Elio Bonconpagni dirige la “Nona” di Beethoven

Dal 29 dicembre al 1° gennaio all'Auditorium di Milano

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Foto di Paolo Dalprato

Orchestra Sinfonica di Milano Giuseppe Verdi

Coro Sinfonico di Milano Giuseppe Verdi

Maestro del Coro Erina Gambarini

Direttore Elio Bonconpagni

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Per la diciannovesima volta consecutiva laVerdi brinderà al nuovo anno con il suo pubblico e con Milano, intonando le note immortali del prodigioso Inno alla Gioia – esaltante finale della Nona Sinfonia di Beethoven – che risuoneranno all’Auditorium di Milano per quattro appuntamenti consecutivi, ormai diventati conclamata tradizione anche a Milano, assieme a Berlino, Vienna e New York: venerdì 29, sabato 30, domenica 31 dicembre 2017 (sempre alle ore 20.00) e lunedì 1 gennaio 2018 (ore 16.00), all’Auditorium di Milano Fondazione Cariplo.

L’Orchestra Sinfonica di Milano Giuseppe Verdi ritrova la prestigiosa bacchetta di Elio Boncompagni, protagonista anche lo scorso novembre nella direzione del Requiem di Giuseppe Verdi, altro grande classico del palinsesto di largo Mahler.

Sul palco, naturalmente, anche il Coro Sinfonico guidato Erina Gambarini. A completare uno scenario d’impatto inimitabile – con circa 200 persone in scena tra musicisti e orchestrali – un parterre di solisti di rango internazionale, formato da Cinzia Forte (soprano), Stefanie Irany (contralto), Carlo Allemano (tenore), Sebastian Holececk (basso).

(Biglietti: euro 52,00/20,00; info e prenotazioni: Auditorium di Milano Fondazione Cariplo, largo Mahler, orari apertura: mar/dom, ore 10.00/19.00, tel. 02.83389401; on line: www.laverdi.org o www.vivaticket.it).

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La Nona Sinfonia di Beethoven

Quando la Nona fu eseguita per la prima volta a Vienna (al Teatro di Porta Carinzia, il 7 maggio del 1824), la Capitale degli Asburgo venne piacevolmente coinvolta in un appuntamento di cui si era persa da tempo la consuetudine. In effetti, Ludwig van Beethoven non regalava ai viennesi una nuova sinfonia da tempo immemorabile. L’ultimo lavoro di questo genere uscito dalla sua penna era stato messo in cartellone ormai una decina d’anni prima – esattamente il 27 febbraio 1814 – quando l’Ottava aveva ottenuto un buon consenso di pubblico e qualche segno d’incomprensione da parte della critica.

La parziale incomprensione dell’Ottava non aveva certo impedito a Beethoven di progettare nuove sinfonie, anche se il compositore parve dedicarsi, per gli anni a seguire, con maggiore dedizione alla cameristica, e in particolare all’amato pianoforte, consegnando alla storia senza sosta una serie impressionante di capolavori.

Ma certamente l’estrema sinfonia beethoveniana appare come apportatrice di un’urgenza espressiva capace di trasferirsi in musica con una forza inaudita. Attraverso l’uso del coro, infatti, la partitura può trasmettere con maggiore energia un concetto filosofico, un “programma” che diviene evidente e definitivamente riconoscibile nell’Inno alla Gioia, testo amatissimo che il compositore tedesco aveva progettato di mettere in musica verso per verso addirittura dal 1793. E così, alla “prima” viennese, accompagnata da un successo enorme, il pubblico comprese appieno la portata del messaggio di Beethoven, di quell’uomo burbero e scontroso che senza arrendersi alle avversità aveva concepito in musica la rappresentazione di una tensione illuministica finalizzata al raggiungimento della felicità universale, condizione perseguibile nell’esaltazione della fratellanza e nel sincero convincimento della presenza di una Bontà Celeste, di un Essere Supremo che dal caos primordiale fonda un ordine morale a cui ogni uomo è chiamato a contribuire, esercitando la virtù. Da quel 7 maggio del 1824 la Nona, pubblicata nel 1826 da Schott e dedicata A Sua Maestà il Re di Prussia Federico Guglielmo III, non smetterà più di circolare, di essere eseguita e di continuare a commuoverci, simboleggiando con forza il testamento spirituale e la forza morale di un uomo con pochi termini di paragone nell’intera storia della nostra cultura.

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Biografie

Elio Boncompagni, Direttore. Torna a laVerdi per il Requiem verdiano, un programma Beethoven/Brahms e la Nona Sinfonia di Beethoven.

Ultimamante ha diretto, per il Teatro Nazionale croato a Zagabria, una nuova produzione del Don Carlo, nelle sua edizione basata sulla terza versione con il reintegro di quattro brani dalla prima versione di Parigi, essenziali per il valore musicale e la sequenza drammaturgica dell’opera. I suoi impegni recenti lo hanno visto anche a Cagliari, con un programma Schumann/Brahms e con la partecipazione di Sara Mingardo.

È atteso a breve alla veneziana La Fenice con Schubert, Respighi, Rota.

Boncompagni è toscano ma ha dedicato poco tempo al suo territorio. Dopo il diploma in composizione se ne andò a Roma. Primo allievo per la direzione d’orchestra di Franco Ferrara, fu poi assistente di Tullio Serafin: due nomi mitici. Agli inizi degli anni Sessanta era già molto affermato: concerti, recite operistiche, incisioni. È stato direttore musicale al Théâtre de la Monnaie di Bruxelles: nel 1974 diresse per la prima volta nella storia il Don Carlos di Verdi in cinque atti (1886) con il reintegro di quattro parti tagliate alla prima esecuzione del 1867, in francese. Capeggiò anche la prima esecuzione assoluta del Molière imaginaire di Nino Rota e Maurice Bejart. Poi ricoprì le stesse funzioni alla Opera reale di Stoccolma. Al San Carlo di Napoli fu quindi, per quattro anni, direttore artistico e musicale. Responsabile della rinascita del Teatro, dopo i difficili anni già prima del terremoto; diresse tra l’altro, la Tetralogia di Wagner, la Nona di Beethoven ed una acclamatissima trasferta, per la prima volta in Germania, con Il Trovatore.

È stato per cinque anni direttore stabile al Volksoper e cinque anni allo Staatsoper di Vienna.

Ha ricostruito, editato e prodotto la seconda ed ultima versione autentica del Don Sebastiano di Donizetti, in italiano.

Ha diretto concerti in tutta Europa, negli Stati Uniti, in America del Sud e in Australia con orchestre quali i Wiener Symphoniker, la London Symphony, la Royal Philharmonic Orchestra, la Dresdner Philharmonie, l’Orchestre Symphonique de Montreal, Orchestra del Maggio Musicale Fiorentino, Orchestra dell’Accademia di Santa Cecilia. Si è dedicato anche all’insegnamento tenendo corsi per giovani direttori al Conservatorio Reale di Bruxelles e all’Indiana University di Bloomington.

Per sei anni è stato Generalmusikdirektor ad Aachen, Germania.

Si è occupato dei festeggiamenti per il centenario Puccini a Lucca, dirigendo Manon Lescaut e La Fanciulla del West con orchestra e Coro del Maggio Musicale Fiorentino, e La bohème.

Il Presidente della Repubblica, in considerazione dei meriti artistici acquisiti, gli ha conferito l’onorificenza di Grande Ufficiale.

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Erina Gambarini, Maestro del Coro. Figlia d’arte, ha iniziato la sua attività artistica a 13 anni al Teatro alla Scala di Milano, come voce bianca, protagonista nell’opera di Britten Il giro di vite.

Dopo alcuni anni di intensa attività solistica, ha proseguito lo studio del pianoforte con il padre, lo studio del canto, come soprano, con Teresa Stich Randall a Vienna, direzione interpretazione corale e musica da camera con Marcel Couraud, tecnica vocale e interpretazione con Schmidt-Gaden. Ha collaborato con la RSI, la RAI, la Fenice di Venezia, Teatro Sociale di Como, Teatro Olimpico e Valle di Roma, Teatro Carignano di Torino, Verdi di Trieste, La Pergola di Firenze, Teatro Grande di Brescia. Ha inciso numerosi cd per Nuova Era, Carrara e Ricordi.

Nel 1989 fonda il gruppo corale Canticum Novum, che in pochi anni si distingue per la qualificata e ricca attività artistica e parallelamente dirige vari gruppi strumentali. Nel 1996 inizia la sua collaborazione con il Maestro Romano Gandolfi, che nel 1998 la chiama come sua assistente e Maestro del Coro in occasione della costituzione del Coro Sinfonico di Milano Giuseppe Verdi, incarico che ricopre tuttora.

Ha collaborato con molti direttori d’orchestra, tra i quali Riccardo Chailly, Claudio Abbado, Gianandrea Gavazzeni, Aldo Ceccato, Ettore Gracis, Oleg Caetani, Claus Peter Flor, Christopher Hogwood, Rudolf Barshai, Vladimir Jurowski, Helmuth Rilling, Leonard Slatkin, Nevil Marriner, Roger Norrington, Vladimir Fedoseyev, Robert King.

Dal 1997 è membro dell’Ateneo di Scienze, Lettere ed Arti di Bergamo per i suoi meriti artistici.

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Cinzia Forte, soprano. Soprano lirico di coloratura, è lodata dalla critica internazionale per l’eleganza non comune del fraseggio e la notevole presenza scenica. Apprezzata interprete belcantista, è presente sui cartelloni dei principali teatri italiani ed europei quali: il Teatro alla Scala di Milano, il San Carlo di Napoli, la Fenice di Venezia, il Teatro Massimo di Palermo, il Teatro Regio di Torino, l’Opera di Roma, il Rossini Opera Festival, la Royal Opera House Covent Garden di Londra, il Concertgebouw ad Amsterdam, il Liceu di Barcellona, il Teatro de la Maestranza di Siviglia, l’Opernhaus di Zurigo, il Théâtre des Champs-Elysées di Parigi, l’Opéra Royal de Wallonie di Liegi, la Deutsche Oper di Berlino e il Teatro Real di Madrid. Collabora ed ha collaborato con direttori d’orchestra di fama internazionale tra cui Claudio Abbado, Maurizio Benini, Bruno Campanella, Riccardo Chailly, Myung-Whun Chung, Jesus Lopez-Cobos, Daniele Gatti, Gianluigi Gelmetti, René Jacobs, Jeffrey Tate e registi quali Graham Vick, Jonathan Miller, Luca Ronconi, Pierluigi Pizzi, Franco Zeffirelli, Dario Fo, Emilio Sagi, Jérôme Savary, Willy Decker, Roberto De Simone, Michael Hampe, Mario Martone, Stefano Mazzonis di Pralafera. È stata un’applauditissima Violetta ne La traviata in scena al Teatro dell’Opera di Roma (Gelmetti / Zeffirelli). Tra gli impegni delle ultime stagioni ricordiamo: Le nozze di Figaro (Susanna) e Rigoletto al Teatro Real di Madrid; L’elisir d’amore e Carmen a Verona; La vedova allegra e Traviata al San Carlo di Napoli; Don Giovanni (Donna Anna) a Oviedo; Traviata a Tel Aviv e al Comunale di Bologna; Don Pasquale a Firenze; La Traviata, Le nozze di Figaro (Contessa) e Rigoletto a Liegi. Cinzia Forte ha aggiunto nuovi ruoli al suo repertorio: è stata applaudita Anna Bolena a Trieste, ha ricevuto il plauso di pubblico e critica come Desdemona in Otello al Teatro Lirico di Cagliari così come per la sua Madama Butterfly a Sassari, Cosenza e Novara.

Sul versante concertistico è stata impegnata nella Missa solemnis di Beethoven a Palermo con L’Orchestra Sinfonica Siciliana diretta da Gianluigi Gelmetti che l’ha poi scelta come interprete dello Stabat Mater di Rossini ad Aquileia e Lubiana, coi complessi del Teatro Verdi di Trieste, a Montecarlo, e a Roma e Taranto; Requiem di Mozart al Teatro Filarmonico di Verona; un concerto di Liederabend con Maurizio Baglini a Castiglioncello del Trinoro e a Treviso; è stata inoltre impegnata con l’ORT-Orchestra della Toscana per i concerti d’apertura delle edizioni 2013 dei Festival Incontri in Terra di Siena e Santa Fiora in Musica e interprete della Nona Sinfonia di Beethoven (versione Liszt) con Maurizio Baglini al pianoforte presso l’Auditorium di Milano Fondazione Cariplo de laVerdi.

È tornata sul palco del Teatro Comunale di Bologna interpretando una deliziosa Susanna ne Le nozze di Figaro nella produzione firmata da Mario Martone e diretta da Michele Mariotti e Violetta nella Traviata opera che ha interpretato anche per l’inaugurazione del cartellone 2013 del Teatro San Carlo, sempre diretta da Mariotti con la regia di Ferzan Ozpetek, è stata Gilda nel Rigoletto al Teatro Carlo Felice di Genova diretta da Fabio Luisi, Eleonora ne Il Furioso all’Isola di San Domingo di Donizetti a Bergamo in tournée in Italia, ha riscosso il successo di pubblico e critica per la sua interpretazione di Marzelline in Fidelio a Liegi dove è tornata per interpretare La Gazzetta, Desdemona in Otello e Musetta ne La Boheme; ha cantato quindi Fiorilla nel Turco in Italia a Treviso e Ferrara; Euridice in Orfeo ed Euridice a Trieste e Napoli; Bianca in Bianca e Faliero al Festival Rossini di Bad Wildbad; Falstaff a Cagliari. Recentemente è tornata al San Carlo di Napoli interpretando Contessa ne Le Nozze di Figaro e Lo Stabat Mater di Paisiello, al Regio di Parma è stata Musetta ne La Bohème, Desdemona in Otello a Liegi ed è tornata a Tel Aviv con La Gazzetta in tour sempre con l’Opéra Royal de Wallonie, La Contessa d’Almaviva nelle Nozze di Figaro al Teatro Lirico di Cagliari, è tornata quindi a Castiglioncello del Trinoro per un concerto con Maurizio Baglini e Silvia Chiesa.

Tra i suoi prossimi impegni: L’Olimpiade di Leo a Napoli; la Nona Sinfonia di Beethoven a Milano con l’Orchestra Verdi. Cinzia Forte torna al Teatro Lirico di Cagliari nei panni della Contessa nelle Nozze di Figaro.

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Stefanie Irányi, mezzosoprano. È nata a Chiemgau (Germania) e si é diplomata alla Scuola Superiore di Musica di Monaco. Ha vinto il Concorso Robert Schumann a Zwickau, il Concorso Vocale Nazionale a Berlino ed ha ottenuto una borsa di studio dalla Fondazione Yehudi Menuhin.

In qualità di liederista e con la collaborazione pianistica di Helmut Deutsch si è esibita alla Schubertiade di Vilabertran (Spagna), alla Wigmore Hall, a Vienna e a Vevey con i Liebesliederwalzer di Brahms.

Il debutto in Italia è avvenuto nel 2006, al Teatro Regio di Torino, nel Console di Menotti, dove un vivo e inaspettato successo le ha procurato l’immediata scrittura nei teatri di Palermo, Torino, Firenze, Napoli, Parma e Venezia in opere di Vivaldi, Mozart, Verdi e Wagner.

Con il suo vasto repertorio, che spazia dal barocco al tardo romantico, è un ospite gradito in sedi internazionali, come la Konzerthaus di Vienna e Musikverein, Herkulessaal e Filarmonica di Monaco di Baviera, Suntory Hall di Tokyo, Parigi Théâtre des Champs-Elysées.

Ha collaborato con direttori quali Hansjörg Albrecht, Bruno Bartolotti, Fabio Biondi, Asher Fisch, Raphael Frühbeck de Burgos, Michael Güttler, Zubin Mehta, Peter Schreier, Jeffrey Tate, Philippe Herreweghe, Manfred Honeck, Simon Rattle.

In occasione della rappresentazione dei “Wesendonck-Lieder” di Wagner in Israele, il quotidiano Haaretz scrive:

“… Stefanie Irányi è una cantante meravigliosa. E ‘puro piacere ascoltarla. Ogni sillaba sembra espressamente progettata per la sua voce melodiosa e la sua musicalità naturale … “

Ricordiamo ancora il Requiem di Verdi con la Norimberga Symphony Orchestra e la Russian State Symphonie Orchester, la Münchner Bach Chor Orchestra con il Weihnachtsoratorium , l’Orchestra Verdi di Milano con la Nona Sinfonia di Beethoven e Requiem di Verdi, la Wuppertal Symphony con brani dal “Knaben Wunderhorn” di Gustav Mahler, la West Australian Symphony Orchestra con Operetten Abend, la l’Orfeo Barockorchester con la Matthäuspassion di Bach e il “Rheingold” di Wagner con la Sinfonieorchester des Bayerischen Rundfunks sotto la direzione di Simon Rattle a Monaco.

Discografia: Lieder di Brahms (Brilliant classics), Requiem di Dvorak (Profil), Album für die Jugend di Schumann (Naxos), l’oratorio Marriage of Tobias di Mayr per la direzione di Franz Hauk (Naxos), un DVD del “Rigoletto” di Verdi e un solo-Cd “Lamenti” (OEHMS Classic) con arie di Hasse, Haydn, Händel; la rivista musicale “Opernglas” le ha dedicato una bellissima recensione: “Stefanie Irányi, con la sua calda ed espressiva voce, è letteralmente lacerante. Alcune sue sfumature ricordano le intime esecuzioni di Elisabeth Schwarzkopf…”.

È stata ospite: dei Münchner Symphonikern con “L’amor brujo ‘” di De Falla e delle Folk Songs di Berio; con il Requiem di Verdi della Milwaukee Symphony Orchestra e a Milano dell’Orchestra LaVerdi; inoltre della Swedish Radio Symphony Orchestra di Stoccolma e dei concerti Wolfsegger sotto la direzione di Manfred Honeck.

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Carlo Vincenzo Allemano, tenore. Nato a Torino, ha studiato con il Maestro E. Battaglia. Nel 1989 ha vinto il concorso Toti dal Monte di Treviso e nel 1990 il primo premio al concorso Mozart dello Staatsoper di Vienna. Ha cantato nei prestigiosi Teatri e Festival tra cui: Teatro Alla Scala Milan, Wiener Staatsoper, Wiener Volksoper, Bayerische Staatsoper München, La Monnaie Brussels, Glyndebourne Touring Opera, Opéra national du Rhin Strasbourg, Maggio Musicale Fiorentino Firenze, the New Israeli Opera Tel Aviv, Barbican Theatre in London, the Glyndebourne Festival, Salzburg Festival, Beaune Festival, Ravenna Festival, Festival in Martina Franca… diretto da direttori: Christophe Rousset, Emmanuelle Haïm, René Jacobs, Wolfgang Sawallisch, Claudio Abbado, Riccardo Muti, Zubin Mehta, Leopold Hager, G. Gavazzeni, Marco Guidarini, Fabio Biondi,Alessandro DeMarchi.

Tra i ruoli operistici ricordiamo: Tito, La Clemenza di Tito a Glyndebourne e Opéra national du Rhin ed al Festival di Inssbruck; Don Basilio, Nozze di Figaro al Teatro alla Scala con Riccardo Muti ed a Ferrara con Claudio Abbado; Don Ottavio, Don Giovanni al Wiener Staatsoper regia di Giorgio Strehler; Arturo, Lucia di Lammermoor al Teatro Regio Torino diretto da Bruno Campanella; Cassio, Otello al Teatro alla Scala, Bayerische Staatsoper München (Z. Mehta/G.Vick), Orfeo ,title-role, di Monteverdi al Barbican London, Festival Aix en Provence, Champs-Elysées Paris, Grand Theatre de La monnaie Bruxelles con R.Jacobs/S.Keenlyside; Il Tempo nel Trionfo del Tempo e del Disinganno al Festival Beaune, Champs-Elysées,Valencia,Poitiers…con E. Haim e Le Concert d’Astrée; Hyllus nel Hercules di Handel ad Halle dreiito da Alessandro De Marchi. Bajazet nel Tamerlano di Handel a Lille Opera, Théâtre des Champs-Elysées con E. Haim Ercole (title-role) nel Ercole sul Termondonte di Vivaldi al Teatro La Fenice, Wien Konzerthaus, Théâtre des Champs-Elysees diretto da F. Biondi; Piramo e Tisbe di Hasse al Musikfestpiele Potsdam Sanssouci; Stellidaura di Provenzale a Innsbruck Festival diretto da Alessandro de Marchi con Accademia Montis Regalis; Vivaldi’s arias in tournèe con Fabio Biondi e Europa Galante; Verdi’s Requiem con Diego Fasolis.

Tra gli impegni recenti citiamo: Tito nella Clemenza di Tito di Mozart al Teatro La Fenice Venezia diretto da Ottavio Dantone, regia Heermann; La Finta Giardiniera di Mozart, Podestà, con Emmanuelle Haïm a Dijon e Lille Opera; Tito nella Clemenza di Tito al Teatro di Saint-Etienne regia Denis Podalydès; La Sete di Cristo di Pasquini al Festival Mysteria Pasqalia di Cracovia; Il Germanico di Porpora ad Innsbruck diretto da Alessandro De Marchi; Serse di Cavalli a Lille diretto da Emmanuelle Haïm; Messiah di Handel con Fabio Biondi al Teatro Massimo di Palermo; Dido and Aeneas al Teatro Regio di Torino.

Tra gli impegni futuri: il Combattimento di Tancredi e Clorinda di Monteverdi, ruolo Il Testo, diretto da Giovanni Antonini in tournée europea; il Messiah di Handel con Fabio Biondi al Teatro Massimo di Palermo; il Tamerlano di Handel, ruolo Bajazet, con Les Talens Lyriquec diretto da Christophe Rousset; la Didone di Vinci a Firenze; il Teuzzone di Vivaldi con Jordy Savall al Liceu di Barcellona; Incoronazione di Dario di Vivaldi, ruolo titolo, al Teatro Teatro Regio di Torino diretto da Ottavio Dantone; Dido and Aeneas di Purcell a Liége; Il Ritorno di Ulisse in Patria di Monteverdi, Iro, ad Innsbruck; Lucio Silla di Mozart concerti a Bruxelles; Piramo e Tisbe di Hasse a Valencia diretto da Fabio Biondi.

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Sebastian Holecek, basso. Austriaco di Vienna, dopo aver concluso gli musicali presso il Conservatorio della sua città natale, ha iniziato la carriera operistica in alcuni teatri in Austria, Olanda, Svizzera e Germania, fino al grande successo nelle vesti di Figaro e del Don Giovanni presso il Gärtnerplatztheater di Monaco.

Il suo debutto alla Staatsoper di Vienna lo ha visto interpretare il personaggio di Papageno, ruolo poi eseguito presso la Volksoper. In qualità di primo artista ospite, ha portato in scena personaggi quali Papageno, Don Giovanni e Figaro su importanti palcoscenici tra cui Parigi, Monte Carlo, Atene, Basilea, Düsseldorf, Santiago del Cile, St. Gallen, Berlino, Barcellona e Città del Capo.

Recentemente è stato protagonista nell’Ariadne auf Naxos nelle vesti di Harlekin a Filadelfia e New York, nel Lohengrin come Heerrufer a Napoli, ne Il Pipistrello (Falke) e La vedova allegra (Danilo) a Torino, in Turandot (versione di Busoni) ad Amsterdam e di nuovo ne Il Pipistrello (Gabriel von Eisenstein) a Graz e Bonn. Holecek ha altresì partecipato ad acclamate esecuzioni operistiche a Cagliari (Wagner, Die Feen), a Klagenfurt (Bizet, Carmen; Mozart, Così fan tutte), a Madrid (Mozart, Il Flauto Magico), a Gerusalemme (Strauss, Il Pipistrello), a Parigi (Lehar, La vedova allegra), a Bolzano (Weber, Il Franco Cacciatore), a Modena (Beethoven, Fidelio) e a Vienna (Strauss, Elektra; Verdi, Traviata; Bizet, Carmen).

Tra il 2012 e il 2015 ha interpretato ruoli quali Kaspar (Franco Cacciatore) ad Amsterdam, Escamillo (Carmen) al Festival St. Margarethen, Eisenstein (Il Pipistrello) a Stoccarda e Jochanaan (Elektra), Scarpia (Tosca) ed Escamillo (Carmen) alla Volksoper di Vienna oltre ad una nuova produzione della Frau ohne Schatten con il Maestro Petrenko e di Hänsel und Gretel alla Staatsoper di Monaco. Di Beethoven ha inoltre eseguito la Nona Sinfonia a Bolzano e a Trento e il Fidelio alla Staatsoper di Vienna e al Festival di Salisburgo.

Tra i suoi più recenti impegni ricordiamo l’interpretazione di Kothner nei Meistersinger von Nürnberg al Covent Garden di Londra, di Scarpia in Tosca a Stoccarda, di Pizarro nel Fidelio a Roma, di Alfio in Cavalleria Rusticana a Madrid e di Peter in Hänsel und Gretel alla Staatsoper di Vienna. In ambito sinfonico ha partecipato all’esecuzione della Nona di Beethoven a Milano, Tokyo e in diverse città della Cina.

Tra il 2017 e il 2018 Holecek ritornerà a Stoccarda con Tosca e a Londra con Il Flauto Magico per poi debuttare a Chemnitz con il ruolo di Wotan nell’Oro del Reno di Wagner. Nei prossimi mesi porterà i Meistersinger di Wagner a Pechino, la Frau ohne Schatten alla Staatsoper di Vienna e la Salome a Sydney.

Parallelamente alla sua intensa attività concertistica, Sebastian Holecek ha inciso numerose opere in cd tra cui Die Feen (Wagner), Irrelohe (Schreker), Christophoros (Schreker), Die Zauberflöte (Mozart), oltre ad un’antologia di arie mozartiane. In dvd ha invece inciso Don Giovanni sia come protagonista che nel ruolo di Masetto in una nuova produzione dell’Opera di Vienna.

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