Accademia di Santa Cecilia, unica data italiana per il trio Argerich-Jansen-Maisky

Il trio di star per la prima volta a Roma: Beethoven, Mendelssohn, Schumann, Šostakovi in programma. Il 12 febbraio alle 20.30 a Roma

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Photo Janine Jansen- Kasskra – Mischa Maisky – Bernard Rosenberg

La più grande pianista vivente, il più celebre dei violoncellisti, una delle migliori violiniste della sua generazione: lunedì 12 febbraio (Sala Santa Cecilia ore 20.30) arriva a Roma il trio delle meraviglie Argerich-Jansen-Maisky.

Lei è la pianista argentina Martha Argerich, magnetica e agilissima, imprevedibile nella sue interpretazioni, quasi sfuggente al pubblico: una leggenda del piano. Lui è Mischa Maisky, il più carismatico dei violoncellisti (ammirato a Roma lo scorso anno con le Suites di Bach) che si rinnova a ogni esibizione e suona un prezioso Montagnana del ‘700. Lei è la giovane violinista Janine Jansen, olandese, una delle più quotate musiciste della sua generazione dalla bellezza non comune e dal tocco fresco e talentuoso, che suona uno Stradivari “Barrere” del 1727 e che è molto impegnata nella musica da camera.

Il trio formato da Martha Argerich, Mischa Maisky e Janine Jansen sarà protagonista di uno dei concerti di punta della stagione dell’Accademia Nazionale di Santa Cecilia con un programma che spazia da Mendelssohn al romanticismo di Schumann, dall’irrequietezza di Beethoven alla modernità di Šostakovi.

Il trio di star si esibisce per la prima volta insieme nella Capitale per il nuovo appuntamento della stagione di Musica da Camera (praticamente sold out) toccando anche Roma, come unica tappa italiana, di un trionfale tour europeo che sta facendo sold out in ogni sala da concerto.

Non è poi così raro poter ascoltare questi artisti singolarmente anche a Roma, ma l’occasione di poter assistere all’alchimia che si instaura fra tre grandi solisti unici per temperamento e personalità, in un concerto di musica da camera che si preannuncia ad altissimi livelli, è quasi unica.

Maisky, carismatico musicista lettone, è l’unico ad aver studiato sia con Mstislav Rostropovič sia con Gregor Piatigorsky, suona un prezioso Montagnana del ‘700 e vanta una carriera lunga 40 anni: con Martha Argerich, pianista argentina dal tocco istintivo e irripetibile, è legato da un ultradecennale, lungo sodalizio artistico che nel corso degli anni li ha portati spesso a collaborare e ad incidere spesso insieme.

In Sala Santa Cecilia interpreteranno un pezzo già inciso, la Sonata per violoncello e pianoforte n.5 op. 102/2 di Beethoven in un crescendo emotivo, dedicata nel 1815 alla Contessa Marie Erdödy a cui il compositore era legato da stima e amicizia.

Con la “nuova presenza” dell’olandese Janine Jansen, fra le già apprezzate violiniste della sua generazione, il trio si dedicherà al Trio n. 1 op. 49 di Mendelssohn (del 1839) nel suo brillante lirismo, aperto dal violoncello, seguito dal violino e dal pianoforte.

Si cambia completamente musica con tutti e tre gli artisti per la modernità del Trio n.2  op. 67 di Šostakovi (del 1944), maestosa composizione che si lascia ricordare per il celebre Largo, ma che lascia trasparire tutto il migliore Šostakovi nella sua intensità elegiaca.

Saranno invece la Jansen e la Argerich le protagoniste della Sonata per violino n.1 op. 105 di Schumann del 1851 in bilico fra romanticismo e inquietudine che rispecchiano le tensioni emotive del compositore. Biglietti da 40 a 60 Euro, info su www.santacecilia.it.

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