O.P.S. Officina per la Scena in “Nel mare ci sono i coccodrilli”

Andato in scena il 18 marzo 2018 presso l'Unione culturale Franco Antonicelli, Torino

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Ultimo incontro per la rassegna Teatrale Il Teatro al Centro all’Unione culturale Franco Antonicelli, luogo importante per Torino.

Pomeriggio piovoso e freddo ed è piacevole, in questa situazione, passeggiare sotto i portici. Da Porta Nuova a Piazza Castello è tutto riparato, e così moltissima gente, me compreso, passeggiava incurante dei problemi meteo. Anche i musicisti di strada portavano il loro contributo a non rimpiangere troppo il sole. Musica di qualità si sentiva un po’ dappertutto, e sono rimasto molto colpito sopratutto da un gruppo formato da 2 chitarre, contrabbasso, pianola. C’era fra loro anche una ragazza e proponevano musica jazz molto buona e coinvolgente, nessuno degli ascoltatori riusciva a stare fermo. Sul loro biglietto da visita c’era scritto THE HOT POTS the Amazing Gipsy Jazz Blues Band. Penso sia il miglior modo per andare a vedere uno spettacolo di teatro ascoltare buona musica di strada, sopratutto blues. Ti carica di positività.

Oggi è il turno di O.P.S. con uno dei loro spettacoli più recenti. Sono gli organizzatori di questo progetto e del Fringe Festival di Torino 2018 che inizierà ai primi di maggio. Tra l’altro hanno fatto un appello alla ricerca di volontari per questa bella iniziativa, che porta sempre nella città il meglio del Teatro di ricerca e non solo, in luoghi originali e con sempre nuove idee. Presentano un adattamento teatrale di quello che è già diventato un classico della Letteratura Migrante: Nel mare ci sono i coccodrilli di Fabio Geda. Questo spettacolo viene definito Teatro Per Ragazzi, ma forse è un po’ riduttivo perché, a mio avviso, sia per la tematica e sia per la messa in scena trovo sia adatto anche agli adulti, soprattutto a coloro che si portano dietro stereotipi e pregiudizi. È forse il primo spettacolo che vedo di questo gruppo e ne sono rimasto piacevolmente colpito per almeno due motivi: la leggerezza con cui hanno affrontato temi che leggeri non sono e la grande capacità di giocare al teatro, il famoso “To Play”. In scena c’erano tre persone ma il pubblico ne ha viste decine, e anche lo stesso protagonista non aveva una posizione predominante di primo attore, ma tutti facevano tutto, compreso una lettura diretta da un leggio. Questo riportava al testo scritto, e ci ricordava che la storia raccontata non era frutto di fantasia, ma una realtà che coinvolge ancora migliaia di persone.

Se nasci in Afghanistan, nel posto sbagliato e nel momento sbagliato, può capitare che, anche se sei un bambino alto come una capra, e uno dei migliori a giocare a Buzul-bazi, qualcuno reclami la tua vita. Tuo padre è morto lavorando per un ricco signore, il carico del camion che guidava è andato perduto e tu dovresti esserne il risarcimento. Ecco perché quando bussano alla porta corri a nasconderti. Ma ora stai diventando troppo grande per la buca che tua madre ha scavato vicino alle patate. Così, un giorno, lei ti dice che dovete fare un viaggio. Ti accompagna in Pakistan, ti accarezza i capelli, ti fa promettere che diventerai un uomo per bene e ti lascia solo. Da questo tragico atto di amore hanno inizio la prematura vita adulta di Enaiatollah Akbari e l’incredibile viaggio che lo porterà in Italia passando per l’Iran, la Turchia e la Grecia. Un’odissea che lo ha messo in contatto con la miseria e la nobiltà degli uomini, e che, nonostante tutto, non è riuscita a fargli perdere l’ironia né a cancellargli dal volto il suo formidabile sorriso. Enaiatollah ha infine trovato un posto dove fermarsi e avere la sua età. Questa è la sua storia.

Sala piena, pochi bambini e molti adulti, che spesso applaudivano e dimostravano di apprezzare queste belle e originali scelte registiche, e le attrici e l’attore davvero bravi. Tutto era incastrato alla perfezione e non mancavano i momenti ironici che sono sempre, a mio avviso, le ciliegine sulla torta, sopratutto se il tema è forte. Luci, musica e ritmo giusti, costumi e scenografie compresi. Alla fine gli attori/attrici hanno incontrato il pubblico, nell’atrio centrale, e tutti erano contenti. Me compreso.

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Nel mare ci sono i coccodrilli

Tratto dall’omonimo libro di Fabio Geda
Adattamento teatrale Paola Raho e Valentina Volpatto
Di e con Michele Guaraldo, Paola Raho, Valentina Volpatto
Regia: Luca Busnengo
Produzione O.P.S. OFFICINA PER LA SCENA

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LA COMPAGNIA

L’Associazione Culturale O.P.S. OFFICINA PER LA SCENA dal 2002 è una realtà professionale e gruppo di ricerca che utilizza il teatro come strumento per sviluppare una comunicazione diretta e semplice con l’individuo su tematiche sociali e culturali. La Compagnia effettua repliche dei propri spettacoli in Italia ed in Europa ed ha partecipato al BITEI International Theatre Festival a Chişinău, Moldavia e nella rassegna teatrale di Izmir tiyairo gunleri (Turchia). Gli spettacoli prodotti dall’O.P.S. sono presenti nel catalogo di distribuzione della Fondazione Piemonte Live e della Fondazione Teatro Ragazzi e Giovani Piemonte. La Compagnia è inserita, inoltre, nel progetto “RIgenerazione” rivolto alle realtà indipendenti torinesi ed organizzato dal Sistema Teatro Torino.

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The Hot Pots nascono nel 2011 da una metamorfosi ancora in corso, dopo trascorsi diversi con altre formazioni. Da quel momento distillano note, fra armonie e ritmi ricreati, di nuova materia su cui improvvisare. È un calderone che mescola il blues prima maniera, il jazz, e musica colta, a ritmo di gipsy Jazz.
I membri: Ares Mesiani, Ettore Maggese, Pippo Caponato e Dave Borbotti, sono lieti di condividere con voi la prima fase della loro metamorfosi, attraverso la riproposizione dei più grandi classici del grande Jazz-man Django Reinhardt, e proprie composizioni… dissennati a un passo dallo spasso.

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