Abbiamo davvero bisogno di educazione

Il laboratorio di teatro-comunità di assaiASAI riflette sull’incomunicabilità che deriva dall’iperconnessione del Web

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BRICKS
Foto di Nicola Nurra

Una drammaturgia collettiva, partecipata e pervasiva, quella che il laboratorio teatrale dell’ASAI – Associazione di Animazione Interculturale di Torino ha proposto al pubblico del Teatro Astra il 19 febbraio – in replica al Teatro Gobetti il 25 marzo: un lavoro collettivo di interpretazione e interazione scenica, coordinato dalla regia di Paola Cereda e abbellito dalla costruzione scenica supervisionata da Massimo Bracco e dall’allestimento illuminotecnico di Agostino Nardella.

Il tema esplorato nella fase di progettazione laboratoriale è quello mai così attuale delle mura (muri fisici: confini politici e cortine di cemento armato; muri psicologici: invalicabili recinzioni individuali che si ergono nel nome di un’esigenza di privacy sempre più incalzante). Il muro che cantava Roger Waters a proposito dell’incapacità di comunicare tipica del contemporaneo, cui antidoto era, per i Pink Floyd, il rifiuto di un’educazione imposta da una cultura egemone e totalizzante.

Lo spettacolo BRICKS – Oltre i muri del web nasce quindi come osservazione/imitazione di quella “rete” che altro non è che un’imitazione della vita sociale, restituita alla scena nella schiera del teatro comunità ispirata al lavoro di Augusto Boal. La riflessione su quella rete di (iper)connessioni provoca il suo restringimento, rivelandone i rigidi compartimenti che i “navigatori” di Internet non vedono, gli altissimi muri che mantengono nettamente separate identità e alterità.

La forza evocatrice della scena riesce a colorare un ambito astratto come la comunicazione online, non soltanto per l’indubbio merito dell’ambientazione sonora progettata da Andrea Chenna e dei costumi disegnati da Barbara Colognese, ma anche e soprattutto per le diversità sociali, culturali e generazionali coinvolte nella pièce. Sul palcoscenico prendono forma le rappresentazioni delle banali interazioni tra utenti di Social Networks e propagatori di Fake News, tra personaggi alienati dagli smartphones e viaggiatori spinti da desiderio di scoperta o da bisogno di riscatto; del muro che l’Europa erige intorno a se stessa per isolarsi dal resto del mondo; temi caldi e difficili, affrontati con la profondità delle invenzioni sceniche proprie del teatro povero (spesso è la sola presenza degli attanti a costituire la scenografia), con la leggerezza dell’avanspettacolo e di un gusto talvolta affine al musical.

Le molte diversità portate in scena appaiono certamente assottigliate da un comune riferimento ambientale, quel terreno virtuale che siamo abituati a chiamare Web. Ma i muri abbattuti dal Web vengono presto sostituiti da muri ulteriori, i muri dell’ignoranza e della serena accettazione dei fatti per come si presentano: quando la cultura egemone persuade le persone ad accontentarsi delle apparenze, la rivendicazione di Roger Waters e dei Pink Floyd della loro indipendenza rispetto a un’educazione imposta diventa un grido disperato, in cerca di un’educazione che la banalità del Web sembra volerci negare.

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BRICKS – Oltre i muri del web

drammaturgia collettiva a cura di assaiASAI

regia di Paola Cereda

aiuto regia Erika La Ragione

costumi Barbara Colognese

suoni originali di Andrea Chenna

disegno luci e tecnica Agostino Nardella

consulenza al movimento di scena Gabriella Cerritelli

scenografia di Massimo Bracco e ragazzi tutti

 

 

 

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