Filarmonica all’Argentina, il ritorno di Maxim Vengerov a Roma

Brahms, Ravel, Paganini e Rossini nel programma del violinista che torna nella Capitale dopo 14 anni di assenza, stasera al Teatro Argentina alle 21

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Foto di Benjamin Ealovega

L’Accademia Filarmonica Romana sembra il fil rouge che lega Maxim Vengerov alla Capitale o almeno lo è stato nel corso degli ultimi 14 anni: risale al 2004 con la Filarmonica, l’ultima esibizione dello straordinario violinista russo (naturalizzato israeliano) a Roma e il concerto di stasera, giovedì 12 aprile (ore 21) al Teatro di Roma, conclude il ciclo di appuntamenti della Filarmonica Romana al Teatro Argentina segnando l’atteso ritorno di un solista eccezionale che unisce a una tecnica prodigiosa, il cuore per arrivare all’essenza della musica.

Suonare non mi stancherà mai dato che il violino è la mia lingua madre. Solo che il perimetro della musica non si esaurisce nei pochi centimetri di uno strumento ad arco o nella solitudine di una recital” ha dichiarato di recente Vengerov che con il pregiato violino ex-Kreutzer Stradivari del 1727, proporrà insieme alla pianista Polina Osetinskaya, un programma all’insegna di Brahms, Ravel, Paganini e Rossini che sta portando in tour in Italia.

In apertura la contabilità seducente della Sonata in sol maggiore per violino e pianoforte op. 78 di Brahms, poi l’esuberanza virtuosa della Terza Sonata per violino e pianoforte op. 108. Gioca sui modella della trazione la sofisticata Sonata per violino e pianoforte di Ravel a mostrare la insuperabile incompatibilità fra violino e pianoforte, chiudono il programma Cantabile in re maggiore di Paganini (immancabile) a regalare pirotecnici virtuosismi e l’Introduzione e variazioni sul tema diDi tanti palpitidal Tancredi di Rossini, trascrizione suadente della celebre cabaletta. Prima degli attesi bis.

La musica ha un potere curativo, perché ascoltandola non solo impariamo qualcosa su di essa, ma anche su noi stessi, facendoci crescere spiritualmente. Abbiamo bisogno di tornare alle nostre radici, e non possiamo permetterci di essere tagliati fuori da questa fondamentale ricerca” ha dichiarato Vengerov certo del potere taumaturgico e spirituale della musica. Lui, classe 1974, stella del violino cominciato a suonare all’età di 4 anni, ha studiato con Zakhar Bron e che ha precocemente cominciato a inanellare già a 10 anni vittorie in concorsi internazionali prestigiosi (inclusi i Wieniawski e il Carl Flesch) vanta un talento straordinario esaltato da una tecnica perfetta al servizio della tradizione musicale, ma non solo russa e ha arricchito la sua carriera senza nemmeno disdegnare altri stili diversi fino a sconfinare nel jazz anche se il suo terreno d’elezione resta comunque la musica classica. Primo musicista classico ad essere nominato nel 1997 come Goodwill Ambassador internazionale dall’UNICEF per avvicinare i bambini alla musica, Vengerov ha vinto numerosi premi in carriera, tra cui i Grammy Award, due Gramophone, un Classical Brit Award, 5 Edison Classical Music, tutti a coronare una carriera internazionale che ha portato il carismatico 44enne russo a esibirsi nei maggiori teatri di tutto il mondo, ma anche a diventare organizzatore del Festival Vengerov di Tokyo e in Israele, produttore della Vengerov Music Vision, insegnante alla ricerca di nuovi talenti.

Biglietti: da 28 a 50 euro (ragazzi fino a 14 anni 18 euro,  più diritto di prevendita), info e dettagli allo 06-3201752 e su www.filarmonicaromana.org.

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