Cyrano De Bergerac, i versi originali del capolavoro di Edmond Rostand tornano al Teatro Stanze Segrete

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Astronomo, filosofo eccellente. Musico, spadaccino, rimatore, Del ciel viaggiatore, Gran mastro di tic-tac, Amante — non per sè — molto eloquente Qui riposa Cirano Ercole Saviniano Signor di Bergerac, Che in vita sua fu tutto e non fu niente! (Edmond Rostand).

Dopo il successo della scorsa stagione con oltre 600 spettatori e un ottimo riscontro di critica, Cyrano De Bergerac con la regia di Matteo Fasanella e la Darkside Labtheatre, torna in scena dal 7 al 18 febbraio 2018 al Teatro Stanze Segrete di Roma.

Nella sua versione originale in versi, il dramma di Edmond Rostand torna con la sua perfetta scenografia del piccolo scrigno teatrale diretto da Ennio Coltori, che accoglierà ancora una volta l’immortale storia d’amore ispirata alla figura storica di Savinien Cyrano de Bergerac, uno dei più estrosi scrittori del seicento francese.

A proporre il lavoro, partendo dalla versione originale, senza alterarne i versi ma apportando solo qualche taglio, è Darkside LabTheatre Company di Matteo Fasanella, già definita dalla stampa “una fucina di giovani talenti”.

A farla da padrone, ovviamente – forte della poetica narrazione in versi – è una delle storie d’amore più belle che la letteratura abbia mai creato: l’amore, il genio, le virtù, l’uomo.

La lucidità del personaggio maschile, viene ingannata dall’amore, che mette a nudo le fragilità di un uomo quasi perfetto, aldilà delle sue famigerate carenze fisiche. “Chi la vide sorridere conobbe l’ideale”: un ideale che porta Cyrano alla consapevolezza  della sconfitta, ed egli affida il suo genio a un uomo che è in grado di soddisfare tutti i suoi sogni. “Se mi par che vi sia di speranza un’ombra, un’ombra sola”:  la speranza, meravigliosa e vana, induce Cyrano a rendere  questo amore, forse unico, palpitante. Egli utilizza tutte le sue virtù senza però mai slegarsi dalla maschera che lo protegge. Ne rimane talmente vincolato che, anche quando la verità viene a galla, preferisce immolarsi e concedersi alla sua vera musa ispiratrice: la libertà.

Come può l’amore indurre a rinunciare al proprio volto? Come può l’amore portare un uomo a spalleggiare il proprio “nemico” nella conquista del proprio sogno? Interrogativi universali per un’opera altrettanto immortale, in scena al Teatro Stanze Segrete, Via della Penitenza 3, dal 7 al 18 febbraio 2018.

 

Regia di Matteo Fasanella
con Matteo Fasanella, Virna Zorzan, Gianpiero Botta, Lorenzo Lucchetti, Valerio Rosati, Alessandro Onorati
Scene e costumi: DarkSide LabTheatre Company
Disegno Luci: Francesco Meliciani
Aiuto regia: Virna Zorzan

Dal 7 al 18 febbraio 2018 dal martedì al sabato ore 21.00; domenica ore 19.00
Teatro Stanze Segrete, Via della Penitenza 3. Biglietto 10-15 euro

Info e prenotazioni: 06.6872690, info@stanzesegrete.it

 

 

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