Vieni su Marte

Andato in scena l'8 febbraio 2019 all'Auditorium Centro Sociale di Salerno

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Vieni su Marteuno spettacolo di VicoQuartoMazzini

diretto e interpretato da Michele Altamura, Gabriele Paolocà

drammaturgia Gabriele Paolocà

scene Alessandro Ratti

light design Daniele Passeri

costumi Lilian Indraccolo

riprese e editing video Raffaele Fiorella, Fabrizio Centonze

tecnica Stefano Rolla

produzione VicoQuartoMazzini, Gli Scarti

e con il sostegno di Officina Teatro Caserta, Asini Bardasci, 20Chiavi Teatro, Kilowatt Festival, MiBACT e di SIAE

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Quarta serata del Festival di Sanremo, ma i fedeli sostenitori della rassegna Mutaverso, arrivata alla sua quarta edizione, non si lasciano distrarre ed arrivano in forze all’Auditorium del Centro Sociale già pronti a dare il proprio plauso allo spettacolo in scena (il quarto in cartellone) e ovviamente ad applaudire gli attori.

Bella soddisfazione per il direttore artistico nonché ideatore del progetto Vincenzo Albano, che nella conferenza stampa di presentazione: “Quest’anno confermo e propongo, come direttore artistico, la personale curiosità verso forme originali di scrittura, la centralità della parola e dell’attore; al tempo stesso per altri linguaggi, virando anche su una più marcata performatività. È questa visione trasversale e non lineare, a tratti ignota e rischiosa, che sollecito a condividere e semmai a respingere. Mutaverso Teatro è spazio emotivo, pensiero in movimento tra l’idea di una prospettiva e la sua realizzazione, ‘incubatore di utopie’ e di azioni piccole e controtendenti spiega Albano che sostenitore da sempre del ‘fare rete’ – si avvale del supporto di T.A.N Teatri Associati Napoli – C.Re.A.Re Campania, PuraCultura, Scene Contemporanee, Theatron 2.0, del Centro Studi sul Teatro Napoletano, Meridionale ed Europeo, di Informagiovani Salerno e della Rete dei Giovani per Salerno.

Uno schermo occupa tutta la scena con l’immagine di un volto femminile in attesa che tutto sia pronto in sala per cominciare a parlare, ovviamente in inglese, ma i sottotitoli spiegano perché andare su Marte.

Marte è una metafora, il sogno di un altrove, di una terra promessa: nel 2012 è stato avviato un progetto dal nome “Mars One” con l’intento di costruire una colonia permanente sul pianeta rosso. Per essere selezionati si doveva postare un video su internet in cui motivare il desiderio di divenire per sempre “marziani”. Le candidature arrivate sono state 202.568. Ora, cos’è che vogliamo veramente da Marte? Non sarà soltanto l’ennesima trovata per non occuparci del presente?

Scompare l’immagine e si intravedono i due attori al di là della parete, della quarta parete che in questo caso si è materializzata. Psicanalisi a buon mercato dove un dialetto verace si scontra con uno stentato e rarefatto linguaggio marziano.

Non ci sono più gli omini verdi, non ci sono più i marziani, non come ce li eravamo immaginati il secolo scorso, ma solo umani con diversi livelli di disperazione alla ricerca di una nuova possibilità di vita. Una scaletta in scena che può portare ovunque, su una montagna come su una navicella spaziale, consente ai due attori di simulare varie situazioni di vita quotidiana.

Il teatro è una fatica disse una volta qualcuno ed aveva ragione!

È faticoso cambiare continuamente costume per entrare in nuovi personaggi ed anche cambiare sesso con parrucche e scafandri. Ed anche le scarpe! Solo chi ha provato può capire la difficoltà di infilare le scarpe dietro le quinte! È ovviamente una metafora (c’è bisogno di sottolinearlo?) entrare nelle scarpe di qualcuno! Prima di criticare qualcuno, infila le sue scarpe e percorri un tratto della sua strada…

Gli attori si alternano nei ruoli di umani e marziani approfittando dei momenti in cui la scena è gigantescamente riempita dalle figure sullo schermo.

Da tutto il mondo si candidano per partire con le motivazioni che sembrano diverse ma che in fondo sono abbastanza uguali: tutti alla ricerca di riscatto, di pace e di umanità. È proprio questa che abbiamo perduto? E si potrà ritrovare su Marte? L’umanità è degli umani e se questi la perdono chi mai la troverà? Non sarebbe più facile cercarla qui, sulla Terra, dove forse è solo nascosta e non perduta?

La nuova avventura stimola la fantasia e molti vogliono partire anche se solo per morire in un pianeta diverso da quello in cui sono nati.

Gli attori sono bravi ed hanno riscosso molti applausi, il tema non è originalissimo, ma sicuramente non molto frequentato e quindi interessante.

Lo svolgimento è caotico, troppa carne al fuoco, si potrebbe fare meglio.

La retorica è una scelta stilistica? Potrebbe anche essere! Si parte? Si resta?

Cosa fa il pubblico? Applaude.

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