Non posso staccare gli occhi da te

Il pluripremiato musical diretto da Claudio Insegno ammalia e stupisce

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Can’t take my eyes off of you, canta uno dei più grandi successi di Frankie Valli and the Four Seasons, “non posso staccare gli occhi da te”. Forse il loro più grande successo, considerando che rischiava di non essere neanche prodotta perché, intorno alla metà degli Anni ’60, era «troppo dura per essere pop, troppo dolce per essere rock».

È difficile “staccare lo sguardo” da Jersey Boys, il musical diretto da Claudio Insegno al secondo anno di repliche in Europa e a Torino (Teatro Alfieri): la drammatica storia di Frankie Valli (Alex Mastromarino) e la sua conoscenza con Tommy De Vito (Marco Stabile), Bob Gaudio (Flavio Gismondi) e Nick Massi (Claudio Zanelli), del suo ingresso nei Lovers e della successiva consacrazione dei Four Seasons, dei rapporti burrascosi con la famiglia lontana e con poco raccomandabili immigrati italo-americani… Non si può distogliere lo sguardo dal palco: i tempi stabiliti dalla regia di Insegno sono veloci e forsennati, dinamici e divertenti, nel racchiudere in un’ora e mezza di spettacolo i lunghi decenni della loro carriera.

L’inizio del musical è sconcertante: un balzo in avanti di quasi quarant’anni e oltre l’oceano Atlantico ci mostra la Parigi del 2000, in scena una band che sfidando la distanza oceanica e il lungo periodo ripropone una canzone dei Four Seasons in un concerto decisamente distante dal loro genere; dissolvenza incrociata, Marco Stabile/Tommy De Vito si sorprende di quanto in là fossero arrivate le loro canzoni e comincia a raccontare la storia di Frankie Valli e la genesi della band.

Il dramma di Valli è ascrivibile al lungo elenco di storie italo-americane analoghe; a realizzarne un film ci ha pensato Clint Eastwood nel 2014, Claudio Insegno si è limitato a farne un eccellente musical (scritto originalmente da Marshall Brickman e Rick Elice), quasi una compilation dei maggiori successi dei Four Seasons: tracce immortali come Sherry, Big Girls Don’t Cry e Walk Like A Man si inseriscono tra le situazioni di prosa, riverberandosi molto oltre la loro ultima nota. Spezzoni di riprese del pubblico in adorazione negli Anni ’60, proiettati sullo sfondo, consacrano l’indubbio successo del gruppo oggi come allora, mentre appena di fronte Mastromarino, Stabile, Gismondi e Zanelli si calano nei verosimili sentimenti, motivazioni e intenti dei rispettivi musicisti.

La capacità tecnica dei Four Seasons è seconda soltanto alla profondità delle interpretazioni: insieme ai protagonisti, l’intero corpo di ballo dimostra grande preparazione scenica, sia dal punto di vista coreutico che da quello eufonico.

Di fronte alla bellezza dirompente di Jersey Boys è davvero difficile distaccare lo sguardo.

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Jersey Boys

Di Marshall Brickman e Rick Elice

Regia Claudio Insegno

con Alex Mastromarino, Marco Stabile, Flavio Gismondi, Claudio Zanelli

e con Luca Pozzar, Valeria Belleudi, Roberto Lai, Luciano Guerra, Brian Boccuni, Andrea Carli, Giulio Pangi, Giorgia Cino, Cira Marangi, Luca Buttigleri, Giusy Miccoli

Musiche di Bob Gaudio

Supervisione musicale Emanuele Friello

Direzione musicale Angelo Racz

Liriche di Bob Crewe

Scene Roberto e Andrea Comotti

Costumi Graziella Pera

Coreografie Valeriano Longoni

Produzione Teatro Nuovo Milano

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