It’s time…warp (again)!

Il musical inglese "Rocky Horror Show" è andato in scena al Mandela Forum di Firenze

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Dopo Milano, arriva a Firenze dal 9/11 al 11/11, il musical inglese Rocky Horror Show, con la produzione internazionale BB production GMG, portato nei teatri di tutta Europa.

Una musica fortissima si diffonde in tutto il Mandela Forum di Firenze, dando inizio alla stra-ordinaria storia di Brad e Janet che subito dopo essere diventati sposi promessi si mettono in viaggio per cercare il Dr. Scott, professore che all’università li ha fatti incontrare, ma perdendosi in un bosco durante un violento diluvio, perdono anche la sicurezza della propria eterosessualità.

Una simpatica idea è stata quella di vendere, all’entrata, una borsa con dentro tutti gli oggetti necessari per compartecipare agli avvenimenti sul palcoscenico.

Così mentre Brad chiede – cortesemente – un telefono, nel Frankestein Place, il castello, e mentre gli invitati/spettatori si scatenano con raganelle e cappellini per la festa sulle note del Time warp, fa poi la sua entrata, in giarrettiera di grandissimo effetto, lo scienziato e padrone di casa Frank’N’Furter.

Da lì è un divertente susseguirsi di eventi, raccontati da Claudio Bisio, unico attore italiano, nel ruolo del narratore che aveva il compito di fare un po’ il sunto di ciò che era appena avvenuto, sia per rispettare la volontà di Richard O’Brien, sia per aggiornare noi spettatori perché per tutta la durata dello spettacolo i nostri amati personaggi hanno parlato inglese e senza sottotitoli. Senza fare troppo i perbenisti, perché lo spettacolo stesso lo esclude, la grandezza e l’alta professionalità di Claudio Bisio sarebbero rimaste invariate anche senza quell’eccessivo turpiloquio italiano a cui abbiamo assistito.

Alle spalle del narratore e dei ballerini numerose e coloratissime scenografie che cambiavano velocemente accompagnando i due – non più tanto innocenti – protagonisti fino alla fine, il laboratorio, le camere da letto e la piscina, luogo risolutivo in cui Magenta e il fratello Riff Raff uccideranno lo scienziato dopo che ha detto addio alla sua creatura Rocky e al suo pubblico. Prima che il sipario si chiuda per l’ultima volta, si apre con stupefacenti costumi di piume e paillettes (forse una citazione di Sunset Boulevard?).

Ma nonostante la regia sia eccezionale, il ritmo che fa battere i nostri cuori è quello delle canzoni, eterne, che ancora oggi ci fanno saltare dalla sedia, emozionare e urlare a squarciagola, come è successo quando hanno concesso un bis del “Time Warp” con tanto di comando <<It’s just a jump to del left>>.

Un grande applauso agli attori dalle voci strepitose, specialmente alla Janet che ha retto il non semplice e scontato confronto con l’esordiente Susan Sarandon dell’edizione cinematografica, un applauso agli uomini che hanno saputo ballare sui tacchi come nessuna donna avrebbe saputo fare e specialmente fra di essi all’attore che ha interpretato il magico ed enigmatico Frank’N’Furter, un ruolo che richiede una grande sicurezza in sé stessi oltre che a una personale bravura.

E così, sulle note nel nostro musical preferito ce ne simo andati, ancora ballando e canticchiando, domandandoci quando a Firenze tornerà nuovamente uno spettacolo così potente.

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