In memoriam di Patrice Chéreau

"Elektra" di Strauss in scena al Teatro alla Scala di Milano fino al 29 novembre 2018

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Elektra
Foto di Brescia e Amisano

Il colpo di scena è parte integrante e fondamentale dell’opera e del teatro.

Sono ormai tutti conosciuti e spetta, ormai, alla regia vestirli continuamente di nuovo.

Ma il migliore colpo di scena rimane quello prima dello spettacolo.

Tende tirate, luce sul palco, esce qualcuno che dice “Signori, il direttore d’orchestra è indisposto”.

Sono nate intere carriere su questa semplice frase.

La gestione Pereira, sfortunatamente, ci ha anche abituato agli annunci pre-spettacolo con la defezione o l’indisposizione di quel cantante o di quell’interprete o addirittura di orchestrali imbottigliati nel traffico.

Questa volta però l’assenza è di quelle pesanti.

Il M° von Dohnányi, classe ’29, dopo la prima del 4 novembre non si è sentito bene ed è ritornato in Austria sul consiglio dei medici curanti per un controllo.

Ci sono opere che bene o male i direttori hanno in repertorio e una sostituzione, nonostante il poco preavviso, è fattibile.

L’Elektra di Strauss non è sicuramente fra queste ma nella tempesta, solo i più audaci hanno anche fortuna.

Markus Stenz impegnato nelle fatiche della prima mondiale di Kurtag Fin de Partie (in Scala dal 15 novembre) fortunosamente l’aveva diretta ad Amsterdam non più di cinque mesi fa.

Dato movente e occasione, la risoluzione del mistero è presto chiarita.

Dirigere un’opera che non si è costruito in sede di prova non è facile, troppo ciò che si può finire con lo sbagliare, troppo pochi i meriti sull’effettivo risultato artistico.

Per questo non trovo ardito nel giudicare la prova del direttore pienamente riuscita. Nonostante gli occhi incollati alla partitura, non sono mai mancati gli attacchi essenziali a cantanti e strumentisti e se anche alcune dinamiche e alcuni assiemi non sono risultati al meglio, non credo si potesse sinceramente pretendere di più.

L’asettica regia di Patrice Chéreau, a cinque anni dalla scomparsa e a quattro dall’esordio di questa sua ultima firma operistica al Piermarini, accompagna la storia e le masse sonore più che volerci raccontare qualcosa. Se ciò aggiunge ancora più forza alla musica risulta poco efficace in alcune scene come la pazzia finale in cui la danza delirante che porta alla morte della protagonista dovrebbe avere un carattere tarantolato.

Questa assenza di sfoghi, con eccezione del grido di morte di Clitennestra, toglie quel potere catartico che invece tanta importanza aveva per i greci. Sfogo che comunque non trova mai un vero e proprio sbocco neppure nella musica di Strauss nel suo continuo fluire di temi e richiami.

L’ottima scelta del cast ha comunque agevolato lo scorrere musicale (nonché le coronarie del direttore sostituto).

Ricarda Merbeth dipinge una Elektra forse teatralmente più calcolatrice che invasata, sempre precisa e a suo agio nella tessitura medio-alta straussiana. Per un personaggio praticamente sempre presente sulla scena non è cosa da poco.

Unica superstite del cast del 2014 Waltraud Meier, Klytämnestra, che con mestiere caratterizza il suo ruolo per sensibilità e interpretazione, scontrandosi però alcune volte con i volumi orchestrali.

La Chrysothemis di Regina Hangler ruba la scena di comprimari e protagonisti con una voce piena ma mai debordante che riesce a rompere il muro orchestrale e arrivare anche agli ordini superiori del teatro. Paga dal punto di visto scenico la semplicità delle azioni registiche

Michael Volle, Orest, è probabilmente quello che più impersonifica le scelte sceniche tratteggiando un personaggio granitico e freddo che si concede rari momenti di slancio emozionale in cui però il pathos è estremamente efficace.

Ben inseriti i restanti personaggi fra cui l’Aegisth di Roberto Saccà e il Der Pfleger des Orest di Frank van Hove.
Applausi per tutti, in particolar modo per Stenz, a fine opera.

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Mercoledì 7 novembre, Teatro alla Scala, Milano

Elektra

Tragedia in un atto

Libretto | Hugo von Hofmannsthal

Musica | Richard Strauss

Direttore | Markus Stenz

Regia | Patrice Chéreau (ripresa da Peter Mc Clintock)

***

Scene | Richard Peduzzi

Costumi | Caroline de Vivaise

Luci | Dominique Bruiguière (ripresa da Marco Filibeck)

***

CORO e ORCHESTRA DEL TEATRO ALLA SCALA

Maestro del Coro | Alberto Malazzi

***

Personaggi ed interpreti principali

Klytämnestra | Waltraud Meier

Elektra | Ricarda Merbeth

Chrysothemis | Regine Hangler

Aegisth | Michael Volle

Orest | Riccardo Saccà

Der Pfleger des Orest | Frank van Hove

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