Fondazione Cirko Vertigo: Exit 2019

Il 13 aprile, ore 21, al Teatro Le Serre, Grugliasco (TO)

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Fondazione Cirko VertigoL’Accademia del contemporaneo di Fondazione Cirko Vertigo riconferma la propria vocazione ad essere hubcreativo e formativo, preparando le giovani promesse del circo contemporaneo non solo allesibizione scenica, ma a diventare individualmente artefici di un processo creativo ed esprimere al meglio il proprio talento.

È questo il senso più vero di Exit”: esibizione degli artisti dell’ultimo anno dell’Accademia, impegnati ciascuno nella realizzazione di un “numero” intimo e personale a suggellare il proprio percorso formativo e artistico. Ciascuno di loro ha sviluppato, a partire da una propria passione, lettura o esperienza personale, un percorso di messa in scena, accompagnato nella ricerca artistica dalla regista e coreografa Caterina Mochi Sismondi e dall’attrice Luisella Tamietto.

Creazioni degli artisti dell’Accademia di Cirko Vertigo | accompagnamento alla ricerca artistica Caterina Mochi Sismondi e Luisella Tamietto | Assistenti alla creazione Alessandra Simone, Jonnathan Rodriguez Angel e Vladimir Jezic | direzione tecniche circensi Arian Miluka con Silvia Francioni, Guillermo Hunter e Rio Ballerani.

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Nicola Bertazzoni, 24 anni, Italia, verticali MONTESOLE

Vita, morte, forza, distruzione: queste le contraddizioni che risiedono profonde nell’animo umano e che niente come la guerra riesce a portare alla luce in modo così prepotente e disarmante. A partire da “Montesole”, brano del cantautore e paroliere dei CCCP Giovanni Lindo Ferretti, dedicato a uno dei villaggi coinvolti nella strage nazi-fascista di Marzabotto del 1944, Bertazzoni porta in scena tutto l’orrore della guerra ma anche la forza salvifica e rigeneratrice della speranza… metaforicamente rappresentata dalla luce di una lampadina, che oscilla nel vuoto e illumina, seppure flebilmente, il buio intorno.

Lorena Di Bello 20 anni, Italia, corda HARAMI

In turco significa “figlia illegittima”. Harami sono quelle donne islamiche che vivono in condizioni di inferiorità, emarginazione, negazione da parte di uomini che detengono potere decisionale sulle loro vite. Figlie e madri silenziose di una cultura che spesso ne soffoca la libertà, molte di queste donne si ribellano, altre fuggono in cerca di destini alternativi, le più decidono di convivere con la loro condizione. L’exit da’ voce a una realtà che spesso dimentichiamo esistere ed esalta l’arte come strumento di salvezza dell’animo umano.

Javier Briones, 24 anni, Cile, trapezio fisso TITOLO DA SCEGLIERE

Rosso carmibio, tiziano, cremisi, corallo… sono varie le sfumature di questo colore primario che accompagna l’essere umano dall’origine dei tempi. Generalmente associato all’energia del fuoco e a quella del sangue, il rosso è da sempre portatore di sentimenti legati alla visceralità. Ma che cosa succede se il rosso incontra gli altri colori? Quali sensazioni è in grado di suscitare ed esaltare in noi?

Alessandra Piccoli, 25 anni, Italia, contorsionismo FRIEDEN

Personaggio che vive più nel mito che nella storia, Frida Khalo è stata pittrice di talento e animo tormentato, la cui biografia e popolarità affascinano ancora oggi generazioni di ogni età. Eppure, al di là del suo status di icona, c’è una Frida intima, potente e universale: quella della disabilità e della forza spirituale e artistica con cui ha saputo affrontare il proprio limite fisico. Un aspetto la Piccoli ha scelto di indagare, a partire dal forte contrasto con la disciplina agile e morbida che esercita, il contorsionismo.

Selvaggia Mezzapesa, Italia, 28 anni, trapezio fisso AIRA – La terra dei veleni

L’aria c’è ma non si vede. Ci permea letteralmente, animando i nostri respiri. Presenza non presenza che ci consente di vivere, se d’un tratto diventasse un nemico da cui difendersi? Questo è quanto accade a Taranto, città d’origine dell’artista, dove sorge la “strega rossa” dell’ILVA, la più grande fabbrica d’acciaio d’Europa che espelle nell’aria tutta la sua tossicità.

Un exit che porta in scena, attraverso l’ausilio di un “attrezzo” d’eccezione, la sensazione di soffocamento e di costante paura nel vivere nella propria terra natia, martoriata dall’inquinamento. Potremo un giorno tornare a respirare a pieni polmoni?

Fernanda Lobo Martins, 30 anni, Brasile, palo cinese GIRA

GIRA è il nome dato alle cerimonie della religione brasiliana Umbanda, e porta il significato del collegamento al piano spirituale. Usando il palo come strumento di questa connessione, l’artista mescola i movimenti presenti nella danza religiosa con la tecnica del circo, portando l’energia degli Orixás a essere adorata in Umbanda.

Sandra Milena Tuffanelli, 33 anni, Colombia, trapezio fisso e Paolo Starinieri, 24 anni, Italia, cinghie COME FARINA…

Fragilità, paura, armonia, leggerezza, complicità… un insieme di emozioni e sentimenti raccontati attraverso il corpo, lo sguardo, il gioco, le immagini…A fare da cornice la farina, polverosa, candida, vaporosa, che “sporca” le loro silhouette rendendo poetiche le loro ombre.

Daira Trujillo Hernandez, Messico, 22 anni, palo cinese OGGI TI HO RIVISTO / HUNIN MUNIN

Che rumore fanno i ricordi? Quello di un fruscio di foglie mosse dal vento, un’eco di parole lontane che si fanno sempre più rarefatte. Lo sa bene Daira che, partendo da alcune personali esperienze emotive, si mette in dialogo con la Natura che la circonda, metaforicamente impersonata da due corvi, Hunin e Munin, protagonisti di una leggenda nordica. Due uccelli neri come la pece che proiettano ombre oscure e si appollaiano sul suo attrezzo circense, il palo cinese.

Sabrina Cellucci, 21 anni, Italia, cinghie SOGNO O SON DESTO?

Un’indagine sui tanti nomi che indossiamo nella quotidianità, sulle maschere che ci cuciamo sul volto così bene da non ricordarci più di indossarle, sugli “uno nessuno centomila” che albergano in noi. Che cosa vedono gli altri? Noi o la raffigurazione di noi stessi? Tra illusione e meta illusione, la performance mette a nudo le molteplici stratificazioni che “siamo”, attraverso la spoliazione degli abiti indossati dalla performer, durante il corso della creazione sul palco.

Valeria Piampiano, 24 anni, Italia, roue cyr MUFFIN

Comincia il desiderio, voglio lasciarmi andare… non è un capriccio, ma un bisogno. Dietro la dolcezza si cela un’amara verità. Quanto costa un attimo di felicità? Quanto costa un mio capriccio? Quanto costa la MIA felicità? Non è abbastanza, non basta mai.” Una performance che nasce come sperimentazione del movimento corporeo dell’artista, che lo conduce verso il suo limite estremo, lo esalta, lo interrompe bruscamente per poi riprenderlo. Un’armonia che si spezza e che si ricompone costantemente nella relazione con il suo attrezzo circense, la roue cyr.

Lisette Barsella, 20 anni, Santo Domingo, cerchio VOICES IN MY HEAD

La testa pesa, è stracolma di voci che borbottano, farfugliano, urlano, traboccano fino allo sfinimento. Voci che sono ferree come comandi, che lacerano il grigiore della realtà con colori sgargianti, che non esistono. Se le sentissi solo io? La performance è un’indagine sulla schizofrenia, su quel doppleganger che alberga in ciascuno di noi e che in alcuni “soggetti” prende il sopravvento. Eppure si può fare pace con le proprie voci, facendole oscillare sopra un cerchio aereo.

Rita Iacuaniello, 21 anni, Napoli cinghie AGAIN AND AGAIN

Partendo dall’ analisi di una canzone dei Radiohead: Fitter Happier, il cui testo è un elenco di regole che l’uomo dovrebbe rispettare per essere più felice ho deciso di usare come tema del mio exit la monotonia della routine quotidiana. Quello che voglio trasmettere al pubblico è il senso di oppressione che si prova vivendo secondo il senso comune. Agire secondo ciò che la società etichetta come giusto conduce ad una spersonalizzazione dell’individuo che diviene un prigioniero anestetizzato, un automa le cui giornate si ripetono sempre uguali in un loop infinito.

Sara Pocovaz, 20 anni, Italia, corda mille #PERCEPTION

Partendo da una osservazione della società attuale il mio “exit” vuole mostrare in chiave ironica l’attuale realtà caratterizzata dall’ossessione dell’ apparire sempre al meglio sui social network e della paura quasi incosciente di rimanere disconnessi.

Victoria Pilar Checchi, Argentina, 27 anni, cerchio KILLA

La ciclicità è uno stato permanente dell’essere. Siamo esseri ciclici. Esseri con cicli del sonno, cicli mestruali, cicli vitale. Cicli. I nostri cicli mestruali sono creatori di vita. La mestruazione implica in un certo modo una perdita, essenziale per la rigenerazione. Ogni fase del ciclo è identificata da diverse energie e sensazioni nel nostro corpo. Il corpo femminile è associato a cicli e soggetto al flusso e riflusso dei ritmi naturali. Sanguiniamo al ritmo della luna

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