , torniamo a occuparci di camorra, ma tenendo ferma la necessità di ricercare altri codici, più moderni e meno realistici. Così abbiamo pensato che la leggerezza potesse essere un modo nuovo di affondare l’occhio nel reale, di raccontare i meccanismi malavitosi che attanagliano la società, facendo in modo che il pubblico percepisse certe dinamiche come universali. La strada della commedia brillante ci è sembrata rispondere a queste esigenze e per fare in modo che la nostra commedia mantenesse uno spessore anche di indagine sociale, abbiamo chiesto ad grande scrittore come Diego De Silva di collaborare al progetto. Il nostro Gli onesti della banda, riprendendo uno dei testi più famosi della tradizione comica, ripercorre le difficoltà del precariato moderno, mostrando come anche le persone oneste possano trovarsi invischiate nei meccanismi di camorra, loro malgrado, vittime e carnefici ad un tempo. I nostri “onesti” dovranno fare i conti con la loro disonestà. Questo è il punto dolente, perché scoprono che la disonestà ha una forma tentacolare. È una morsa, da cui paradossalmente “gli onesti” tornano a sentirsi liberi solo nel momento in cui si trovano a scontare la pena delle loro azioni di malaffare».

Giuseppe Miale di Mauro

 

Tonino è un giovane di 35 anni, laureato a pieni voti ma disoccupato. Dopo anni in cui ha cercato lavoro invano, decide di ereditare la portineria del defunto padre. Pochi anni prima aveva incontrato Angela in un viaggio a Berlino e se l’era sposata giusto sei mesi dopo. Tonino ha un fratello che fa il finanziere a Milano. Il migliore amico di Tonino si chiama Peppino. Peppino gestisce con difficoltà la vecchia tipografia di famiglia attanagliato dai debiti che ha fatto per comprare nuovi macchinari e adeguarsi alla tecnologia che avanza spedita. Peppino vive con Giulia, sua sorella. È più giovane di lui e mentre studia per diventare avvocato dà una mano al fratello in tipografia.

Il Ragioniere Casoria è l’amministratore del palazzo in cui Tonino fa il portiere. È un traffichino, un uomo sempre in bilico tra la legalità e l’illegalità, che tenta continuamente di minare il senso civico e l’onestà del povero Tonino. Una volta gli propone di fregare i condomini per i lavori di ristrutturazione del palazzo, un’altra volta gli propone di inscenare un falso incidente automobilistico. Tonino è un ragazzo integerrimo e rifiuta categoricamente ogni proposta indecente dell’amministratore mostrando anche un leggero fastidio all’ennesimo tentativo del Ragioniere. Ma un giorno il Ragioniere Casoria si presenta da Tonino con una valigia nella quale c’è un cliché originale, nonché della carta filigranata per stampare banconote da 10 euro.  Tonino non ne vuole sapere e mette alla porta il Ragioniere che vistosi alle strette chiede a Tonino almeno il favore di tenere nascosta in casa la valigia per qualche giorno. Dopo un po’ di resistenza, Tonino si fa convincere e nasconde la valigia in casa propria. In quei giorni però il povero Tonino è scosso dall’arrivo di un’esosa cartella di Equitalia che dovrà pagare per non perdere la casa e si confida con l’amico Peppino, che dal canto suo, è disperato perché non sa più come pagare le rate del mutuo che ha acceso per acquistare i nuovi macchinari in tipografia. Sta seriamente pensando di cedere l’attività ma è frenato da un sincero affetto familiare e soprattutto impaurito dal fatto di non aver mai svolto nessun altro lavoro nella vita che quello in tipografia. I due sono disperati, e dopo una birra in più, in un momento goliardico Tonino decide di raccontare a Peppino della valigia. L’angoscia e l’impossibilità di trovare una soluzione onesta a quella condizione, li convince ad accettare l’offerta del Ragioniere Casoria, e dopo una furtiva riunione notturna danno vita a una piccola banda di falsari. I tre riescono a stampare le banconote e a spacciarne un mazzetto rischiando grosso con il ragazzo che tutti i mesi va a riscuotere il pizzo in tipografia. Ma poi le cose cambiano….

 

 

 

Orari spettacoli: dal martedì al sabato ore 21.00 – domenica ore 17.00

Tutta la programmazione sarà accessibile anche a spettatori non vedenti e sordi che, grazie al Ghione, possono da alcuni anni, vivere l’esperienza del teatro

info: Teatro Ghione, via delle Fornaci 37, 00165 Roma – tel. 06 6372294 – 06 39670340, fax 06 39367910 – info@teatroghione.it

Direzione artistica: Roberta Blasi

Marketing e comunicazione: Moreno Sangermano moreno.sangermano@teatroghione.it

 

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