Il Sessantotto – Rassegna cinematografica

Dal 7 al 10 giugno presso il Chiostro Nina Vinchi, Milano

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Nell’ambito delle manifestazioni milanesi per i cinquant’anni dal 1968, il Piccolo Teatro, da domani, 7 giugno, fino a domenica 10 giugno, presenta un ciclo di film, a cura di Maurizio Porro e in collaborazione con la Fondazione Cineteca Italiana. In rassegna tre pellicole particolarmente significative – Uccellacci e uccellini di Pier Paolo Pasolini, La strategia del ragno di Bernardo Bertolucci e Prova d’orchestra di Federico Fellini – oltre a un montaggio di episodi tratti da celebri film collettivi, girati tra la metà degli anni Sessanta e la metà dei Settanta dai principali registi italiani. I film saranno proiettati all’aperto, nel Chiostro Nina Vinchi, utilizzando il Cinemobile messo a disposizione dalla Fondazione Cineteca Italiana.

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Il programma

giovedì 7 giugno 2018, ore 21.30

Introduzione alla rassegna a cura di Maurizio Porro

Proiezioni di film a episodi

La ricotta (episodio di P.P. Pasolini del film collettivo Laviamoci il cervello)

Renzo e Luciana (episodio di Mario Monicelli del film collettivo Boccaccio ’70)

Peccato nel pomeriggio (episodio di Elio Petri del film collettivo Alta infedeltà)

L’educazione sentimentale (episodio del film I mostri di Dino Risi)

La nobile arte (episodio del film I mostri di Dino Risi)

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venerdì 8 giugno 2018, ore 21.30

Uccellacci e uccellini

soggetto, sceneggiatura e regia Pier Paolo Pasolini (1966)

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sabato 9 giugno 2018, ore 21.30
La strategia del ragno
da un racconto di Jorge Luis Borges, regia Bernardo Bertolucci (1970)

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domenica 10 giugno 2018, ore 21.30
Prova d’orchestra
scritto e diretto da Federico Fellini (1979)

Tutti gli appuntamenti sono a ingresso libero

con prenotazione obbligatoria su www.piccoloteatro.org

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IL CINEMOBILE

Grazie al lungo e accurato restauro di Regione Lombardia e alla collaborazione di C.M.A.E. – Club Milanese Automotoveicoli d’Epoca, è esposto stabilmente dal 2016 presso il MIC – Museo Interattivo del Cinema il CINEMOBILE FIAT 618 del 1936, un furgone dotato di un proiettore per pellicole 35mm e diffusori di suono incorporati che aveva la funzione di portare il cinema nei paesi e nelle contrade che ne erano privi per far scoprire la magia del cinema.

Anni Trenta. Nelle case degli italiani la radio forniva informazioni, passava bella musica, intratteneva, riuscendo ad assolvere diverse funzioni e compiti. Le storie che si raccontavano al cinema erano rese ancora più accattivanti dalla possibilità di vedere immagini combinate con il sonoro. Ma le sale cinematografiche erano ancora poche, in molti paesi non ce n’erano proprio. Immaginate lo stupore delle persone di piccole province che scoprirono la magia del cinema grazie ai furgoni cinemobili, automezzi predisposti alla proiezione di pellicole di diverso genere, che giungevano nelle cittadine a mostrare l’enorme potenzialità di quello strumento espressivo.

Uno di quei veicoli era il Fiat 618 Cinemobile Sonoro del 1936, utilizzato dall’Istituto Luce prima durante il regime fascista, poi per oltre vent’anni sotto le direttive del Servizio Informazioni della Presidenza del Consiglio della Repubblica Italiana. Fra gli anni ’30 e gli anni ’60, il furgone, appositamente modificato per poterlo dotare delle apparecchiature audiovisive per la proiezione d’immagini, va in giro per l’Italia e grazie a un apparato sonoro “Balilla” e un cine-proiettore “Victoria V” per pellicole 35 mm, propone cinegiornali, documentari e film. Le immagini erano visibili grazie a uno schermo posizionato davanti al cofano motore e inserito all’interno di un telaio. Durante la Seconda Guerra Mondiale, il Cinemobile dovette interrompere la sua attività di cantastorie on the road, e nel 1944 il mezzo emigrò a Venezia e fu utilizzato dalla Repubblica di Salò. Dopo la Liberazione tornò a Roma, e riprese la sua attività per tutti gli anni ’50 e i primi anni ’60. La sua carriera s’interromperà nel 1964, quando viene abbandonato tra le carcasse di un cimitero d’auto alla periferia di Roma. Dopo vari passaggi di proprietà, nel 1996 viene acquistato da Regione Lombardia e restaurato ad opera della ditta bresciana Storicar nei primi anni 2000. Dal 15 ottobre 2016, il MIC- Museo Interattivo del Cinema è la sua nuova casa stabile.

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