Secondo me, Napoli

Il 16 dicembre, ore 20.30, all'Auditorium di Milano

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Foto di Fabiana Toppia Nervi

Orchestra Sinfonica di Milano Giuseppe Verdi

Trio Jazz

Cantanti e attori Daniela Fiorentino – Massimo Masiello

Voce recitante Antonio Lubrano

Direttore e solista Alessandro Cerino

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Un Natale a Milano ma…napoletano! Sabato 16 dicembre (ore 20.30), l’Auditorium di Milano ospiterà un concerto esclusivo, in data unica, dal titolo Secondo me, Napoli, dedicato alla festa più amata dell’anno, celebrata in modo insolito. L’Orchestra Sinfonica di Milano Giuseppe Verdi infatti – guidata per l’occasione da Alessandro Cerino, compositore e versatile polistrumentista nato e cresciuto all’ombra del Vesuvio – si esibirà in un programma totalmente ispirato alle canzoni del repertorio tradizionale partenopeo, rivisto in chiave sinfonica e jazzistica per gli arrangiamenti di Cerino stesso. L’artista – che ritroveremo anche in veste solistica agli strumenti a fiato, insieme al trio jazz composto da Fabrizio Bernasconi (pianoforte), Roberto Piccolo (contrabbasso) e Tony Arco (batteria), celebrerà così, insieme al pubblico dell’Auditorium, i suoi primi 35 anni di carriera.

Ad affiancare laVerdi, sul palco di largo Mahler, un altro “napoletano verace”: Antonio Lubrano, volto noto della televisione nazionale, in veste di narratore, spiegherà le canzoni in scaletta e racconterà curiosi quanto poco conosciuti aneddoti di contorno.

Secondo me, Napoli vedrà in scena anche i cantanti-attori Massimo Masiello e Daniela Fiorentino, specialisti del genere e, naturalmente, napoletani doc.

Lasciamo la parola all’ideatore del progetto, Alessandro Cerino:

Secondo me, Napoli è un concerto variopinto che racchiude in sé il calore delle canzoni napoletane di sempre, affidate alla magistrale interpretazione dell’Orchestra Sinfonica di Milano Giuseppe Verdi, il tutto in una squisita chiave jazz. In occasione dei miei 35 anni di carriera, ho voluto ‘sfidarmi’, riscrivendo a modo mio una musica che vive in me da sempre, essendo io napoletano

Il repertorio comprende le più amate canzoni napoletane di tutti i tempi, proprio quelle per le quali è più difficile dare un’interpretazione personale, ed è proprio qui la sfida. L’ouverture sarà tuttavia una mia eclettica composizione, Echoes of Napule: brano sinfonico tra spirito afro e tarantella dove la chiave ritmica è rappresentata dalla pulsazione (affidata a inizialmente ai timpani) di un cuore che batte.

La scelta dei cantanti non è stata facile, poiché necessitavo di un’originale anima napoletana ma anche di un’essenza eterogenea, non necessariamente jazzistica. Massimo Masiello, interprete intenso che spazia dalle collaborazioni con Roberto de Simone al suo personale progetto su Charles Aznavour, sarà il mio cantante. Al suo fianco ho scelto Daniela Fiorentino, anche lei napoletana verace in grado di passare con versatilità da brani popolari ad omaggi ad Edith Piaf. Trait d’union, Antonio Lubrano che aggiungerà con i suoi aneddoti una ‘ottava’ nota.

La Signora incontrastata sarà tuttavia lei: la prestigiosa Orchestra Sinfonica di Milano Giuseppe Verdi, che io tenterò di far risplendere di tutti i diversi arcobaleni delle sue possibili sonorità. L’Orchestra sarà affiancata da un trio jazz composto da musicisti con cui ho a lungo collaborato, anche recentemente nella mia rassegna C’era molte volte il jazz, sempre a laVerdi la scorsa estate. Al pianoforte il raffinato Fabrizio Bernasconi, al contrabbasso il solido Roberto Piccolo e infine il cuore pulsante del ritmo sarà scandito dalla batteria del sanguigno Tony Arco, insieme alle variegate percussioni sinfoniche.

Infine, desidero sottolineare il mio triplice ruolo di direttore, compositore e solista (flauto, flauto basso, sax contralto e soprano, clarinetto basso). Ho una personalità curiosa e multiforme. In me sono presenti la veracità e l’istintività della mia città, ravvisabile in tutte le mie produzioni musicali, ma anche un’attenzione sempre scrupolosa e quasi psicotica per la preparazione strumentale e per una ricerca sonora senza fine. Dirigerò la grande orchestra di 70 elementi coronando un sogno nato nel 2001, in seguito al successo della mia riscrittura delle Quattro Stagioni di Vivaldi in versione jazz”.

E ora il commento di Antonio Lubrano:

Su quali brani – tra i più famosi dell’inesauribile repertorio canoro partenopeo – ha messo le mani il compositore Alessandro Cerino? Eccoli. A cominciare da Te voglio bene assaje, scritta da un ottico, Raffaele Sacco, nel 1835: è considerata la canzone che inaugura l’epoca d’oro delle melodie nate all’ombra del Vesuvio. E poiché in questo 2017 in tutto il mondo è stato celebrato il centenario del primo disco di musica jazz apparso in America (Nick La Rocca e la sua Dixieland Jazz Band), il Maestro Cerino lo ha voluto festeggiare proprio con il brano di Sacco, un capostipite come abbiamo detto. Ma c’è un altro centenario che il concerto ricorda, quello di Reginella, una delle perle del più amabile tra i poeti di Napoli, Libero Bovio, che nasce nel 1917.

E poi Core ‘ngrato, il cavallo di battaglia di tanti tenori, da Caruso in poi; e quindi ‘O sole mio: potrebbe mai mancare la canzone ancora oggi più eseguita al mondo? Sull’uno e l’altro motivo il sottoscritto, in veste di narratore dello spettacolo, racconterà una serie di curiosità poco note. Per esempio: dov’è nata esattamente ‘O sole mio nel 1898. Il tema dell’emigrazione l’Orchestra Verdi e il Trio Jazzistico protagonisti della serata lo proporranno con un pezzo classico: Lacreme napulitane. Nè potrebbe mancare il tema della guerra, visto che Napoli ha subìto un centinaio bombardamenti durante il secondo conflitto mondiale: Munasterio ‘e S.Chiara del 1945 e Simmo ‘e Napule paisà del 1944. Infine, a chiudere il concerto, Alessandro Cerino ha pensato che sarebbe stato logico celebrare il Vesuvio, grande padre della città. Ovviamente con Funiculì funiculà, di cui il narratore ricorderà la singolare storia”.

(Biglietti: euro 35,00/15,00; info e prenotazioni: Auditorium di Milano Fondazione Cariplo, largo Mahler, orari apertura: mar/dom, ore 10.00/19.00, tel. 02.83389401/2/3; on line: www.laverdi.org o www.vivaticket.it)

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Programma

Ehoes of Napule part I (A. Cerino, strumentale)

Lacreme Napulitane (voce M. Masiello)

Reginella (voci Masiello-Fiorentino)

O’ sole mio (voce Fiorentino)

Echoes of Napule part II (A. Cerino, strumentale)

Si’ e’ Napule pure tu? (A. Cerino, ispirato a Simm’ ‘e Napule paisa’

Bene Grande (solo trio Cerino-Masiello-Fiorentino,

ispirato e Je te voglio bene assale)

Core ‘ngrato (strumentale)

Funiculì Funiculà (voci Masiello-Fiorentino)

Ringraziamenti (Si ‘e Napule pure tu?, reprise)

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Biografie

Alessandro Cerino, compositore, arrangiatore, polistrumentista. Di fianco a una lunga carriera come musicista jazz iniziata nel 1982, a fine anni ’90 comincia a scrivere e pubblicare composizioni di musica classica. Oltre 60 incisioni come leader o ospite, lo vedono al fianco di Tony Scott, Paul Bley, Mitchell Forman, Mario Rusca, Ares Tavolazzi.

Ha realizzato una quarantina di colonne sonore e sigle fra teatro (compreso un musical per Platinette), corti, cinema e tv, lavorando con molti registi fra cui S. Soldini, G. Migliarotti e M. Margherito. Per Tutù (di Giacomo Mondadori) ha vinto il Premio per la miglior colonna sonora al festival di OZU; il documentario che Lino Sabbattini vince come miglior film sull’Arte al Festival di Asolo e Ainom (Garofalo/Ceva Valla) vince agli Oscar cinesi. Ma il riconoscimento forse più prestigioso lo ottiene nel 1996 grazie a Mario Monicelli che premia il corto “La Donna della Sua Vita” di Daniela Franco, con la sua colonna sonora.

La sua versione jazz delle Quattro stagioni di Vivaldi è allegato al 100° numero della rivista Suonare news e vince il Chicco di riso d’oro. Da molti anni è sotto contratto in esclusiva con l’Editore Curci, ora nel suo 150°anno di attività.

Nel 2011 parte al Conservatorio di Milano il progetto con l’orchestra ROM “La Strada della Musica”, di cui è direttore e arrangiatore; il suo “The flute connection”, un cd dove interpreti come M. Simeoli, B. Grossi, F. Loi suonano le sue composizioni, viene allegato alla rivista specialistica di flauto FALAUT; il documentario con le sue musiche “O’Mast” ancora di Migliarotti viene proiettato a Londra, New York e Hong Kong; compone e arrangia musica per LOVE IN SPACE un film (Cina-HongKong) distribuito dalla FOX anche negli USA.

Nel 2013 lo Strehler di Milano gli dedica un grande festeggiamento per i suoi 30 anni di carriera.

Il Progetto Rom diventa Orchestra dei Popoli aprendosi ad altre etnìe e contando sulla collaborazione di ospiti come Franco Battiato, in un programma di apertura sociale voluto dal Conservatorio e dal Comune di Milano che affidano ancora a lui direzione e arrangiamenti.

Nel mondo della canzone ha occasione di lavorare come arrangiatore, fra gli altri, con L. Dalla, R. Vecchioni, M. Locasciulli.

Con Curci ha pubblicato la versione ridotta in 4 volumi delle “sue” Quattro Stagioni di Vivaldi, 7 volumi su Astor Piazzolla “Easy Piazzolla” e una decina di brani classici per vari ensemble.

In preparazione due manuali: “A new approching to wind instrument writing” e “Simmetrie a base 7 nel sistema di scrittura musicale”. Dagli anni ’80 ha realizzato tutti i fiati dei film di G. Venosta.

Leonardo Syndrome di M. Margerito con la sua colonna sonora, viene selezionato per EXPOO 2015. Nel 2016 inizia una collaborazione di Finale il più completo e professionale programma di notazione musicale, per il quale crea strumenti per compositori di jazz.

È nella selezione dei 24 flautisti da tutto il mondo del FALAUT Festival, come concertista e insegnante.

Nel 2017 presenta il nuovo progetto “La Mia Napoli” con l’Orchestra di Musica Oggi allo Strehler. Nell’estate una prestigiosa direzione artistica all’Auditorium di Milano: realizza per laVerdi un progetto da lui ideato “C’era molte volte il Jazz”, in cui in 6 concerti accompagna il pubblico ad addentrarsi nella musica che ha caratterizzato

Buona parte della sua vita.

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Antonio Lubrano, voce recitante. Il titolo “Secondo me Napoli”, che propone alcune delle più famose canzoni napoletane in chiave jazz, oltre che al jazzista Sandro Cerino può riferirsi anche al narratore di questo spettacolo: Antonio Lubrano, giornalista, scrittore e studioso della memoria canora della città. Napoletano, manco a dirlo, come il protagonista del concerto, Lubrano non è nuovo alle tavole del palcoscenico. Nel settembre del 2006 ha debuttato come attore co-protagonista al S. Carlo di Napoli e poi nell’ottobre 2007 alla Scala, nell’opera buffa di Giovanni Paisiello “Il Socrate immaginario”, rielaborata da Roberto De Simone.

Per il teatro ha scritto e condotto quattro spettacoli: “La sirena bugiarda” dedicato alle canzoni napoletane (Teatro Gerolamo, Milano); “Il favoliere” con il clarinettista Marco Fusi sull’Italia dei furbi; “Il buffo dell’opera” (Teatro Gerolamo) che racconta i gustosi retroscena del melodramma; e “Il caffè con una effe” sulle canzoni napoletane che parlano della bevanda nera più consumata al mondo (Teatro Acacia, Napoli).

Nella primavera del 2016 al Teatro Carcano di Milano ha partecipato come narratore ad un esperimento divulgativo intitolato “Chi ha paura di…”, ossia dei tre grandi musicisti dell’età barocca: Bach, Vivaldi, Haendel, con l’orchestra laBarocca diretta dal Maestro Ruben Jais.

In televisione Lubrano ha condotto per tre anni su Raidue “Diogene”, striscia quotidiana dedicata ai diritti dei cittadini; poi per sette anni su Rai 3 un programma di prima serata dedicato alle truffe, “Mi manda Lubrano”, che ha raggiunto i sei milioni di spettatori. Dal ’99 al 2004, infine, su Rai 1 ha realizzato una serie dedicata al melodramma, intitolata ”All’opera!”, in onda in seconda e terza serata, con risultati d’ascolto sorprendenti se si pensa al pubblico di autentici appassionati di lirica.

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Daniela Fiorentino, cantante, attrice. Napoletana, orienta la sua eclettica carriera tra il teatro e la musica. È protagonista di molti spettacoli musicali, tra cui “C’era una volta…Scugnizzi”, con Sal da Vinci e “Novecento napoletano”.Vince il “Premio Lauretta Masiero” come miglior attrice giovane, che si è distinta per creatività e originalità interpretativa, per “Edith Piaf, lo spettacolo” (dedicato alla grande chanteuse francese, da lei interpretata) ed è insignita della “Targa Léo Ferré” 2015.

Al cinema debutta con il film del regista americano John Turturro “Passione”, dedicato alla canzone napoletana, con tra gli altri Massimo Ranieri. Partecipa alle serie tv della RAI Un posto al sole”, “Don Matteo” e “La squadra” e si esibisce con performance canore live al programma radiofonico “Viva Radiodue”, condotto da Fiorello.

Registra molti album e colonne sonore, spaziando in modo versatile dal jazz, al pop, al rock, alla bossa nova.

La melodia napoletana si impone frequentemente nel suo percorso artistico, rivisitata o svelata, come nell’album Sotto il vestito…Napoli” o come nel recital “Il principe della canzone”, (con Patrizio Rispo) da lei stessa ideato, dedicato al grande Totò.

Si esibisce allo Shaw Theatre di Londra, con lo spettacolo di Paolo Coletta, “Interno familiare”, tratto da “Il mare non bagna Napoli” di Annamaria Ortese, prodotto dal Teatro Stabile di Napoli e con “Fiori giapponesi” dall’omonima opera di Raffaele La Capria.

Le sue performance canore sono caratterizzate da grande verve ed energia, nonché da sensualità e sensibilità musicale e hanno conquistato anche l’America. Daniela è infatti la cantante ufficiale dell’“Italian Hospital Society” di New York, e testimonial delle iniziative del “Westchester Community College” e della “Saint Pio foundation”, NY, nonché membro onorario del “Goodwill Treaty for World Peace”.

Dal 2015 è in scena nei teatri, festival e sale da concerto nordamericani, alla “Semaine italienne de Montréal” (Québec, Canada), al Centro Leonardo Da Vinci (St. Léonard, Québec) con il concerto “Terra mia”, in inglese, italiano e francese. Inizia una serie di collaborazioni con registi e compositori canadesi.

Nel 2016 presenta al festival “Nulle p’art ailleurs” (Montréal), in anteprima internazionale il disco “French girl” – le più belle canzoni napletane…in francese, con la produzione artistica e le orchestrazioni di Paolo Coletta.

Interpreta con il cantautore Michael Daniel Murphy, il singolo “Muse” e sempre con lui compone il brano “Mamie Montréal”, colonna sonora del documentario “Montréal la plus heureuse” per il 375° anniversario della città canadese.

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Massimo Masiello, cantante, attore. (Napoli, 1971), Si forma all’Accademia del Teatro Diana nell’anno 1989-90. Studia canto e solfeggio con i maestri Antonio Sinagra, Tonino Esposito e Antonio Romano, tip-tap con il ballerino Alfredo Girard. Ha lavorato al fianco di primedonne quali Rosalia Maggio, Angela LuceMiranda MartinoPiera Degli Esposti, Dalia Frediani, Maria Nazionale, Nuccia Fumo. Ha diviso il palco, fra gli altri, con Luca De FilippoGiacomo RondinellaAntonio Casagrande, Giacomo Rizzo, Carlo Croccolo, Luca Lazzareschi, Mario Scarpetta, Tommaso Bianco,Federico Salvatore, Peppe Lanzetta, Francesco Paolantoni, Franco Iavarone.

Si è formato sotto la guida di registi come Achille MilloFrancesco RosiCarlo GiuffréAntonio Calenda,Maurizio Panici, Nello Mascia, Ettore Massarese, Alfonso Guadagni, Gigi Savoia, Bruno Garofalo. Al cinema è stato diretto da Antonio Capuano in “Luna rossa” con Tony Servillo e Licia Maglietta, Sandro Dionisio ne “La volpe a tre zampe” con Thomas Arana e Miranda Otto, Riccardo Milani nello sceneggiato “Assunta Spina” con Michele Placido e Bianca Guaccero. È il protagonista del cortometraggio “Tempo scaduto” di Raffaello Durso “Il sogno di Gennaro” di Antonio Manco Gonzales. In Televisione ha lavorato con la regista Lella Artesi per TMC e con Romolo Siena per Canale 21 e poi ancora con Gianfranco D’Angelo, Gabriella Carlucci, Nino Frassica, Sidney Rome.

Vince il premio “Oscar per il teatro 2003” come migliore attore protagonista con lo spettacolo” Don Raffaele, io… e Viviani”, Biglietto d’oro nella stagione 2015/16 con lo spettacolo “Io tra di voi” dove è interprete e regista.

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