Il Seduttore

Dal 14 al 17 novembre al Teatro San Babila, Milano

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Foto di Adolfo Franzò

Tournée nazionale:

Debutto nazionale: Milano, Teatro San Babila, martedì 14/11/17, ore 20.30

Repliche:

mercoledì 15/11, ore 15.30

giovedì 16/11, ore 20.30

venerdì 17/11, ore 20.30

venerdì 17/11, ore 18: ….pensando al Seduttore di Diego Fabbri… L’arte del tradimento tra tragedia e commedia – incontro con il giornalista Alberto Mattioli, la compagnia e il regista

sabato 18/11, ore 15.30 e 20.30

domenica 19/11, ore 15.30

Siracusa: Teatro Vasquez 12/12/17 (doppia recita)

Modica: Teatro Garibaldi 15/12/17

Portoferraio: Teatro dei Vigilanti 17/01/18

Camaiore: Teatro dell’Olivo 18,01/2018

Cavriglia: Teatro Comunale 19/01/18

Marsciano: Teatro della Concordia 30/01/18

Casarsa: Teatro Pasolini  31/01/18

Forlì: Teatro Diego Fabbri 1- 4/02/18

Castellammare: Teatro Politeama 6,7/02/2018

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Debutta in prima nazionale martedì 14 novembre al Teatro San Babila di Milano (ore 20.30), il nuovo allestimento de Il Seduttore di Diego Fabbri, per la regia di Alessio Pizzech. Nella parte del protagonista dello spettacolo prodotto da Gino Caudai (Laros), che apre la stagione 2017-2018 del teatro milanese, Roberto Alpi sarà attorniato da tre coprotagoniste d’eccezione – Laura Lattuada, Agnese Nano, Isabel Russinova – sullo sfondo delle scene hopperiane di Davide Amadei con i costumi di Antonia Petrocelli, con le musiche di Dario Arcidiacono e le luci di Nevio Cavina.

La tenitura milanese dello spettacolo (sino al 19 novembre) sarà punteggiata il 17 novembre, alle 18 nella sala del teatro, da un incontro a tema con il regista, gli interpreti, e il critico Alberto Mattioli (… pensando al Seduttore di Diego Fabbri… L’arte del tradimento, fra tragedia e commedia). La tournée nazionale proseguirà con repliche in tutta Italia passando, nel febbraio 2018 (dall’1 al 4) dal Teatro Diego Fabbri di Forlì, città natale del drammaturgo e scrittore italiano scomparso nel 1980.

Il regista livornese battezza a Milano una stagione 2017-2018 caratterizzata dal raggiungimento di prestigiosi traguardi in ambito lirico (suo è il nuovo allestimento dell’Orfeo monteverdiano a cura del Teatro Regio di Torino, con la direzione di Antonio Florio, in prima assoluta a marzo 2018, preceduto da una nuova Traviata nel circuito Treviso – Ferrara – Rovigo in gennaio, e seguito dal suo ritorno in Giappone, al Tempio di Osaka, con il distico Cavalleria Rusticana e Pagliacci, nella produzione del Teatro Comunale di Bologna).

Impegnato con il suo primo “corpo a corpo” con un testo di Fabbri, Pizzech anticipa: “nel “mio” Seduttore, va in scena tutto il teatro delle ipocrisie dell’Italietta anni Cinquanta, con le sue finzioni, le sue necessarie bugie, e con tutta la sua amara verità, dai risvolti spesso tragici, come ci dimostra peraltro l’epilogo della pièce. Io mi sono limitato a pervadere l’intero testo di una certa dose di crudeltà, che in verità già trasuda dal testo di Fabbri: quella agita intenzionalmente dal personaggio, ma anche quella che involontariamente, ma inevitabilmente risulta dal suo perverso gioco di seduzione e tradimenti, e che finisce con il sfuggirgli di mano. Non ci sarà facile perdonare questo seduttore, se non in virtù di due sue “troppo umane” qualità: la sua tristezza, la sua malinconia di fondo, che proviene dal lutto subito, che costituisce l’antefatto del racconto (la perdita dell’unico figlio, piccolo) e, al di là di tutto – moralismo, convenzioni, finzioni – la sua ricerca della propria verità”.

Alleggerendo il tono, il regista aggiunge: “il mio vuole anche essere un tributo all’arte tutta “italiana” della seduzione e del tradimento, il cui potenziale drammaturgico esplode in questo lavoro in una pirotecnica girandola di situazioni a incastro, e di scene che, come in una giostra che gira vorticosamente su se stessa, si susseguono tra loro all’impazzata”.

La storia de Il seduttore è quella di Eugenio, il protagonista, che gestisce un’agenzia di viaggi ed è sposato con Norma, ma intrattiene due relazioni extraconiugali: la prima con Wilma, la seconda con Alina, segretaria presso l’agenzia. Tre donne, tre luoghi e tre modi di vivere una relazione sentimentale totalmente differenti. Norma è alla ricerca di un amore fedele, ma insegue qualcosa che ormai è finito; Wilma è impegnata in una guerra costante e radicale con Eugenio in cui carne e sensualità diventano privilegiato campo di battaglia; infine Alina, proiettata in un sogno di fuga dalla realtà, in un gioco di emozioni eccitante e leggero. Comprendiamo dal procedere della pièce che la storia di Eugenio, “il seduttore” è legata, seppure indirettamente, alla perdita del figlio avuto da Norma, la cui presenza in scena è restituita dall’immagine di una bicicletta e dal suono ostinato del suo campanello. Da questa trama di tradimenti si dipana una serie di situazioni in cui Eugenio scivola ripetutamente, sino ad un finale tragico quanto inatteso

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INFO e BIGLIETTI:

http://www.teatrosanbabilamilano.it/recipe/il-seduttore/

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BIOGRAFIE:

Fabbri, Diego. – Drammaturgo italiano (Forlì 1911 – Riccione 1980).

Condirettore (dal 1948), poi direttore della Fiera letteraria, dal 1977 diresse Il dramma.

Ha scritto per il teatro lavori di ispirazione religiosa, prospettanti casi e problemi di una società in contrasto, spesso anche nelle sue componenti cattoliche, con l’universalità del verbo cristiano (Il seduttore, 1951; Processo di famiglia, 1953; Processo a Gesù, 1955; La bugiarda, 1956; Veglia d’armi, 1956; Delirio, 1959; Ritratto di ignoto, 1962; L’avvenimento, 1967; Il vizio assurdo, in collab. con D. Lajolo, 1974; Il commedione di Giuseppe Gioachino Belli poeta e impiegato pontificio, 1978; Al dio ignoto, 1980).

I suoi drammi (ed. post. completa, Tutto il teatro, 2 voll., 1984) sono stati rappresentati con successo, grazie anche a una abilità tecnica che tiene conto della lezione, soprattutto, di L. Pirandello e di U. Betti.

F. è stato inoltre autore di saggi e scritti polemici (Cristo tradito, 1949; Ambiguità cristiana, 1954; ecc.); ha scritto soggetti cinematografici e collaborato alla sceneggiatura di film diretti da V. De SicaP. GermiA. BlasettiR. RosselliniL. ZampaM. AntonioniM. Ferreri e altri; ed è stato autore di adattamenti e di testi originali per la televisione. (Enciclopedia Treccani)

Biografia completa e cronologia delle opere, al link:
http://www.centrodiegofabbri.it/images/Allegati_Centro/DiegoFabbri_BIOGRAFIA.pdf

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Alessio Pizzech, classe 1972, è un uomo di spettacolo, a tutto tondo.

Approda al canto ancora da bambino, lavora in un circo fino a 18 anni e viene definito giovanissimo dalla critica come uno dei più significativi registi italiani. Con straordinaria energia ha messo in scena circa 150 spettacoli fra prosa e lirica collaborando con tutti i principali teatri e festival italiani.

È oggi uno dei più richiesti registi d’opera e prosa della sua generazione.

Si è recentemente riconfermato all’attenzione del pubblico e della critica per le fortunate regie del Rigoletto verdiano, nell’allestimento del Teatro Comunale di Bologna, in occasione della messa in scena della ritrovata commedia per musica di Pietro Antonio Cesti Le nozze in sogno all’Innsbrucker Festwochen der Alten Musik e al Mozarteum di Salisburgo (agosto 2016), di Ehi Giò, Progetto Opera Nova 2016 del Teatro Lirico Sperimentale di Spoleto con musiche di Vittorio Montalti, della Turandot di Giacomo Puccini al Japan Opera Festival (settembre 2016, in una produzione frutto di un accordo tra la Sawakami Opera Foundation, il Teatro Comunale e la Filarmonica di Bologna), e de Le imperdonabili, azione scenica con le musiche di Silvia Colasanti per voce narrante, quartetto d’archi, quartetto vocale femminile e percussioni, in scena al Teatro Sperimentale di Ancona nel gennaio 2017. Di poco precedenti, hanno riscosso grande visibilità mediatica, oltre che plauso di pubblico Per non morire di mafia e Dopo il silenzio, tratte dai libri di Piero Grasso, La carne del marmo, spettacolo su Michelangelo Buonarroti interpretato da Alessio Boni, in tournee italiana, e Il Viaggio di Roberto di Paolo Marzocchi su libretto di Guido Barbieri in scena al Teatro Dante Alighieri di Ravenna, al Teatro Pavarotti di Modena e al Teatro Municipale di Ravenna, poi ripreso nel 2017 in un nuovo allestimento all’Opera di Firenze, il Rigoletto al Festival Verdi 2016 per il Teatro di Busseto.

Il nuovo allestimento dell’Orfeo monteverdiano a cura del Teatro Regio di Torino, con la direzione di Antonio Florio, debutterà in prima assoluta a marzo 2018, preceduto da una nuova Traviata nel circuito Treviso – Ferrara – Rovigo in gennaio 2018, e seguito dal suo ritorno in Giappone, al Tempio di Osaka, con il distico Cavalleria Rusticana e Pagliacci, nella produzione del Teatro Comunale di Bologna

Dedito alla regia di lirica dal 1997 ha allestito i seguenti spettacoli: Le Pauvre Matelot di D. Milhaud (1997); Gianni Schicchi di G. Puccini (1998); Il Barbiere di Siviglia di G. Rossini (1999); Sonnambula di V. Bellini, Nozze di Figaro di W. A. Mozart, Rigoletto di G. Verdi (2000); La Voix Humaine di F. Poulenc (versione pianistica), Tosca di G. Puccini, Bohème di G. Puccini, La Daunia Felice di G. Paisiello (2001); Pagliacci di R. Leoncavallo, Cavalleria Rusticana di P. Mascagni, Si di P. Mascagni (2002); Trois Operas Minutes di D. Milhaud, Il Marinaio di A. Russo, Tito Manlio di A. Vivaldi, Der Kaiser Von Atlantis di V. Ullmann (2003): Pinotta di P. Mascagni, La Serva scaltra, La contadina, Il Tutore di A. Hasse (2004); Don Giovanni Tenorio di G. Gazzaniga (2005); Stabat Mater di Pergolesi (versione scenica), Il Piccolo Spazzacamino di B. Britten, La Dirindina di D. Scarlatti, La Voix Humaine di F. Poulenc – versione orchestrale (2006); Faust di C. Gounod, Marcella di U. Giordano, Amica di P. Mascagni, Pimpinone di T. Albinoni, L’Elisir d’Amore di G. Donizetti, Pagine d’Amore da P. Mascagni, Ode a Leopardi di P. Mascagni, Zanetto di P. Mascagni, Histoire du soldat di I. Stravinskij e Brundibar di H. Krasa (2007); La Cenerentola di G. Rossini, Carmen di G. Bizet (2008); Ascesa e caduta della città di Mahagonny di K. Weill e ripresa del Tito Manlio di A. Vivaldi (2009); Cavalleria Rusticana di P. Mascagni e Pagliacci di R. Leoncavallo (2010); Giulio Cesare di Händel (2011); Medea di G. Benda, Chi rapì la Topina Costanza di R. Vacca, Rigoletto di G. Verdi (2012); Così fan tutte di W. A. Mozart, La Gatta Bianca di S. Conte (2013); Carmen, Il Viaggio di Roberto di P. Marzocchi (2014); Il Barbiere di Siviglia di G. Rossini (2015).

Ha collaborato e collabora con Opera Youth Arezzo, Lario Lirica, Fondazione Donizetti di Bergamo, Bergamo Musica Festival, Fondazione Gran Teatro la Fenice, Fondazione Teatro Verdi di Trieste, Fondazione Rossellini, Pergine Spettacolo Aperto, Teatro Alighieri di Ravenna, Teatro del Giglio di Lucca, Teatro Comunale di Modena, Teatro Comunale di Ferrara, Teatro Municipale di Piacenza, Teatro Cilea di Reggio Calabria, Teatro Vittorio Emanuele di Messina, Teatro Verdi di Pisa, Teatro Goldoni di Livorno, Teatro del Maggio Musicale Fiorentino, Teatro della Fortuna di Fano, Teatro Lirico di Spoleto, Ente Concerti De Carolis di Sassari, Teatro Umberto Giordano di Foggia, Ente Luglio Trapanese, Festival delle Ville Vesuviane, il Festival della Valle d’Itria, con il Teatro Nazionale Sloveno di Maribor, Conservatorio di Stavanger in Norvegia, Festival Opera Barga, Solisti Dauni, Festival Lunatica e Taormina Arte, Festival di Oslo, Conservatorio di Beirut in Libano, Teatro Comunale di Bologna, Teatro Politeama di Lecce,Teatro San Babila di Milano, Teatro Regio di Torino, Opera di Firenze.

Tra le regie di prosa, cui si dedica dal 1991 ricordiamo soprattutto Le Serve di J. Genet, Dialoghi delle Carmelitane di G. Bernanos, Il Bell’Indifferente di J. Cocteau, La Famiglia Mastinu di A. Savinio, Zoo di Notte di M. Azama, Savannah Bay e Hiroshima Mon Amour di M. Duras, Caligola di A. Camus, Le Sang du Poète da J. Cocteau, Savinio Puer Aeternus da A. Savinio, Lotta fra Negro e Cani di B. M. Koltès, Yerma di F. C. Lorca, Nozze di Sangue di F.C. Lorca, La Morsa e Sogno ma Forse No di L. Pirandello, Processo Ebbro di B.M. Koltès, La Nuit de Valognes di E. E. Schimdt, L’eredità di B.M Koltès, Coco di B. M . Koltès, Per non morire di mafia di P. Grasso, Che disgrazia è l’intelligenza di A. Griboedov, La Carne del marmo da Michelangelo Buonarroti, Faust di F. Pessoa, Emma B. Vedova Giocasta di A. Savinio, Dopo il silenzio di F. Niccolini e P. Grasso, Senza vincitori né vinti di R. Stern e F. Niccolini, Chi Cazzo ha cominciato tutto questo casino di D. Dukowskyi.

Tra le regie radiofoniche ricordiamo Savinio puer Aeternus da Alberto Savinio per Radio Tre Rai nel 2000 e Pazzo d’amore di Sam Shepard per Radio Tre Rai nel 2008.

Di particolare rilevanza l’attività di formatore attuata dal ’93 in Italia e all’estero.

Ha al suo attivo un contributo per la pubblicazione “I Teatri della scuola“ edito dalla Provincia di Pisa.

E’ attualmente Docente di recitazione presso l’Accademia Nazionale del dramma antico di Siracusa

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