Giallo sporco di nero

L'estrema attualità della critica sociale al gusto per il macabro

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Come spesso capita, un’indagine romanzata può partire dall’oggetto delle ricerche, con il cadavere già in bella mostra tra le pagine di libro, sul set di un film o sul palco di uno spettacolo. In questo, Pericolo Memoria: Clara di iDeaTeatro è un giallo che non aggiunge niente alle consuete dinamiche del genere, ma chi si è trovato alla prima del 2 dicembre al Piccolo Teatro Comico di Torino ha potuto riscontrare un notevole elemento di rottura con il giallo.

Clara è appunto il nome di quel cadavere, lasciato a marcire sul palcoscenico seminando il mistero circa le circostanze della sua sparizione. Ma Clara è un personaggio socialmente impegnato, intrisa del valore della solidarietà che si traduce nel soccorso al sottobosco della società newyorkese popolato da emarginati e criminali. Sin dal testo originale di Arthur Miller, Clara è dipinta come una vittima facile, esposta all’incertezza delle reazioni dei suoi protetti; la rilettura registica di Giorgio Fissore esaspera una Clara già flebile e moribonda, facendone nell’interpretazione di Giorgia Pansa un personaggio vacuo, inconsistente.

Né si può ascrivere la rappresentazione al genere del dramma psicologico, sebbene questa categoria sembri descrivere con dovizia lo spettacolo, perché Clara è il nome dell’ossessione del padre Albert Kroll (Paolo Agazzi), tanto radicata da manifestarsi nel corpo concreto e redivivo di lei. Il dramma si svolge come un interrogatorio finalizzato a riordinarne i pensieri confusi, attraversando i labirinti di una mente che ha dimenticato i dettagli che possono contribuire all’identificazione del carnefice. Il vano tentativo di ovviare a quel pericolo memoria, letto nel suo significato metateatrale, potrebbe perfino indurre a pensare che Kroll stia fingendo, che sia lui il vero assassino della giovane Clara…

Il pregio del testo di Miller è l’incertezza dell’epilogo, in ogni caso, e non si rischiano rivelazioni imbarazzanti. Soprattutto considerando che non di giallo né di dramma psicologico si tratta: il sottotesto dell’autore si accanisce piuttosto contro la tensione razziale, che ancora dilania l’America. La morte, nelle intenzioni dell’autore statunitense, è l’unica condizione condivisibile che può consacrare l’uguaglianza delle “razze”.

Omicidio, morte e guerra sono i punti fermi introno cui ruotano le allucinanti divagazioni di Kroll, a fare da contrappunto alla visione ottimistica del mondo di Clara. Ancora una volta è necessario soffermarsi su di lei per comprendere il senso della rappresentazione che porta il suo nome, come se ci si aspettasse che l’identità dell’assassino – in questo giallo che non è un giallo – prenda improvvisamente forma sulle sue labbra esangui: Clara come coraggio, Clara come rifiuto delle misere condizioni di una società al margine, Clara come volontà di riscatto.

Ma Clara è morta assassinata, i valori che incarna sfumano nell’evanescenza del suo fantasma, palesando la sfiducia di Arthur Miller nelle capacità degli Stati Uniti d’America di risolvere la questione razziale: ripercorrendo la strada tracciata dal fondatore e direttore artistico di iDeaTeatro Sandro Calabrò, che ha deciso di riportare in scena Clara dopo quindici anni (ma l’estrema attualità del testo non è certo esaurita nel frattempo) Fissore traspone il dubbio al caso italiano/europeo di una società tradizionalmente chiusa, analoga alla tendenza americana alla claustrofobica ricezione della cronaca nera come un pretesto per l’intrattenimento. Il palco è la scena del delitto; la platea è il gruppo di curiosi che si affacciano oltre il cordone della polizia o il sofà di fronte al televisore che sciorina le ultime notizie.

La produzione iDeaTeatro replica il 3 dicembre al Piccolo Teatro Comico, il 14 gennaio 2018 al Teatro Comunale di Rivara e il 3 febbraio 2018 al Teatro Blu di Buriasco: dopo quindici anni di estrema attualità, lo spettacolo non rischia di esaurire il suo grande realismo (magico?) nel frattempo.

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Pericolo Memoria: Clara

di Arthur Miller

regia di Giorgio Fissore

assistente alla regia Dorella Apa

con Paolo Agazzi, Sandro Calabrò, Giorgia Pansa, Luigi Riccardo e Riccardo Battaglia

produzione iDeaTeatro

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