Dentro Caravaggio

L’esperimento di “immersività teatrale” del Progetto Zoran premia le interpreti e gli spettatori

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Enigma CaravaggioAlla Casa del Teatro Ragazzi e Giovani si promuove l’innovazione. I linguaggi scenici sono costantemente pervasi di messe in discussione e sperimentazione, nella ricerca di un contatto più immediato con il pubblico: non deve stupire che sul palco della Casa sia apparso un progetto particolare come Enigma Caravaggio, prodotto dalla compagnia del Progetto Zoran per testo e regia di Marco Ivaldi. In questo poliziesco, che si colloca a metà tra la costruzione scenica multimediale e il format della “cena con delitto”, i personaggi dello spettacolo fanno parte del pubblico: la platea, per l’occasione, viene chiamata a immedesimarsi in un’aula universitaria.

Il teatro immersivo del progetto Zoran sceglie di raccontare un mistero e di svelarne la plausibile soluzione dotando il suo pubblico degli strumenti concettuali necessari alla comprensione dei “fatti” (siano essi fatti reali, verosimili o totalmente inventati: nel caso di Enigma Caravaggio si tratta comunque di un’accurata ricostruzione storica). L’interazione con il pubblico genera quindi la consueta e immancabile ilarità, tipica di un certo teatro destinato ai più giovani, contrastando con la ferma, solida serietà delle interpreti Chiara Cardea e Silvia Mercuriati.

Il corso universitario sui metodi di ricerca investigativa lascia parecchio spazio al coinvolgimento degli spettatori, ma il loro ingresso forzato nella drammaturgia non è mai fine a se stesso. La metodologia di ricerca sul luogo del delitto viene applicata al caso – riaperto dopo circa quattro secoli – del ritrovamento del corpo esamine di Michelangelo Merisi, al secolo il Caravaggio. In più momenti viene insinuato il dubbio assurdo che il colpevole sieda tra gli spalti, esaudendo la formula poliziesca del lettore/assassino che, secondo il gruppo dell’Oulipo e Umberto Eco, rimane l’unica soluzione narrativa a non essere stata mai affrontata.

Una lezione di storia dell’arte segue quella di criminologia, ripercorrendo gli scandali e le riforme artistiche di uno dei più importanti artisti dell’epoca, grande innovatore del linguaggio rinascimentale e iniziatore della nuova corrente barocca. Eppure, le circostanze della sua morte non sono mai state chiarite: Michelangelo Merisi morì di malattia o fu assassinato?

Cardea e Mercuriati tentano una risposta, ricostruendo il carattere dell’artista eversivo attraverso una perizia grafologica che ne conferma l’indole combattiva; analizzandone le opere, per riscontrare nel tema morboso della decapitazione (che si ripresenta continuamente nell’ultimo periodo) l’annuncio certo di una morte violenta. Le conclusioni delle interpreti possono a buon diritto chiudere il caso della morte di Caravaggio, ma la sua riapertura ad ogni nuova replica dello spettacolo continuerà ad assicurare agli spettatori un mistero affascinante e un grado di coinvolgimento raro e prezioso.

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Enigma Caravaggio

drammaturgia e regia Marco Ivaldi

con Chiara Cardea, Silvia Mercuriati

scena e visual concept Eleonora Diana

fonica e illuminotecnica Loris Spanu

costumi Armuar Torino

produzione Progetto Zoran

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