Pursuit of happiness

Andato in scena alla Triennale di Milano

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Foto di Andrej Lamut

autori Pavol Liska, Kelly Copper

creazione e interpretazione EnKnapGroup – Luke Thomas Dunne (Gran Bretagna), Ida Hellsten (Svezia), Bence Mezei (Ungheria), Lada Petrovski Ternovšek (Croazia), Jeffrey Schoenaers (Belgio), Ana Štefanec (Slovenia)

disegno luci Luka Curk

disegno costumi Katarina Škaper

realizzazione costumi Atelje d.o.o.

direttore prove Tanja Skok

direttore di scena Luka Curk

realizzazione tecnica Španski Borci/EnKnapTechnical Team


fotografia e video Andrej Lamut

produttore esecutivo Karmen Keržar

pubbliche relazioni e redazione Nina Smerkol

direttrice di Španski Borci Cultural Centre e direttrice di EnKnap Productions Marjeta Lavrič

direttore esecutivo di EnKnap Productions e direttore artistico di Španski Borci

Cultural Centre Iztok Kovač

produzione EnKnap Productions www.en-knap.com

coproduzione Théâtre de la Ville, steirischer herbst

con il sostegno di The U.S. Embassy in Ljubljana

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Ehi, voi!

Che seguite il teatro, la danza, la performance… che dedicate le vostre serate libere a guardare e ascoltare i messaggi dell’umanità da palcoscenico, i paesaggi emotivi e corporei disegnati dagli artisti della scena; che sperate negli ultimi biglietti o vi abbonate a intere stagioni, che ci andate anche se soli; che vi tocca nel profondo o vi fa passare una serata… insomma, vi chiedo en passant a che cosa serve il teatro, qual è la funzione della danza, l’arte ha un ruolo?

SBAM

Argomenti pesantemente triti e ritriti, sì. Ma di fatto, se passate tanto tempo seduti o in piedi tra il pubblico, prima o poi una domanda del genere ve la siete fatta.

Avrete anche abbastanza chiaro quale tipo di artista preferite, quale stile di rappresentazione. Preferite il dramma o la satira? La danza astratta o il racconto di una storia?

Pursuit of Happiness del Nature Theater of Oklahoma mette in crisi tutte le certezze maturate in proposito, osando all’inverosimile con una miscela alquanto originale.

I danzatori ultra tecnici della Enk-nap Company di Lubiana danno inizio a un intreccio modern western dove le risse alla Bud Spencer e Terence Hill si alternano a inaspettati momenti di profonda e patetica introspezione psicologica da parte dei personaggi, camicia a quadri e pochi denti.

Tutt’un tratto, però, il quadro si sconvolge: a bordo di un lascivo pullman della Redbull, gli interpreti di Enk-nap company in prima persona sono in arrivo a Baghdad, dove danzeranno per le truppe sia irachene che americane, scatenando impulsi omosessuali tra i soldati e salvandosi a malapena da una flotta di droni assassini.

Il tutto costantemente narrato dall’energico e sorprendente Bence Mezei, che dall’inizio alla fine di questa storia è sia voce narrante che parte attiva della narrazione insieme al resto del gruppo di danzatori, qui saltimbanchi.

Come avrete capito Pursuit of happiness è un mix abbacinante, che può stordire, ma come ogni esemplare del suo genere anche far pensare, sia per i contenuti che propone, sia per le forme e le soluzioni compositive. Emerge in controluce la visione assieme amara e auto ironica di un artista impotente, assuefatto a meccanismi di consumo e senza presa sui fatti del mondo.

Se l’accurata mescolanza di generi può essere un tocco da maestri, questa proposta del Nature Theater of Oklahoma lascia perplessi, soprattutto per l’uso iper esteso di una cifra “splatter-demenziale” che sbrodola troppo, togliendo forza alla riflessione intellettuale.

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