Passioni segrete. Sigmund Freud tra cinema e teatro

Dal 5 febbraio al 12 marzo all’Anteo Palazzo del Cinema, Milano

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Con il titolo “Passioni segrete”, prende il via, da lunedì 5 febbraio, all’Anteo Palazzo del Cinema, una rassegna cinematografica di 12 film che, dagli anni ’50 a oggi, intersecano il territorio della psicanalisi, raccontandola in modo diretto o evocandola attraverso i temi affini delle nevrosi, dell’identità, dell’incomunicabilità, dei sogni, della morte. Ogni lunedì, fino al 12 marzo, sono in programma due proiezioni, a partire dalle 19.30: un racconto per immagini – firmato da registi come Huston, Cronenberg, Fellini, Woody Allen, Antonioni, Lars von Trier, Hitchcock, i fratelli Coen, Pasolini, Buñuel, Aldrich, Almodóvar – che accompagnerà, per i quasi due mesi di recite, lo spettacolo prodotto dal Piccolo Teatro di Milano e diretto da Federico Tiezzi, Freud o l’interpretazione dei sogni.

Il primo appuntamento è con Freud – Passioni segrete di John Huston (1962) con Montgomery Clift e con A Dangerous Method (2011), una sfida all’OK Corral, a Zurigo, tra Freud e Jung, Fassbender e Mortensen, in mezzo la tormentata Spielrein. Un triangolo diretto da David Cronenberg.

Sigmund Freud e la psicanalisi in un percorso, andata e ritorno, tra cinema e teatro. Il cinema nasce in fondo all’Ottocento, coevo dell’arte di volare, soprattutto fratello gemello della psicanalisi, in un momento in cui c’era urgente bisogno di una nuova forma d’espressione adeguata ai tempi moderni: ci vorrà circa un secolo per poterla chiamare settima arte ed ora giace in crisi rispetto alla nuova realtà virtuale della Rete. Ma nulla come andare a vedere un film somiglia a guardarsi dentro, magari anche valicando quella parete bianca, come immaginò Woody Allen. Si sta al buio, si fa un sogno non personale ma collettivo e poi lo si indossa secondo le proprie misure di inconscio. Tutto il cinema confina con la psicanalisi; Billy Wilder prima di partire per Hollywood tentò non a caso di intervistare Freud: la cinepresa, rispetto al teatro che allora non aveva gli effetti speciali, era l’arma nuova – non la pittura né la fotografia – che riusciva a scavare dentro al volto delle persone entrando con un ronzio dalla fessura degli occhi dentro l’anima. Soprattutto fino all’avvento del sonoro, quando era solo l’immagine a spiegare chi, come e perché: invece del lettino, comode poltrone in cui “sprofondare”. Quali film si adattano a una rassegna che parli di Freud? Sarebbe più facile l’esclusione di pochi titoli, tutti gli altri dentro, rientrano nella categoria. Non è stato facile un elenco, è la millesima parte del materiale a disposizione. Perché il cinema, pur avendo ufficialmente scoperto la psicanalisi negli anni ’40, ne aveva in realtà fatto largo uso, come droga leggera ed ipnotica, ma senza dichiarare le generalità. E oggi la storia continua: sono psicanalitici Tarantino, i western, i gialli, la commedia e gli erotici; lo sono capolavori ufficiali e ufficiosi. Una dozzina di titoli per scoprire ferite aperte o che si riaprono ad ogni proiezione, comprese le ansie del cinema nel cinema, partendo dal complesso di Edipo che è stato il piatto forte di scrittori melò come Williams, padre del nuovo cinema Paradiso Freud. A volte gli psicanalisti sono star, partendo dal Sigmund di Huston con Clift ed abbiamo con Antonioni l’autore della cine-fenomenologia, mentre negli incubi borghesi di Luis Buñuel c’è una forza d’urto che ancora spinge, fino agli orrori di Baby Jane e degli uomini e delle donne che vissero almeno due volte.

Maurizio Porro

curatore della rassegna cinematografica

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Lo spettacolo

Freud o l’interpretazione dei sogni, prodotto dal Piccolo Teatro di Milano, ha debuttato in prima nazionale assoluta lo scorso 23 gennaio e rimane in scena fino all’11 marzo. Uno spettacolo monumentale che abiterà il grande palcoscenico dello Strehler per oltre un mese e mezzo, un tema potente, una compagnia numerosa di interpreti d’eccezione, guidati da Federico Tiezzi, con al centro Fabrizio Gifuni nei panni di Freud, un’opera mai portata in scena per uno degli spettacoli di punta della Stagione, ispirata al testo che si affacciò al Novecento (fu pubblicato nel 1899), anticipandone inquietudini e illuminazioni. Nella scrittura di Stefano Massini e nella traduzione scenica e visione registica di Tiezzi, il mosaico di casi e personaggi raccontati da Freud diventano tasselli di un grande enigma da decifrare. Un catalogo della contemporaneità che attraverso i sogni, misura la potenza e le oscurità della mente umana.

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Sigmund Freud tra cinema e teatro

Anteo Palazzo del Cinema, dal 5 febbraio al 12 marzo 2018

Passioni segrete” rassegna cinematografica a cura di Maurizio Porro

Lunedì 5 febbraio

ore 19.30

Freud – Passioni segrete

di John Huston, 1962 – 120’

John Huston paga il suo debito con la psicanalisi: la prima volta del professore ed ha dentro la disperazione di Montgomery Clift.

ore 22.10

A Dangerous Method

di David Cronenberg, 2011 – 99’

Sfida all’OK Corral a Zurigo tra Freud e Jung, Fassbender e Mortensen, in mezzo la tormentata Spielrein. Un triangolo diretto da Cronenberg.

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Lunedì 12 febbraio

ore 19.30

8 e mezzo

di Federico Fellini, 1963 – 138’

Con Fellini il cinema è diventato maggiorenne e questo è il suo capolavoro: tutta la confusione che c’è dentro di noi nel volto di Mastroianni.

ore 22.00

Hollywood Ending

di Woody Allen, 2002 – 112’

Un regista in crisi gira un film in temporanea, nevrotica cecità. Meglio non vedere? Tanto i critici francesi sono pronti a gridare al capolavoro.

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Lunedì 19 febbraio

ore 19.30

L’eclisse

di Michelangelo Antonioni, 1962 – 126’

Si chiude la trilogia dell’incomunicabilità: è il titolo senza atout, non c’è scampo, l’amore si oscura, restano le tracce. L’eclisse era quella vera.

ore 21.50

Melancholia

di Lars von Trier, 2011 – 130’

Mentre un pianeta si avvicina alla Terra e una festa di nozze finisce in tragedia, Lars von Trier ci avverte che è difficile scavare dentro di noi.

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Lunedì 26 febbraio

ore 19.30

La donna che visse due volte

di Alfred Hitchcock, 1959 – 128’

Il miglior Hitchcock: non solo un thriller ma un film che investe la natura dell’amore, il Tempo e la doppia identità, primo comandamento del dr. Freud.

ore 21.50

L’uomo che non c’era

di Joel Coen e Ethan Coen, 2001 – 116’

Un sordido delitto nel negozio del barbiere: ma i Coen riflettono alla grande sul noir, la potenza del male, il fascino del bianco e nero.

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Lunedì 5 marzo

ore 19.30

Teorema

di Pier Paolo Pasolini, 1968 – 98’

Il film più sessantottino di Pasolini con un giovane che conquista un’intera famiglia della borghesia a Milano come in un mix tra psicanalisi e Bibbia.

ore 21.30

Il fascino discreto della borghesia

di Luis Buñuel, 1972 – 105’

Fanno strani sogni questi borghesi che non riescono mai a sedersi a tavola: Buñuel a cavalcioni del surreale con un gruppo magnifico di volti e nevrosi.

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Lunedì 12 marzo

ore 19.30

Che fine ha fatto Baby Jane?

di Robert Aldrich, 1962 – 134’

La distruzione del cinema sul rapporto odio amore tra le due sorelle e le star rivali, Crawford e Davis, regine del melò: il capolavoro di Aldrich.

ore 21.50

Volver

di Pedro Almodóvar, 2006 – 120’

Un Almodóvar che ha meno voglia di scherzare ci racconta la storia di una mamma, che vive anche da morta: la legge di Edipo e una dose di poesia.

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ANTEO PALAZZO DEL CINEMA
www.spaziocinema.info
Piazza XXV Aprile 8 (M2 Moscova)

Biglietto singolo
Intero € 9
Ridotto € 6,5 (under 26, over 65, Amici del Cinema, AGIS, abbonati Piccolo Teatro)

Abbonamento 4 proiezioni
Intero € 15
Ridotto € 12 (under 26 e over 65, Amici del Cinema, AGIS, abbonati Piccolo Teatro)

SPECIALE CINEMA + TEATRO
Presenta all’Anteo il biglietto dello spettacolo Freud o l’interpretazione dei sogni: potrai acquistare i biglietti o l’abbonamento per i film a prezzo ridotto. Oppure presenta al Piccolo Teatro il biglietto dei film: potrai acquistare il biglietto per Freud o l’interpretazione dei sogni a prezzo ridotto. 

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