Teatro dell’Opera di Roma, “La Bella Addormentata” all’insegna dell’eleganza

Successo per il sofisticato allestimento capitolino di Jean-Guillaume Bart, in replica fino al 23 settembre 2018 a Roma

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La Bella Addormentata
Foto di Yasuko Kageyama

È l’eleganza sofisticata la cifra stilistica che attraversa l’allestimento de La Bella Addormentata di Cajkovskij in scena al Teatro dell’Opera di Roma (fino al 23 settembre): la nuova produzione del teatro curata da Jean-Guillaume Bart, proposta nel 2017, torna con grande successo e si contraddistingue per una raffinatezza e un gusto tutto francese (tratto dalla fiaba di Perrault) mai gridati.

L’eleganza raffinata trasuda in ogni dove e senza spettacolarizzazioni gratuite, nell’armonia delle coreografie mai banali e ricche di passi d’insieme che finiscono per coinvolgere l’intero Corpo di Ballo (mai lasciato in secondo piano anche nella scelta di tante prime parti), nella pantomina, custodite e accolte dalle fiabesche e sontuose scenografie di Aldo Buti, tremendamente curate nei dettagli a restituire lo sfarzo architettonico dei palazzi, la bellezza delle sale, la ricchezza dei costumi (sempre di Buti) che attraversano la fiaba con tocchi fantasiosi, in bilico fra il Settecento e l’Ottocento.

Tutto è armonioso ed estremamente bello in questa Bella Addormentata con l’intento di ammaliare grandi e piccini, stupire lo spettatore, rapire l’attenzione fra la magnificenza eterea del primo atto, l’atmosfera onirica del scomodo atto (con tanto di cigno in stile Lohengrin- Lago dei cigni), l’atmosfera giocosa e fiabesca del terzo atto con tutti i personaggi delle fiabe di Perrault, fra cui l’Uccello Azzurro, il Gatto con gli Stivali e la Gattina Bianca, il Lupo e Cappuccetto Rosso, che rendono omaggio agli sposi.

Obiettivo dichiarato, e raggiunto di Bart, un esperto della Bella che in carriera ne ha ricoperto tutti ruoli, è stato quello di proporre una coreografia che tenesse conto diana maggiore unitarietà drammaturgica della vicenda, inserendo il proprio tocco personale nella rivisitazione non solo dei personaggi di contorno, ma intervenendo anche sulla Fata Carabosse, qui bellissima e seducente villain che danza sulle punte contraddistinta dalla classe dell’ étoile Alessandra Amato.

La protagonista Aurora resta sempre il cuore del balletto qui interpretata (per la prima volta a Roma) da un ospite d’eccezione, la magnifica Marianela Nuñez, principale dancer della Royal Opera House, incantevole tecnicamente, un’Aurora brillante e radiosa. Accanto a lei, a formare una coppia veramente regale, il principe Désiree che gode di maggiore autonomia soprattutto nel secondo atto di Bart e interpretato in tutta la sua eleganza dal russo Vladislav Lantratov in forza al Bolshoi, fisco da principe, alto, snello, prestante e arrivato a sostituire l’infornato e annunciato Vadim Muntagirov dal Royal Ballet di Londra).

Intanto i cast di solisti sono diventati tre: alla coppia di ospiti Marianela Nuñez e Vladislav Lantratov (in scena per la prima e la prima replica), si alternano Susanna Salvi-Claudio Cocino (nelle repliche del 18, 20, 21 e 23), consolidata coppia del teatro romano e Flavia Stocchi e Michele Satriano (19 e 22 settembre).

Incantevole il terzo atto con tutti i solisti per uno spettacolo che si appresa a diventare uno degli zoccoli duri della compagnia del teatro capitolino e che ha già ottenuto un grande successo nella tournée di maggio a La Fenice di Venezia.

Un successo assicurato trainato dalla musica di Cajkovsky ben diretta dal francese Nicolas Brochot alla guida dell’Orchestra del Teatro dell’Opera. Ultime repliche stasera, il 21 (ore 20), sabato 22 (ore 18), domenica 23 (ore 16.30). Info su www.operaroma.it

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