Eva – Diario di una costola

In scena fino al 13 gennaio 2019 al Teatro Brancaccino di Roma

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Eva - Diario di una costolaCamminando tra gli odori arabeggianti e i volti delle vie del quartiere Esquilino di Roma, raggiungiamo il Teatro Brancaccino, una piccola costola del Teatro Brancaccio che si apre al secondo piano della sua maestosa presenza. Passando per piante sempre verdi e per tendaggi rossi, arriviamo in una sala accogliente in cui uomini e donne si preparano per uno spettacolo leggero che già dalla prima intonazione si fa riconoscere come uno show che sicuramente se la manderà a dire.

Rita Pelusio, attrice e commediografa dell’opera, non si fa attendere, e con la forza di un toro, entra nel suo Eden fatto di prato verde (tagliato al punto giusto per l’occorrenza), fiorellini di campo, sfondo azzurro e parrucche, tante splendide parrucche, dai molti colori e dalle indicibili forme che di pudico e di brava signorina hanno ben poco. Entriamo nel suo mondo, e dalla sua entrata fatta di sottoveste color rosa antico e cappello stile preservativo di Woody Allen [riferimento al film Tutto quello che avreste voluto sapere sul sesso* (*ma non avete mai osato chiedere)] comprendiamo che ciò che stiamo andando a vedere è già di per sé un atto di disobbedienza comica al pubblico decoro che mai e poi mai avrebbe approvato quella sottoveste color rosa antico tanto nonnina anni ’30.

Eva diario di una costola è un monologo sì comico, ma senza dubbio politico, che si muove nella scrittura-confessione che una donna fa al proprio diario lungo il corso di sette giorni in cui cresce e si rinnova andando a vivere la vita di sette donne diverse. Rita Pelusio interpreta un’adolescente in crisi che chiede al padre una struttura a cui potersi ribellare, un punto di riferimento da poter destrutturare a partire dalla sua identità in formazione; diviene poi una donna che si confronta con la sua prima gravidanza e con tutto il peso che alla madre viene dato rispetto all’educazione di un figlio maschio, che con estremo dolore euforico scopre di aspettare; si trasforma poi in una donna in carriera (ma la Bibbia non aveva dato agli uomini il compito di lavorare con il sudore?) sommersa di appuntamenti di lavoro, pretese erotiche da parte del marito, richieste d’attenzione supplicate dai figli e sensi di colpa dovuti ad un sistema da cui viene scelta e a cui non si ribella. Sono molti già da questi primi sketch fatti di profondità e aperture, le riflessioni che con estrema leggerezza ed ironia, questa splendida clown rimanda allo spettatore, portando sul palco le ombre di una società che spinge ai margini donne il cui mestiere è il più antico del mondo; donne da una sessualità divergente, donne ribelli di fronte al limite d’età posto all’amore, e ad una sessualità che morde quella mela per riprendersi il gusto della propria esistenza.

Vi è in quest’ora di comicità una serietà e, al tempo stesso, una psichedelia trash che colpisce per l’argutezza di pensiero e di battute semplicemente colte che questa Tonyo Cartonio al femminile porta sul palco, andando a scardinare ad una ad una tutte quelle retoriche di pensiero a cui siamo abituati: “Come fanno sesso due donne? Chi è il maschio e la femmina?” per parlare di alcune delle tematiche emerse; entriamo in questo modo, attraverso questo spettacolo, in una bellissima testimonianza di Teatro Civile che sceglie da che parte stare su tematiche calde quali la pedofilia all’interno della Chiesa, il matrimonio per le persone gay, l’amore che si sviluppa in tarda età, l’altare della perfezione che viene richiesto ad ogni donna-oggetto… Il tutto con una dolcezza irriverente, ed uno sguardo gioioso che mai annoia, e anzi rincara la dose con un’esuberanza sagace e una brillantezza spadaccina con la quale l’attenzione dello spettatore si sposta da una parrucca ad un’altra, da un travestimento al successivo fino a tornare a sé nel senso più puro che con questa mela, questa umana e forte donna ci lascia. Che dire di più? Molto e molto altro, ma non vogliamo dirvi troppo, vi rovineremmo la bellissima sorpresa.

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Credits:

Con Rita Pelusio

Testi Rita Pelusio, Alessandra Faiella, Marianna Stefanucci, Riccardo Piferi

Regia di Marco Rampoldi

Produzione di Pem Habitat Teatrali

Video Promo: https://www.youtube.com/watch?v=UuzQCu0otGI&fbclid=IwAR2IzUNzCnjA8Py5KqrETnhv3iSP20gTeG9mB7u4NFd5yQ0lj3I5McmS760

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