La forma dell’acqua

La favola d’amore di Guillermo del Toro, candidata a 13 Oscar

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Diretto da Guillermo Del Toro, regista di “Il labirinto del fauno” e “Pacific rim”, e interpretato da Sally Hawkins, vista in “La felicità porta fortuna” e “Blue Jasmine”, Octavia Spencer, vincitrice di un Oscar per “The help”, Michael Shannon, famoso per “Animali notturni” e “Revolutionary Road” e il grande Richard Jenkins, visto in “Il caso Spotlight”, “La regola del silenzio”, “Mangia, prega e ama” e molti altri film famosi.

Ambientato nel 1962, nel pieno della guerra fredda, Elisa è una giovane donna muta, che vive in un appartamento diroccato e passa il suo tempo guardando musical con il suo vicino, un artista gay, o lavorando come addetta alle pulizie in un laboratorio segreto governativo, con la sua amica Zelda.

La sua è una vita monotona, costruita su semplici abitudini quando improvvisamente, durante il lavoro, la sua routine viene sconvolta dalla conoscenza con un mostro marino, che gli americani intendono studiare per usarlo contro i russi. Elisa vede il mostro come l’unico essere vivente in grado di capirla e pian piano i due si innamorano, ma il loro sentimento è ostacolato sia dai russi che dagli americani, ma soprattutto dal colonnello Strickland, a capo del progetto governativo nel laboratorio.

Elisa farà di tutto per salvare la creatura marina che ama, grazie anche all’aiuto di Zelda e di Giles, il suo vicino.

Come ha detto Guillermo del Toro “ci sono due versioni de “La Bella e la Bestia”, una puritana e l’altra perversa, ho scelto una terza via”, infatti come protagonista c’è una ragazza molto diversa dai canoni di bellezza comuni e una bestia che non si trasforma in un principe.

Del Toro ha esplorato, in questo film, sia la via più dolce e sentimentale sia la via più perversa, carnale e passionale, come se in realtà il protagonista non fosse un mostro ma un semplice uomo. Tutto il cast è meraviglioso e le loro interpretazioni sono strabilianti, Sally Hawkins, anche da muta riesce a comunicarci i suoi sentimenti e le sue paure.

Molto bella anche la scenografia e la fotografia.

Sicuramente chi ha amato “Il labirinto del fauno” amerà anche “La forma dell’acqua”.

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