4 e 5 luglio, Teatro Vascello, Roma

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LE CITTA’ PERDUTE (e ritrovate)

TEATRO VASCELLO

4 e 5 luglio 2018:

Ore 19.00 – NARIKONTHO. Voci oltre i confini.

Ore 21.30 – INDIDY, MAMADY e IL DONO

Asinitas onlus e Fabbrica dell’attore – Teatro Vascello porta in scena l’esito finale di due percorsi di laboratorio teatrale con gruppi eterogenei per lingua, nazionalità, età, formazione artistica.
Ancora un’esperienza di teatro comunitario, in cui all’interno di cornici sapientemente costruite ad andare in scena è l’incontro tra persone, nei loro corpi, nelle loro storie.
Con il sostegno della fondazione Altamane e con il contributo del MIBACT- Migrarti 2018.

NarikonthoNARIKHONTO-Voci oltre i confini
Uno spettacolo onirico, una costruzione drammaturgica che procede soprattutto per immagini e voci intrecciate a immagini, video e teatro d’ombra. Va in scena un gruppo di donne di Torpignattara, di diversa nazionalità, età e formazione artistica, che si è incontrato da gennaio a giugno.
Il lavoro si è dipanato a partire dalle fiabe del femminile, attraverso le ricerche di Marie Louise Von Franz e di Clarissa Pinkola Estes. 
Identificandosi con le protagoniste, estrapolando dalle fiabe i temi che sembrano antropologicamente universali, ma scoprendone le specificità culturali e soprattutto le risonanze personali in ognuna, ne è uscito un racconto corale dell’individuazione femminile: le fatiche, le lotte, ma anche il fuoco, la danza, l’amore, la ribellione. Il laboratorio è condotto dalla regista Emanuela Ponzano, affiancata da Viviana Dibert come assistente alla regia e arricchito con il teatro d’ombra espressivo, guidato da Virginie Ransart.  
Ruolo fondamentale hanno il canto e la danza attraverso laboratori a cura della mediatrice culturale ed artistica Sushmita Sultana del Bangladesh, cantante e ballerina, e di Daniela De Angelis, Arianna Consoli e Antonia Harper, cantanti, musiciste e pedagoghe musicali.

INDIDY, MAMADY E IL DONOINDIDY, MAMADY E IL DONO
Due giovani africani dopo un terribile viaggio arrivano sulla soglia di una città, in un posto “sacro” in cui sperano di poter restare, trovare riposo. Qui incontrano una strana umanità, chiassosa e multicolore, frivola e discorde, che discute della possibilità di accoglierli o rimandarli indietro. 
Gli “Ospiti” dichiarano di portare in dono qualcosa di buono alla città, ma esitano nell’esplicitare cosa.
All’interno del laboratorio di teatro comunitario di Asinitas onlus il lavoro, condotto da Alessandra Cutolo è partito dall’adattamento dell’Edipo a Colono di Sofocle per indagare, nell’urgenza della nostra contemporaneità, il tema dell’ospitalità, dello scambio, del dono, dell’ostilità verso l’estraneo, la diversa spiritualità, la delusione nel non aver trovato quanto si cercava, la relazione con le seconde generazioni.
La regista Alessandra Cutolo è affiancata da Patience Sare (miglior attrice Migrarti 2017). 
La musica è centrale grazie all’apporto di Matteo Portelli, musicista e compositore, e di Madya Diabaté, griot del Senegal e suonatore di kora, che porta all’interno del gruppo la tradizione dei cantastorie. 
La danza e il movimento scenico sono a cura di Angela Cocozza, danzatrice coreografa, insegnante e direttrice della scuola di danza Termini Underground e di Juru e Woody Hellen, ballerini e coreografi.

Per assistere alle rappresentazioni conclusive del laboratorio di teatro comunitario non è possibile acquistare biglietti al botteghino ma solo farsi sostenitori e promotori del progetto, attraverso una donazione ad Asinitas (maggiori informazioni qui)

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