Beyond Fukuyama – felici-bum-tà!

Dal 26 al 31 marzo al Teatro Filodrammatici, Milano

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Beyond Fukuyama - felici-bum-tà!
Foto di Max Cardelli

di Thomas Köck

traduzione di Adriano Murelli
regia di Renzo Martinelli

con Federica Carra, Mauro Milone, Elisabetta Pogliani, Ulisse Romanò, Anna Sala

dramaturg Francesca Garolla

produzione Teatro i
nell’ambito di Fabulamundi. Playwriting Europe – Beyond Borders?

Si ringrazia il Forum Austriaco di Cultura di Milano

prima nazionale

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Il 26 marzo debutta in prima nazionale, presso il Teatro Filodrammatici di Milano, Beyond Fukuyama, la nuova produzione di Teatro i. Il testo dell’austriaco Thomas Köck, in scena per la prima volta in Italia, indaga, con una forma e un linguaggio particolarmente originali, il rapporto tra umanità, scienza e tecnologia traendo ironicamente spunto dalle teorie del politologo Francis Fukuyama e immaginando un mondo del tutto verosimile ma, al contempo, estremo.

In Beyond Fukuyama il team della Dottorressa Phetka, direttrice dell’Istituto della Felicità, sta cercando di individuare quale sia il “punto dell’esistenza umana”: che cosa realmente possa portare alla felicità, appunto, e ad un futuro, quantificabile e controllabile.

Infatti, nella realtà descritta da Köck – più simile alla nostra di quanto non riusciamo a credere – la standardizzazione delle abitudini, i gusti, i profili e le attività online vengono raggruppati, salvati, analizzati, organizzati, venduti a decision makers con l’obiettivo di controllare la società eliminando ogni tipo di conflitto sociale. La massa deve essere tenuta a bada: la sua facoltà di scegliere, pensare, agire deve essere ridotta, indirizzata, sorvegliata.

È ovvio quindi che i dati raccolti debbano rimanere segreti. Ma purtroppo così non sarà.

Con questo espediente drammaturgico, l’autore, passando velocemente dall’assurdità del pensiero attuale alla sua logica conclusione, con brillanti giochi di parole e un eccezionale umorismo, si domanda quali utopie della vita ci possano oggi rimanere per riuscire trovare l’”HAPPY END” della nostra storia.

In scena cinque attori, con la collaborazione del musicista e compositore Gianluca Misiti, in uno spazio evocato più che rappresentato – dove il Fuori non è altro che un deserto di senso – si troveranno faccia a faccia con un futuro sempre più prossimo.

Un futuro che sembra non aver imparato nulla, o ben poco, dal passato.

Lo spettacolo si pone all’interno di un originale percorso di ricerca svolto da Teatro i che, da anni, approfondisce produttivamente la nuova drammaturgia italiana e straniera. Sarà in scena anche grazie al progetto europeo Fabulamundi. Playwriting Europe – Beyond Borders?, una rete di cooperazione che sostiene, promuove e divulga la drammaturgia contemporanea in Europa. I partner di Fabulamundi sono quindici divisi tra dieci paesi europei. Per l’Italia, Teatro i è partner insieme a PAV (capofila) e Area06/Short Theatre Festival. Il progetto ha ricevuto il Premio speciale Ubu 2017.

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Note di regia – Renzo Martinelli

Francis Fukuyama è noto per essere l’autore del saggio politico La fine della storia, pubblicato più di vent’anni fa, nel 1992. Un saggio al contempo provocatorio e lungimirante, in cui Fukuyama sosteneva che la diffusione delle democrazie liberali, del capitalismo e, in generale, dello stile di vita occidentale avrebbe determinato la conclusione dello sviluppo socioculturale dell’umanità diventando la forma unica e definitiva di governo nel mondo.

In effetti, ancora oggi, risuonano nelle nostre orecchie dichiarazioni d’intenti non molto lontane da questa sua previsione: che cosa significa “esportare la democrazia” se non attuare un tentativo di omologazione a livello mondiale?

E se applicassimo questa teoria all’intero genere umano, cosa accadrebbe? Che ne sarebbe, che ne è oggi, dell’individualità? Che ne è stato della nostra memoria storica? Esiste forse un cambiamento possibile?

Fukuyama, attraverso le parole di Köck, sembra dirci di no.

In questo testo non troviamo personaggi significativi né eroici, nulla vi è di epico in loro, ma solo masse “parlanti” che si dissolvono in individui di per sé poco significanti e figure allegoriche che hanno perso valore: “gli anni ’90”, ” il desiderio” e “la Storia” (inevitabilmente con la S maiuscola) appaiono sul palco, nascono dalle parole di un coro che non può fare altro che dar voce alle “attese disattese” del nostro presente.

Quello a cui si assisterà è la messinscena grottesca e inevitabilmente ridicola di un futuro che non ha imparato nulla. Un coro distrutto, sfibrato, voci contrastanti e personaggi in conflitto tra loro bloccati in un ostinato TUTTOCCHÈY, in un meccanismo che è una formula matematica.

Sesso, soldi, lavoro sembrano i soli ingredienti della felicità. Basta ricordarsi di tenere la bocca chiusa.

Yes.

KEEP YOUR MOUTH SHUT!

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Note di drammaturgia – Francesca Garolla

Nella lingua di Köck risuona, forse inevitabilmente, una tradizione di scrittura nord europea. Il gioco di parole, l’alternarsi di forme drammatiche differenti, l’utilizzo del coro, la costruzione di personaggi non personaggi, i riferimenti ad un pensiero filosofico che si radica nel nostro presente sono elementi sostanziali nella drammaturgia di grandi autori austriaci, tra questi cito Elfriede Jelinek e Peter Handke.

A questa caratteristica l’autore aggiunge anche una dimensione teatrale molto evidente, che si distanzia, in parte, da forme post drammatiche per avvicinarsi a un certo tipo di drammaturgia anglosassone, a tratti umoristica, legata ad un plot e al suo svolgimento.

In questo senso è difficile collocare Beyond Fukuyama in unico genere teatrale e in unica forma.

L’autore confonde lo spettatore, mascherando con grande leggerezza una forte denuncia politica.

La critica ad una società, la nostra, i cui membri non sono altro che pedine inconsapevoli.

Uomini e donne incapaci, inetti e per questo pacificamente soddisfatti della loro mediocrità.

Uomini e donne del tutto immemori della Storia che li ha preceduti e che, come sempre è accaduto, li seppellirà.

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Thomas Köck, autore e regista teatrale, nasce in Austria nel 1986. Ha studiato Filosofia a Vienna e all’Università libera di Berlino, nonché Scrittura scenica e Cinematografia all’Università delle Arti di Berlino. È stato assistente alla regia per Claudia Bosse ed editore per la casa editrice tedesca Diaphanes. Il suo film documentario sulla guerra civile in Libano è stato inserito nel programma “TALENTS” del Film Festival di Berlino, e nominato per lo “Young Filmmaker’s Prize” della Fondazione Bosch.

Köck ha anche ideato una serie di letture ed eventi che hanno avuto luogo a Vienna, Berlino e Mannheim. Le sue opere teatrali sono state pubblicate da Suhrkamp Verlag e rappresentate in teatri come l’Akademietheater di Vienna, il Teatro Thalia di Amburgo, il Ruhrfestspielen Recklinghausen, lo Schauspielhaus di Vienna e il teatro Karlsruhe State.

Nel 2017 ha ottenuto il suo primo riconoscimento come regista indipendente.

È stato scrittore in residenza al National Theater di Mannheim e vincitore di premi quali “Else Lasker-Schüler Prize”, “Austrian Theatre Alliance Playwriting Prize”, “Thomas Bernhard Scholarship” e, più recentemente, il “Kleist Prize” come drammaturgo emergente.

Assieme ad altri autori è anche stato fondatore del blog ‘nazisundgoldmund.net’, che affronta il tema della deriva a destra che sta coinvolgendo l’intera Europa.

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Dal 26 al 31 marzo 2019 – Teatro Filodrammatici di Milano

ORARI DI RAPPRESENTAZIONE: martedì, giovedì e sabato ore 21.00 | mercoledì e venerdì ore 19.30 | domenica ore 16,00

BIGLIETTI: Intero: 22.00 euro | ridotto convenzionati: 18.00 euro | ridotto under 30: 16 euro | ridotto over 65 e under 18: 11 euro | online con prezzo dinamico: da 11 euro

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