Kirill Petrenko e la Bayerisches Staatsorchester in concerto

Il 17 ottobre al LAC, Lugano

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Kirill PetrenkoIl secondo concerto sinfonico della stagione LuganoMusica, in programma mercoledì 17 ottobre 2018, è affidato alla bacchetta di Kirill Petrenko, alla guida della Bayerisches Staatsorchester, e al violino di Patricia Kopatchinskaja. In programma il Concerto per violino di Schönberg e la Sinfonia n. 2 in re magg. op. 73 di Brahms.

Il debutto di Petrenko al LAC con la Bayerisches è l’unico concerto fuori sede con questo programma, lo stesso del secondo Academiekonzert in cartellone per la stagione della Staatsoper di Monaco.
Petrenko, che si appresta ad assumere l’incarico di direttore musicale della prima orchestra tedesca, si è distinto per il suo lavoro con la Bayerisches Staatsoper, con cui collabora dal 2013 e con la quale ha approfondito il repertorio centro-europeo e contemporaneo: da
Die Frau ohne Schatten, Lulu, Il Trittico di Puccini e South Pole di Miroslav Srnka a Mahler, Strauss, Ligeti e Brahms. Il «direttore famoso più sconosciuto al mondo», come lo ha definito Die Welt, si è dedicato soprattutto all’opera, è stato direttore musicale del Meininger Theatre, e ha all’attivo pochissime incisioni discografiche. La qualità delle sue esecuzioni è tale da essergli valsa la nomina di direttore musicale dei Berliner Philharmoniker già nel 2015, con tre anni di anticipo dal termine del suo attuale incarico.

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Patricia Kopatchinskaja, moldava di nascita e svizzera d’adozione è vincitrice, tra l’altro, del Gran Premio svizzero di musica nel 2017. Conosciuta per la naturalezza e l’immediatezza espressiva delle sue interpretazioni, «toccanti, ipnotiche e un poco folli: come tutto quello che fa» (The Times) Patricia Kopatchinskaja ha fatto suo un repertorio vasto e attento al contemporaneo, in cui spiccano le esecuzioni del concerto per violino di Ligeti e DoReMi di Peter Eötvös.
Per il suo concerto al LAC si misura con il concerto per violino di Schönberg, brano complesso della letteratura per lo strumento, tale da creare, secondo lo stesso compositore, «la necessità di un nuovo genere di violinista».

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