“I Puritani” a Francoforte

Un Requiem per Bellini. Lo spettacolo è andato in scena all'Opera di Francoforte

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Iurii Samoilov (Sir Riccardo Forth; in basso al centro, con camicia bianca e gilet) e Ensemble dell’Oper Frankfurt. Foto di Barbara Aumüller

Uno spettacolo coraggioso quello costruito da Vincent Boussard per la nuova edizione de I Puritani dell’Opera di Francoforte. Il regista francese intreccia le emozioni amorose al tempo della guerra civile inglese con la vicenda biografica dello stesso Bellini. Il sipario si alza sulla Parigi del 1835, anno della morte tuttora misteriosa del compositore. In un clima spettrale una creatura notturna, la statuaria Sofia Pintzou, vampirizza il musicista (sorta di contrappasso per un tombeur des femmes quale era il catanese) che precipita esangue sotto il palcoscenico. Segue la cerimonia funebre per Bellini. Tutto si svolge al centro di un teatro in rovina, con tre ordini di archi vuoti e diroccati che racchiudono la scena e fanno poi da cornice alle passioni di Elvira, Arturo e Riccardo. Scorrono sui muri bruciati le immagini del Père-Lachaise. Una scena crepuscolare in cui si aggirano messieurs in redingote e cilindro e mesdames vestite in tutti i toni del rosso.

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John Osborn (Lord Arturo Talbo) e Brenda Rae (Elvira). Foto di Barbara Aumüller

Splendidi i costumi ricchi e fantasiosi preparati da Christian Lacroix. Nell’ordito elegante intessuto da Boussard e dal suo team si rischia di smarrire la trama del libretto di Carlo Pepoli. D’altra parte la forza del capolavoro belliniano non sta certo nel plot piuttosto banale (il tenore e il soprano si amano contrastati dal baritono con happy end finale) quanto nella potenza drammatica e nell’eleganza dello spartito e nei raffinati (e ardui!) virtuosismi vocali. E si è ripagati con dovizia dal lussuoso impatto visivo e dalle tre ore abbondanti di musica. L’ultimo capolavoro belliniano è un’autentica vetrina del belcanto nella sua espressione più alta; parole e musica si sposano alla perfezione e ci si lascia cullare dalle melodie infinite, dalle colorature, dal luminoso fluire dei legati.

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Kihwan Sim (Sir Giorgio) e Brenda Rae (Elvira). Foto di Barbara Aumüller

Musicalmente è una gran serata, con i protagonisti che affrontano con piacevole sicurezza le asperità della partitura. Brenda Rae disegna un Elvira di grande significato drammatico. Sempre precisa nel registro acuto e nelle agilità, ogni aria è un autentico piacere, a cominciare dagli accenti lieti della cabaletta “Son vergin vezzosa”. Il soprano, al suo debutto nel ruolo, unisce alla brillantezza vocale anche una gestualità che rimanda con precisione i traumi di un’anima spaventata e ferita. Il tenore americano John Osborn si conferma una star del belcanto e restituisce un Arturo di rara intensità, con voce solidissima anche nelle note di altezza stratosferica previste dalla parte. E le arie del tenore sono sempre sottolineate dal gradimento della platea, a partire dalla cavatina di ingresso “A te, o cara”. Ottima anche la dizione. Completano il quartetto dei protagonisti il basso Kihwan Sim nei panni del buon zio Giorgio e il baritono Iurii Samoilov che presta voce e gesto a Riccardo Forth. I due, entrambi membri dell’ensemble di Francoforte, sfoderano una bella vocalità belcantistica, particolarmente apprezzata nel duetto del secondo atto (“Il rival salvar tu devi”), in cui si confrontano il furore geloso e la pacata saggezza. Encomiabili anche i comprimari, con una menzione particilare per la Enrichetta di Francia di Bianca Andrew, e il coro, al solito ottimamente preparato da Tilman Michael.

Alla fine della serata applausi convinti del pubblico.

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I PURITANI

Vincenzo Bellini (1801-1835)

Opera seria in tre atti

Libretto Carlo Pepoli

Prima rappresentazione 24 gennaio 1835, Théâtre-Italien, Parigi

Una co-produzione con l‘Opéra Royal de Wallonie, Liegi

In italiano con sovratitoli in tedesco e inglese

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Direttore Tito Ceccherini

Regia Vincent Boussard

Scene Johannes Leiacker

Costumi Christian Lacroix

Video Isabel Robson

Luci Joachim Klein

Maestro del Coro Tilman Michael

Drammaturgia Zsolt Horpácsy

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CAST

Elvira Brenda Rae

Lord Arturo Talbo John Osborn

Sir Riccardo Forth Iurii Samoilov

Lord Gualtiero Valton Thomas Faulkner

Sir Giorgio Kihwan Sim

Sir Bruno Roberton Michael Porter

Enrichetta di Francia Bianca Andrew

Una donna Sofia Pintzou

Coro della Oper Frankfurt

Frankfurter Opern- und Museumsorchester

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