Equilibrio Festival, al via con Maguy Marin e Le Ballet Nice Méditerranée

L’edizione 2018 del festival si apre il 13 febbraio con BiT di Maguy Marin, il 15 febbraio, Le Ballet Nice Méditerranée per Cantate 51 di Béjart e L’Arlésienne di Petit all’Auditorium Parco della Musica a Roma

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Foto di Dominique Jaussein

Uno spettacolo non può certamente cambiare il mondo, ma può forse cambiare coloro che lo guardano” Parola di Maguy Marin, mostro sacro della Nouvelle Danse Française che con BiT, martedì il 13 febbraio alle 21 in Sala Petrassi) apre l’edizione 2018 di Equilibrio Festival, il festival di danza contemporanea in scena al Auditorium Parco della Musica di Roma che quest’anno è dedicato alla Francia, prodotto dalla Fondazione Musica per Roma in collaborazione dellAmbasciata di Francia in Italia e dell’Institut français Italia.

L’edizione 2018 del Festival con la direzione artistica di Roger Salas offre un palcoscenico alle compagnie in grado di portare in scena realtà che hanno una forte influenza nellambito europeo e nellambito mondiale cercando anche di offrire a nuovi spettatori lopportunità di accostarsi a un repertorio moderno”.

L’inaugurazione del Festival è all’insegna è affidata all’estro di Maguy Marin, prolifica coreografa francese, che ha lavorato con Micha van Hoecke e Maurice Béjart, che dalla danza pura all’installazione, continua a parlare dellindividuo e della condizione umana in relazione alla società.

In BiT Maguy Marin riscopre l’ossessione della musica: attraverso rumori elettronici e percussioni in crescendo della techno creata da Charlie Aubry, va avanti attraverso la ripetizione e l’accumulazione per tornare al movimento, prima di ciascuno e poi in relazione agli altri. Il viaggio nell’ossessione del ritmo, diventa un moderno girone infernale e finisce per travolgere i sei danzatori in scena che si vedono sfociare in una sessualità incontrollata. L’unica possibilità di salvezza, è la fuga. Biglietti a 25 euro.

L’astrattezza asciutta di Cantate 51, l’Annunciazione secondo Maurice Béjart e la tragicità de L’Arlésienne di Roland Petit, due capolavori del Novecento saranno interpretati dal Ballet Nice Méditettanée, nel secondo appuntamento del Festival, giovedì 15 febbraio, ore 21 in Sala Petrassi.

La storia del Ballet Nice Méditettanée comincia nel 1947 grazie all’idea del sindaco Pierre Pasquini che fonda il Balletto dell’Opéra di Nizza: tra alti e bassi, è nel 2009 che la compagnia rinasce con un nuovo nome, il Ballet Nice Méditerranée e con il nuovo direttore artistico, il ballerino ecoreografo Eric Vu – An che ha arricchito il repertorio della compagnia anche con creazioni di Jerome Robbins, George Balanchine, Uwe Scholz.

L’angelo appare a Maria e le annuncia la nascita di un giglio, incarnazione divina che dinamizza luniverso trasfigurato come questa musica che travalica la natura umana. Questa l’Annunciazione secondo Béjart che nel 1969 raccontava la genesi di un capolavoro semplice e atemporale su musica di Bach con uno stile asciutto e rivoluzionario.

È legato al capolavoro Le Jeune homme et la mort (ispirato a Cocteu) che racconta il suicidio di un giovane artista respinto dalla donna amata, L’Arlésienne, balletto capolavoro che Petit crea da una novella di Alphonse Daudet e basata su un avvenimento reale (il suicidio del nipote di Frédéric Mistral). Con L’Arlésienne, che il Ballet Nice Méditettanée porta in scena con la supervisione coreografica di Luigi Bonino, Roland Petit crea un balletto struggente e tragico sulla musica Bizet. Struggente storia d’amore, L’Arlésienne racconta di un amore impossibile: fra le danze di carattere del corpo di ballo, precise e regolari, ma totalmente ossessionato dalla passione per una giovane e misteriosa fanciulla di Arles, il giovane Frédéric sceglie di sposarsi con la morte, incapace di innamorarsi della vivacità della fidanzata Vivette. Biglietti da 25 a 30 euro. Info su www.auditorium.com.

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