Ruy Blas. Quattro quadri sull’identità e sul coraggio

Dal 25 al 28 ottobre al Teatro Fontana, Milano

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Ruy Blasadattamento dell’opera Ruy Blas di Victor Hugo

regia Marco Lorenzi

con Yuri D’Agostino, Francesco Gargiulo, Barbara Mazzi, Anna Montalenti, Alba Maria Porto, Angelo Maria Tronca

visual concept Eleonora Diana
uno spettacolo di Il Mulino Di Amleto
in collaborazione con Kataplixi Teatro

in coproduzione con  Tedacà e TPE – Teatro Piemonte Europa

con il contributo di SIAE Sillumina – Copia privata per i giovani, per la cultura

Spettacolo riservato ad un max di 60 spettatori a replica

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‹‹Affrontare i classici come fossero testi contemporanei e i testi contemporanei come fossero testi classici››. Su questo percorso si muove Il Mulino di Amleto, considerata una delle più importanti compagnie under 35 della scena piemontese, ospite del Teatro Fontana con due produzioni entrambe realizzate assieme a TPE – Teatro Piemonte Europa e dirette da Marco Lorenzi: “Ruy Blas. Quattro quadri sull’identità e sul coraggio” (dal 25 al 28 ottobre) da V. Hugo e “Platonov. Un modo come un altro per dire che la felicità è altrove” (dal 6 al 18 novembre) da A. Cechov, quest’ultima co-prodotta con Elsinor Centro di Produzione Teatrale. Due produzioni molto diverse tra loro, due riletture che evidenziano la forte attenzione che la Compagnia rivolge alla messa in scena di testi poco esplorati, così come al lavoro d’attore e di regia.

Un grande classico del teatro francese (l’ultima messa in scena fu quella di Luca Ronconi nel ’96), è Ruy Blas qui interpretato da Yuri D’Agostino, Francesco Gargiulo, Barbara Mazzi, Anna Montalenti, Alba Maria Porto, Angelo Maria Tronca, visual concept Eleonora Diana, realizzato in collaborazione con Kataplixi Teatro, in coproduzione con Tedacà e TPE – Teatro Piemonte Europa, con il contributo di SIAE Sillumina – Copia privata per i giovani, per la cultura.

Il Mulino di Amleto e Kataplixi Teatro, diretti da Marco Lorenzi, entrano nel cuore del melodramma ottocentesco e rispolverano per il pubblico – collocato sui tre lati dello spazio scenico – un testo che si rivela una viva e raffinata riflessione sul senso d’identità.

Sullo sfondo di un mondo che è sul punto di crollare, il dramma di Ruy Blas racconta la storia di un alto funzionario della corte spagnola che, per vendicarsi della Regina, tesse un inganno scambiando l’identità del proprio servo Ruy Blas con quella del nobile Don Cesare, per poi introdurlo a Corte. Ruy Blas, ignaro degli intenti del suo padrone Don Sallustio, accetta lo scambio e veste i panni di Don Cesare perché́ è l’unico modo, per lui, di avvicinarsi alla Regina di cui è profondamente innamorato. Ruy Blas è la storia di un uomo che si ritrova a rivestire un ruolo e un nome non suoi riuscendo, grazie a questo inganno, a utilizzare al meglio le sue qualità̀, i suoi valori e ad avvicinarsi a un amore altrimenti impossibile. Il cuore di questo progetto è il piacere e l’emozione di mettere in dialogo e in cortocircuito tra loro un testo teatrale così (apparentemente) lontano da noi con la tecnologia e le forme che il teatro contemporaneo ci mettono a disposizione. È un dialogo tra Victor Hugo e gli uomini di oggi.

Nella prefazione, scritta pochi giorni dopo il debutto trionfale di Ruy Blas nel 1838 a Parigi, Victor Hugo distingue gli spettatori in tre categorie a seconda che siano più attratti dall’azione, dalla passione, oppure dal pensiero e dalle idee. Volendo descrivere il testo in base a queste tipologie elementari si potrebbe affermare che Ruy Blas è un’opera completa, capace di soddisfarle tutte. È un dramma d’azione nel piano ordito da un potente ai danni della regina. È passionale perché racconta una storia d’amore impossibile.

Il vero protagonista in realtà è la Storia nel suo procedere amaramente cieco e inarrestabile che assume il ritmo, le proporzioni, la solennità di un trapasso epocale. Niente di quanto accade in Ruy Blas avrebbe senso e sarebbe davvero possibile se non si svolgesse dentro il processo di dissoluzione di uno stato e di una civiltà.

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NOTE DI REGIA

Questo Ruy Blas è un atto politico – scrive il regista Marco Lorenzi – perché rimette al centro l’importanza del “tempo della ricerca e della creazione”. È un incontro con il pubblico delicato, diretto e profondo. Il nostro Ruy Blas è un riappropriarsi di un mestiere ricco e pieno di senso come quello dell’attore. È una lezione di scherma, di ballo, poesia. È una vertigine… Ci siamo innamorati dell’importanza e della centralità del lavoro sulla lingua, sul verso, sulla rima che ci ha spinto a cercare e a imparare come gestire un linguaggio così difficile, ma contemporaneamente bello e ricco di senso. Sono convinto che solo se ti sforzi di guardare dentro certe cose puoi rimanere abbagliato dalla loro luce. Infine, è stato importante avvicinarci a Hugo con la coscienza (e incoscienza) di un gruppo di giovani e spericolati artisti che vivono nel mondo di oggi. Questo ci ha fatto scoprire come il Ruy Blas è anche una raffinata indagine sul senso dell’identità: chi sono io, sono il mio nome? Sono il mio ruolo sociale? Sono le mie azioni? Sono tutto questo contemporaneamente? Già, l’identità… Goethe scriveva che “ciò che hai ereditato dai padri, riconquistalo se vuoi possederlo davvero” ecco, quello che davvero desidero è che questo progetto sia per noi una riconquista coraggiosa di ciò che abbiamo ereditato dai nostri “padri”.

Con la forza di metterlo in discussione e di farlo nostro davvero. Per fare tutto questo abbiamo scelto di partire completamente da “zero”, ovvero di riportare l’attore, con la sua forza, la sua umanità e la sua purezza al centro di tutta la nostra ricerca. Abbiamo scelto di eliminare ogni forma di scenografia posticcia e anacronistica, e di partire da uno spazio vuoto per invaderlo con grazia con i nostri corpi e con le nostre voci. Abbiamo scelto di eliminare ogni forma di “distanza” con il pubblico, sia spaziale che temporale. Il pubblico è collocato intorno allo spazio scenico, su tre lati, per immergerlo nella storia e nelle passioni degli attori.

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INFORMAZIONI

INFORMAZIONI E BIGLIETTERIA

Dalle 09:30 alle 18.00
da lunedì a venerdì

+39 02 6901 5733

biglietteria@teatrofontana.it

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ORARI

giovedì, sabato ore 20.30

domenica ore 16.00

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PREZZI

Intero 19 euro

Ridotto over 65/under 14 9.50 euro

Convenzionati e studenti universitari 14 euro

Prevendita 1 euro

Ritiro Biglietti

dalle 15:00 alle 18:00
da lunedì a venerdì

La biglietteria apre due ore prima dell’inizio dello spettacolo. Ritiro entro 45 minuti prima dell’inizio dello spettacolo.

Quartiere Isola

VIA GIAN ANTONIO BOLTRAFFIO, 21
20159 MILANO
+39 02 6901 5733

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