La paranza dei bambini

In scena fino al 17 dicembre al Piccolo Eliseo, Roma

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Dieci ragazzini in scooter sfrecciano contromano alla conquista di Napoli. Quindicenni dai soprannomi innocui – Maraja, Pesce Moscio, Dentino, Lollipop, Drone – scarpe firmate, famiglie quasi normali e grandi ali “d’appartenenza” tatuate sulla schiena. Adolescenti che non hanno domani e nemmeno ci credono. Non temono il carcere né la morte, perché sanno che l’unica possibilità è giocarsi tutto, subito. Sparano, spacciano, spendono. Sanno che “i soldi li ha chi se li prende”. E allora, via, sui motorini, per andare a prenderseli, i soldi, ma soprattutto il potere.

Sono La paranza dei bambini.

Dopo la felice esperienza dello spettacolo Gomorra, Roberto Saviano e Mario Gelardi si uniscono di nuovo in questo progetto teatrale per raccontare la controversa ascesa di una tribù adolescente verso il potere, pronta a piombare nel buio della tragedia scespiriana (lo studioso Jan Kott non diceva forse che è il macello uno dei temi nodali dell’opera di Shakespeare?) e nel nero infinito dei fumetti di Frank Miller. Abbiamo scelto la graphic novel di Miller perché, rispetto al precedente ‘Gomorra’, volevamo aggiungere qualcosa anche per immagini – spiega il regista Mario Gelardi, lo stesso che conduce con coraggio e sangue freddo quel Nuovo Teatro Sanità, gioiello in una terra di violenza, punto d’aggregazione anche per chi il teatro non lo fa, ma guarda, ascolta e magari si salva la vita.

Nel gergo camorristico “paranza” significa gruppo criminale, ma il termine ha origini marinaresche e indica le piccole imbarcazioni per la pesca che, in coppia, tirano le reti nei fondali bassi, dove si pescano soprattutto pesci piccoli per la frittura di paranza. L’espressione “paranza dei bambini” indica la batteria di fuoco, ma restituisce anche con una certa fedeltà l’immagine di pesci talmente piccoli da poter essere cucinati solo fritti, piscitielli proprio come quei giovanissimi legati alla camorra che Roberto Saviano racconta nel suo ultimo best seller.

E quel romanzo diventa ora uno spettacolo teatrale che racconta una verità cruda, violenta, senza scampo. Non a caso lo spettacolo nasce nel Nuovo Teatro Sanità, un luogo ‘miracoloso’ nel cuore di Napoli, dove si tenta di costruire un presente reale e immaginare un futuro possibile.

L’infanzia è una malattia, un malanno da cui si guarisce crescendo’, diceva William Golding, l’autore di Il signore delle mosche. E come nel romanzo di Saviano così anche nello spettacolo i protagonisti creano una loro comunità che impone regole feroci per perdere l’innocenza e diventare grandi.

Io per diventare bambino ci ho messo dieci anni, per sparati in faccia ci metto un secondo.

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Durata: 1 ora e 30 – atto unico

PICCOLO ELISEO

Da mercoledì 29 novembre a domenica 17 dicembre 2017

Orario spettacoli:

Da martedì a sabato ore 20.00

domenica ore 17.00

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Biglietteria tel. 06.83510216

Giorni e orari: lun. 13 – 19, da martedì a sab 10.00 – 19.00, dom 10 – 16

Via Nazionale 183 – 00184 Roma

Biglietteria on-line www.teatroeliseo.com e www.vivaticket.it

Call center Vivaticket: 892234

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Prezzo 20 €

La paranza dei bambini

di Roberto Saviano e Mario Gelardi

Con

Vincenzo Antonucci Antonio Orefice

Ivan Castiglione – Antimo Casertano

Riccardo Ciccarelli – Mariano Coletti

Giampiero de Concilio – Simone Fiorillo

Carlo Geltrude – Enrico Maria Pacini

Scene Armando Alovisi

Costumi 0770 di Irene De Caprio

Luci Paco Summonte

Musiche Tommy Grieco

Collaborazione alla regia Carlo Caracciolo

Regia Mario Gelardi

Un progetto Nuovo Teatro Sanità

Produzione Mismaonda in collaborazione con Marche Teatro

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