“Don Giovanni” a Wiesbaden

Ambienti metafisici e un seduttore da copertina

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Don Giovanni Wiesbaden
Nella foto Christopher Bolduc ©Karl & Monika Forster

Un Don Giovanni sfuggente e trasognato quello visto a Wiesbaden per l’ultima première di questa stagione dello Hessische Staatstheater.

Nicolas Brieger porta l’azione da Siviglia in un non-luogo fatto di pareti, ambienti e scale che ricordano vagamente per forme e colori certi paesaggi metafisici. Nello scenario quasi onirico costruito da Raimund Bauer, dove predomina il giallo limone, si dispiega tutto il catalogo delle pulsioni che muovono il dramma giocoso della premiata ditta Mozart/Da Ponte. Libido e desiderio, ma anche tenerezza e dedizione. Su questo sfondo asettico e rotante, anche i sentimenti dei protagonisti non sono sbalzati a tutto tondo e lasciano intravedere ambiguità e zone inesplorate. Donna Anna vorrebbe e non vorrebbe. Zerlina, maliziosa e ben portata in scena da Katharina Konradi, unisce la freschezza della gioventù a momenti quasi sadici, come nel duetto “Per queste tue manine”, una rarità

Don Giovanni Wiesbaden
Nella foto Ioan Hotea e Netta Or ©Karl & Monika Forster

quasi mai eseguita ai giorni nostri. Lo spettacolo di Wiesbaden è infatti un “ibrido” fra la versione del Don Giovanni che debuttò a Praga e la sua prima esecuzione viennese. Nei sei mesi che intercorsero fra le due rappresentazioni Da Ponte e Mozart rimaneggiarono libretto e spartito. Furono aggiunte tre arie, due delle quali (“Dalla sua pace” di Don Ottavio e “Mi tradì quell’alma ingrat” di Donna Elvira) sono entrate stabilmente nella prassi esecutiva, mentre quel duetto si ascolta ben di rado. I bei costumi baroccheggianti di Andrea Schmidt-Futterer, che a tratti rimandano la sfuggevole doppiezza dei carnevali in Laguna, aggiungono altre sfumature di indeterminatezza. A essere onesti ogni tanto sfugge il senso di questo Don Giovanni giocato fra reale e surreale, che ha avuto anche

Don Giovanni Wiesbaden
Nella foto Shavleg Armasi ©Karl & Monika Forster

delle contestazioni alla prima e che in qualche modo banalizza la tensione prometeica del dramma. Di sicuro non ci si annoia, grazie anche a qualche trovata osé e alcune gag come il catalogo delle conquiste tatuato sulla pelle di Leporello. E nel finale il regista tedesco apre una nuova prospettiva: Don Giovanni non è risucchiato nelle viscere della Terra ma internato in un ospizio. Quasi a dire che il seduttore seriale non lotta solo contro il superamento della banale condizione umana, ma anzitutto contro lo scorrere implacabile del tempo. Perdendo la battaglia. Un vero peccato che il baritono newyorchese Christopher Bolduc debba subire questa sorte. Supportato da un fisico da copertina e da virile

Don Giovanni Wiesbaden
Nella foto Ioan Hotea e Netta Or ©Karl & Monika Forster

energia interpretativa, restituisce bene le passioni di Don Giovanni con voce calda e sempre sicura. Ribaldo e accattivante il degno compare Leporello portato in scena da Shavleg Armasi. Voce solida, nell’aria del Catalogo deve procedere a uno strip per mostrate all’attonita Elvira i nomi delle conquiste che porta marchiati sulla pelle. Netta Or si appropria del ruolo dolente e delle colorature drammatiche di Donna Anna e esibisce voce ampia e ricca di colori. Heather Engebretson veste con intensità i panni di Donna Elvira, il personaggio femminile più complesso dell’opera; voce cristallina e recitazione infuocata ricreano tutta la rabbia, ma anche la vulnerabilità, del personaggio. Aggrazziato il Don Ottavio di Ioan Hotea che,

Don Giovanni Wiesbaden
Nella foto Christopher Bolduc, Heather Engebretson e Katharina Konradi ©Karl & Monika Forster

terminata “Dalla sua pace” (spostata da Brieger nel finale, dopo il rifiuto da parte di Donna Anna), si spara un colpo di pistola. Molto bene per voce ed espressività anche Daniel Carison, chiamato all’ultimo momento a impersonare Masetto. Potente il Commendatore di Young Doo Park. I tempi non affrettati imposti da Konrad Junghänel alla Hessisches Staatsorchester fanno risplendere tutto il fascino della partitura mozartiana.

Alla fine applausi calorosi per tutti i protagonisti della serata.

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SCHEDA

 

Don Giovanni

Wolfgang Amadeus Mozart (1756 – 1791)

Dramma giocoso in due atti. Libretto di Lorenzo da Ponte

Prima rappresentazione: 1787 a Praga

In italiano, con sottotitoli in tedesco.

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Direttore Konrad Junghänel

Regia Nicolas Brieger

Scene Raimund Bauer

Costumi Andrea Schmidt-Futterer

Luci Andreas Frank

Maestro del coro Albert Horne

Video Bibi Abel

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CAST

Don Giovanni Christopher Bolduc

Donna Anna Netta Or

Don Ottavio Ioan Hotea

ll Commendatore Young Doo Park

Donna Elvira Heather Engebretson

Leporello Shavleg Armasi

Masetto Benjamin Russell

Zerlina Katharina Konradi

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Chor des Hessischen Staatstheaters Wiesbaden, Hessisches Staatsorchester Wiesbaden

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