Le Rose di Canterville Manor – Reading Oscar Wilde

La compagnia Senza Con-Fine porta a Palermo il genio di Oscar Wilde, l'11 maggio, ore 21.15, presso il Cineteatro Colosseum

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Andrà in scena venerdì 11 maggio 2018 alle 21.15 presso il Cineteatro Colosseum di Palermo l’opera Le Rose di Canterville Manor – Reading Oscar Wilde, interpretata dalla Compagnia amatoriale “Senza Con-Fine” con la regia di Gaia Vitanza, anche brillante sceneggiatrice della pièce.

L’opera presenta sotto una luce inedita una delle personalità più controverse della letteratura. Oscar Wilde è recluso nella prigione di Reading per aver amato un giovane aristocratico, Bosie, trasgredendo l’ipocrita morale vittoriana.

La cella diviene per Oscar occasione di rivendicazione intellettuale e morale, eppure claustrofobica fucina di incubi e timori scanditi dall’incessante scorrere del tempo: un’officina creativa in cui Oscar dipinge lo scenario di Canterville Manor, cornice fiabesca in cui prendono vita le vicende del fantasma di Canterville, della famiglia Otis e di Gazza e Usignolo. Sam, fedele compagno di cella e controparte del racconto, è testimone dell’ultima sceneggiatura di Wilde: “Abbiamo scritto tante storie insieme, lui la voce ed io l’orecchio. Che storia è se nessuno l’ascolta?”.

Le Rose di Canterville Manor è un’opera dal genere indefinibile in cui biografia e dramma, comico e grottesco, fiaba e musica sono sapientemente intrecciati all’interno di un’opera corale in cui si alternano personaggi diversi, portatori unici della propria storia.

Il progetto è di alto valore formativo per gli attori, molti giovanissimi: gli interpreti, di ogni età (dai 10 ai 60 anni) e di ogni condizione, da normodotati a disabili, incarnano un teatro inclusivo che dà modo ad ognuno di esprimersi, di mettersi in gioco e di dialogare col pubblico di temi ancestrali eppure straordinariamente attuali.

Meticoloso, in tal senso, il lavoro della regista e sceneggiatrice, che attraverso laboratori di scrittura, esercizi ed improvvisazioni teatrali, attua una vera e propria maieutica teatrale, facendo emergere in ogni giovane interprete potenzialità inespresse che contribuiscono alla costruzione dei personaggi, permettendo all’identità di questi ultimi di fondersi con l’unicità dei singoli attori.