Il Cuore oltre la Tenebra

Gabriele Vacis rilegge due romanzi agli antipodi e ne porta una sintesi al Teatro Stabile di Torino

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Foto di Andrea Macchia

Azione.

Portare a teatro la trasposizione di un romanzo non può che investirlo di azione, dell’azione specifica di attori e figuranti che seguono le direttive di un regista. A trasporre un testo letterario è Gabriele Vacis, rileggendo il libro Cuore di Edmondo De Amicis con Angelo De Matteis e sovrapponendolo al suo opposto, il quasi coevo Cuore di tenebra di Joseph Conrad: il primo trionfo del bene, il secondo cronaca della malvagità umana, almeno secondo la dicotomia tracciata nel corso del progetto Cuore/Tenebra che porta in scena i risultati di un anno dell’Istituto di Pratiche Teatrali per la Cura della Persona.

Se la missione dell’Istituto non era votata alla sola realizzazione dello spettacolo, nell’intento di applicare la metodologia prettamente teatrale di ricerca della consapevolezza di sé alle persone indipendentemente dalla scena, il dialogo intrapreso con realtà di vario tipo – istituti scolastici, centri d’accoglienza e di cura psichiatrica – ha coinvolto nell’accostamento tra De Amicis e Conrad decine di partecipanti. Il palcoscenico di quella che altrimenti poteva rischiare di apparire un’operazione squisitamente accademica è stato animato da “schiere” (nel senso dell’esercizio attoriale di conoscenza di sé, degli altri e dello spazio condiviso) di persone diverse e uguali, dirette da Barbara Bonriposi.

Di accademico, a dire il vero, Cuore/Tenebra qualcosa lo conserva: ogni sera un diverso “maestro” introduce lo spettacolo con le proprie riflessioni sulla comparazione tra i due scrittori ottocenteschi; prima che lo “spettacolo” inizi, così come comunemente e scenicamente lo si intende, un altro lungo prologo (quasi una lezione di letteratura e storia) aumenta la retorica che connota il lavoro di Vacis.

Azione: lo spettacolo inizia, la scena è abbagliante nella sua organicità e profondità, l’occhio è rapito dalla “pienezza” di dettagli; come un secondo regista nascosto nell’ombra, Roberto Tarasco dirige magistralmente luci e suoni. La retorica permane, nonostante venga ora investita da una potenza scenica che vanta pochi possibili confronti, perché necessaria come se in platea sedessero gli alunni di una classe – di fronte alla voce profonda del maestro interpretato da Jurij Ferrini: non è solo l’espediente per avvicinare il pubblico ai protagonisti di Cuore, indebitamente coinvolti nella guerra colonialista italiana in Etiopia, è una modalità, una retorica, necessaria alla spiegazione e alla sopportazione del male che si nasconde nell’animo umano, il male descritto in Cuore di tenebra.

Le storie dei personaggi e quelle degli interpreti si alternano e si sovrappongono, dando voce ad attori improvvisati sul palcoscenico e alle proiezioni video delle interviste ai soggetti coinvolti dall’Istituto: la realtà quotidiana di scuole, centri d’accoglienza e centri di salute mentale inserita nella narrazione dei due romanzi, trasponendo il messaggio di pace e speranza del libro Cuore all’attualità dei flussi migratori. Dopo più di un secolo dalla pubblicazione, il romanzo di De Amicis può ancora insegnarci la civiltà e la potenza della bontà d’animo; appena più giovane, il romanzo di Conrad lancia ancora oggi un monito spaventoso sulle conseguenze della prevaricazione ai danni del “diverso”.

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CUORE/TENEBRA

Migrazioni tra De Amicis e Conrad

adattamento drammaturgico di Gabriele Vacis e Angelo De Matteis

regia Gabriele Vacis

scenofonia, luminismi, stile Roberto Tarasco

pedagogia dell’azione Barbara Bonriposi

video Indyca

coordinamento del progetto “Istituto di Pratiche Teatrali per la Cura della Persona” Andrea Ciommiento

con Jurij Ferrini, Elena Aimone, Paolo Bonato, Didie Caria, Carlo Cusanno, Giuseppe Fabris, Gloria Giacopini, Francesco Giorda, Gerald Mballe, Luca Nava, Simone Rosset, Alberto Rosso, Giuseppe Saccotelli, Elia Tapognani

con interventi dei maestri Mauro Berruto, Pietro Buffa, Aldo Cazzullo, Lella Costa, Alessandro D’Avenia, Maurizio Ferraris, Suor Giuliana Galli, Nicola Lagioia, Enrico Palandri, Domenico Quirico, Remo Rostagno, Benedetta Tobagi, Marco Vacchetti

con gli studenti delle scuole Primo Liceo Artistico Statale di Torino, Liceo Scientifico Statale “Piero Gobetti” di Torino, Istituto di Istruzione Superiore “Paolo Boselli” di Torino, Liceo Classico Statale “Massimo D’Azeglio” di Torino, Istituto di Istruzione Superiore “8 Marzo” di Settimo Torinese, Liceo Scientifico annesso al Convitto Nazionale “Carlo Alberto” di Novara

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