Le storie non sono tutte uguali

Giocare con i classici per raccontare la storia sempre attuale del coraggio di crescere e di assumersi delle responsabilità

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Luna delle mie brameSpettatori, lettori, ascoltatori sono tutti accaniti consumatori di storie nell’opinione di Giorgia Goldini, autrice, regista e interprete del magnifico Luna delle mie brame che tocca lo stage della Casa Teatro Ragazzi di Torino nel periodo natalizio.

Tutti “esperti”, a suo parere, proprio perché saturi delle storie classiche trasmesse dai media più disparati e delle storie più recenti che a quelle classiche si ispirano, inevitabilmente. La favola di Goldini nasce come uno spin-off di un classico come Cappuccetto Rosso, raccontando la vicenda inedita della sorella K (in riferimento al color cappuccino del suo cappuccetto, perché il tessuto rosso “era finito”), afflitta da complessi di inferiorità rispetto alla familiare di cui da decenni si raccontano le peripezie: «Le storie non sono tutte uguali», avvisa la nostra a introduzione della sua storia.

Così quello che inizia come un remix della favola di Cappuccetto Rosso abbandona i personaggi del Lupo Cattivo e della Nonna, mantenendo però l’ambiente iniziale del bosco per inserirvi i personaggi classici della Strega Cattiva e dell’Assistente Gobbo – macchiati del crimine orrendo e improbabile del furto della luna dal cielo. La narrazione assume piuttosto i toni del cross-over, muovendosi tra l’originale avventura di K e le storie che si rincorrono nella girandola di noti personaggi fiabeschi (Cenerentola, Biancaneve, Bambi…)

One woman show per una Goldini che non ha alcun bisogno di sottrarsi alla platea per cambiare costume e personaggi: il palco diventa allo stesso tempo il suo camerino e la sua sala di prova, animandosi con i pochi ed efficaci oggetti di scena che da soli riescono a ricreare l’ambientazione. Ma tra tutti gli oggetti scenici, il ruolo predominante è certamente quello della luna, vittima passiva della malefatta dei “cattivi” di turno, la cui scomparsa dal cielo stravolge gli antefatti delle storie classiche, già ampiamente conosciute dagli spettatori svezzati.

(L’imprevista assenza dell’unico satellite della Terra comporterebbe effettivi scompensi per la vita sul pianeta, ci spiega una Goldini in veste di divulgatrice scientifica sulle note dell’Aria sulla Quarta Corda di Bach)

La favola di K trova il suo sviluppo e il suo intreccio amalgamandosi con altre storie conosciute, raccontandone il difficile percorso della sua maturità attraverso la presa di consapevolezza del proprio posto nel mondo (nonostante l’ingombrante paragone con la sorella famosa) e l’accettazione delle proprie scomode responsabilità (nientemeno che il salvataggio della luna rapita). Il continuo riferimento alla tradizione narrativa dei “classici” non è dunque soltanto il pretesto per ironizzare e divertire, quanto piuttosto il ponte per un epilogo pieno di quella particolare miscela di morale e poesia.

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Luna delle mie brame

di e con Giorgia Goldini

collaborazione alla messa in scena Rebecca Rossetti

costumi Agostino Porchietto

scenografia Lucia Giorgio

luci Bruno Pochettino

sound designer Niccolo’ Bosio

produzione Fondazione TRG Onlus

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