Il Grandattore dietro Enrico IV

Carlo Cecchi alla prova di grande attorialità e grande regia

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1921: Luigi Pirandello consegna alla storia del teatro due rappresentazioni “gemelle”, accomunate dal gusto metateatrale per il discorso sul teatro e sulla follia. I Sei Personaggi rappresentano l’autonomia della finzione rispetto alla realtà; Enrico IV, viceversa, esprime la vitale esigenza della realtà di mascherarsi per acquisire un significato.

Carlo Cecchi, tirando le redini di questa produzione Marche Teatro che giunge al Carignano di Torino dopo la lunga tournée che ha toccato Ancona, Milano e Firenze, Calabria, Sicilia ed Emilia Romagna, interpreta una simile esigenza elargendo la follia del protagonista – l’attore intrappolato nel personaggio di Enrico IV, a causa di una profonda crisi di identità. Per ammissione dello stesso Cecchi, la sua interpretazione registica ridimensiona la Grandattorialità che Pirandello estrapolò e cucì intorno a Ruggiero Ruggieri, il “grand’attore” dell’epoca a cui la pièce fu dedicata, una tendenza che qui non grava più sul solo Enrico IV ma che caratterizza, piuttosto, un’isteria collettiva motivata dalla dilagante ossessione per la propria immagine.

Coerentemente con Pirandello, la prima a mostrare i sintomi di siffatta nevrosi è la Marchesa Matilde Spina (Angelica Ippolito), invidiosa della propria stessa immagine naturalmente riverberata nelle fattezze della figlia Frida (Chiara Mancuso).

Quella che potrebbe sembrare una critica pirandelliana all’ampollosità della finzione teatrale del suo tempo – in maniera analoga a come i suoi Quaderni di Serafino Gubbio Operatore esprimono un’aspra critica al cinema – sotto questa chiave di lettura diventa spaventosamente attuale, accanendosi contro una società che a distanza di quasi un secolo è sempre più asservita alle illusioni e alle apparenze.

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Enrico IV


di Luigi Pirandello

adattamento e regia Carlo Cecchi
con Carlo Cecchi, Angelica Ippolito, Gigio Morra, Roberto Trifirò, Federico Brugnone, Davide Giordano, Dario Iubatti, Matteo Lai, Chiara Mancuso, Remo Stella

scenografie Sergio Tramonti

costumi Nanà Cecchi

luci Camilla Piccioni
produzione Marche Teatro

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