La bella e le bestie

Un concerto-narrazione del jazz manouche: la scommessa vincente della Casa Teatro Ragazzi

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Parla il critico: il palcoscenico è spoglio, vuoto, inanimato. L’ingresso di Alessandro Di Virgilio, sublime chitarra solista, e Chiara Osella, fenomenale mezzo soprano, promette di ravvivare la scena; i fraseggi della chitarra che accompagnano lo scat vocalizzato da Osella introducono un lento inizio di spettacolo.

Parla lo spettatore: uno spettacolo che fin da subito rapisce, nella commistione delle sonorità liriche e il ritmo cadenzato sulle corde della chitarra. All’ingresso del contrabbassista Elia Lasorsa e della chitarra ritmica di Dario Berlucchi tutto appare già pronto per un’esibizione dirompente.

La Swing Opera nata dalla collaborazione tra gli Accordi e Disaccordi e Chiara Osella documenta l’antica sintonia tra la musica jazz e la classica – tra il jazz manouche e l’opera lirica – nelle sperimentazioni gitane che hanno influenzato molta musica leggera europea. Un racconto scanzonato, come si addice al genere, senza alcuna pretesa di accademismo che possa distogliere l’attenzione dalla travolgente esecuzione.

Parla il critico: è inevitabile che la protagonista assoluta di uno show simile sia la musica, che tra Giuseppe Verdi, Édith Piaf e Django Reinhardt (tutti nomi noti in qualche modo storicamente legati alla cultura gitana) priva il viaggio a ritroso che viene raccontato di quella “pienezza” scenica che ci si potrebbe aspettare a teatro. E, nonostante ciò, lo spettacolo non può essere definito come un semplice concerto, il curioso ibrido sonoro nato dallo sposalizio tra la cultura alta e la cultura bassa della musica lo trasforma in qualcosa di più. Qualcosa che incanta, emoziona, esalta. Rapisce.

Parla lo spettatore: l’incontro musicale della musica popolare e della lirica è sufficiente a riempire la scena. Anche ai non addetti ai lavori appare evidente l’estro tecnico della strumentazione della band torinese Accordi Disaccordi. Unito alla voce impetuosa e soave di Osella, dall’aspetto di una “bella” in mezzo a tante “bestie”, e alla incisiva partecipazione della fisarmonica di Roberto Cannillo, riesce a mettere in piedi una performance eccezionale, capace di mettere d’accordo il critico e lo spettatore.

I musicisti di Swing Opera hanno ritrovato la formula alla base di quella stessa alchimia tzigana che ha portato alla commistione di diverse culture popolari, unendo il rigore della classica alla cadenza serrata del jazz.

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Swing Opera

Spettacolo di Accordi Disaccordi e Chiara Osella

Chiara Osella mezzo soprano

Alessandro Di Virgilio chitarra solista

Dario Berlucchi chitarra ritmica

Elia Lasorsa contrabbasso

Roberto Cannillo fisarmonica

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