“Il paese fertile” e “Aprile in danza”

La rassegna teatrale e la danza contemporanea al Teatro Palladium di Roma, fino al 17 aprile

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Il paese fertileSei giorni per sperimentare, attraverso generi e spazi diversi, le infinite varietà di quello che genericamente chiamiamo “teatro”: fino all’8 aprile prende il via Il paese fertile, la prima rassegna organizzata dal gruppo dei docenti di teatro del Dams dell’Università Roma Tre in collaborazione con la Fondazione Roma Tre Teatro Palladium. Dal 5 al 17 aprile, quattro appuntamenti (5, 9, 13 e 17 aprile) all’insegna della grande danza e della ricerca artistica, che volgono lo sguardo verso l’esplorazione del corpo e dello spazio, nelle loro migliaia di sfaccettature espressive con Aprile in danza.

Protagonisti della rassegna Il paese fertile, alcuni dei migliori performer italiani, punti di riferimento nei loro rispettivi ambiti poetici: il Teatro Tascabile di Bergamo (mercoledì 3 aprile), Alessandra Cristiani (sabato 6 aprile), Marcello Sambati (domenica 7 aprile) e Ascanio Celestini (lunedì 8 aprile).

Un festival che riunisce i più vari generi teatrali (narrazione, danza, poesia, teatro danza, teatro di strada, tecniche orientali e tecniche occidentali) su diversi tipi di palcoscenici: il foyer e la sala del Teatro Palladium; lo spazio intimo e di lavoro della sala Columbus dell’Università Roma Tre, le aule universitarie. Pur provenienti da luoghi e percorsi completamente diversi, tutti gli artisti sono accomunati dall’esperienza che hanno condiviso con gli studenti di Roma Tre attraverso i laboratori che li hanno visti maestri. Con le loro performance, gli incontri e le dimostrazioni di lavoro, i libri e le collaborazioni con altri linguaggi espressivi, mostrano ora la propria storia e identità di artisti.

Sul palcoscenico del Teatro Palladium, si comincia mercoledì 3 aprile alle 21 con il Teatro Tascabile di Bergamo e i suoi “Fuochi D’Artificio”. Uno spettacolo-dimostrazione sull’arte dell’attore tra Oriente e Occidente con Alessia Baldassari, Tiziana Barbiero, Antonietta Fusco, Ruben Manenti, Alessandro Rigoletti e Caterina Scotti. Un’opera dalla struttura aperta, che mette in evidenza la bipolarità che caratterizza il fatto artistico, quello teatrale in particolare. “Fuochi d’Artificio” evidenzia da una parte l’energia primaria e la forza istintiva, dall’altra la misura tecnica che le controlla e le modella: quello che etimologicamente viene espresso nella parola arte.

Un riuscito esperimento di antropologia teatrale, nuova categoria espistemologica della cultura scenica contemporanea la cui principale caratteristica consiste nel privilegiare l’aspetto della “esecuzione” dello spettacolo (con particolare attenzione all’arte dell’attore) rispetto all’importanza assegnata al momento verbale e testuale. Il Teatro Tascabile, attivo da oltre quarant’anni, approfondisce questa nuova sensibilità culturale attraverso una serie di brani teatrali collegati da testimonianze visive e da una serie di introduzioni e commenti esplicativi.

Sabato 6 aprile alle 21 protagonista la danza di Alessandra Cristiani in “Opheleia. Ofelia aiuta Ofelia”. Quella di Cristiani, performer che ha approfondito la sua ricerca nel Butoh giapponese, è una performance che non ha la pretesa di ricostruire il personaggio shakespeariano, che non vuole essere una presa di posizione, ma piuttosto un cedere all’evidenza di una natura data universalmente, che si aggrappa alla percezione di sé come unica realtà con la quale dialogare. Ofelia è la creatura invisibile, circondata da occhi che non sono disposti a “vederla”. Lei stessa è “cieca”: è una sospensione temporale, una visione, un ingorgo emotivo, un’iniziazione al sacrificio che insinua sottopelle l’enormità di un destino. Un’eco che fa riemergere un accordo antico. È Ofelia che aiuta Ofelia: è un luogo carnale in cui abitarsi, uno specchio in cui riflettersi.

Domenica 7 aprile alle 18 invece va in scena “Qualcosa da selvaggiamente sprecare” del poeta, attore e regista Marcello Sambati (drammaturgie e tessiture sonore) con Elena Rosa (ricerca coreografica e gestuale). In questo tempo di decomposizione e de-creazione dell’Essere, il verso di Paul Celan è una lama che ci è affidata per andare oltre, aprirci all’ascolto di altri esseri, creature umane vaganti e straziate, di animali e vegetali, polifonie di acque e vento, voci inimitabili che si donano, non salvate, disarticolate, informi, incompiute. Il teatro di Sambati, nella forma della rappresentazione, si fa politica del corpo che sopravvive, carne e anima del mondo.

Il paese fertile si conclude lunedì 8 aprile alle 21 con “Storie di persone”. Un racconto, una lettura, un incontro con Ascanio Celestini: autore, attore e regista romano considerato uno dei rappresentanti più importanti del nuovo teatro di narrazione.  Celestini – solo sul palco – mette in scena un repertorio di racconti e testimonianze che ogni volta possono cambiare ma che sempre hanno una piccola missione: raccontare storie di persone qualunque prima che si trasformassero in una notizia di cronaca. L’idea nasce da un’intervista fatta all’inizio del 2015, poche settimane dopo l’uccisione di Davide Bifolco, un ragazzo di 16 anni che viveva nel rione Traiano a Napoli. Nelle parole del padre e della madre, accanto alla rabbia e al dolore, si legge la volontà di ricostruire un’immagine del figlio scomparso che possa essere vitale. Il racconto viene sviluppato da chi sta vivendo il dramma sulla propria pelle: come Patrizia Moretti, madre di Federico Aldrovandi. Nelle sue parole c’è già una drammaturgia, un procedimento artigianale volto a ricomporre il dramma non specificatamente teatrale, ma in generale inteso come azione. Celestini lo porta in scena per comprenderlo e condividerlo, per tenere acceso il focolare della memoria, preservare un’intimità fragile ma preziosissima che non può essere condivisa con la società esterna fatta di leggi e cronache giudiziarie.

Il programma del festival si arricchisce anche della mostra fotografica I corpi del Butō. con fotografie di Alberto Canu, Emilio D’Itri e Samantha Marenzi. L’inaugurazione è prevista sabato 6 aprile alle ore 19, nel foyer del Teatro Palladium. A seguire la presentazione del catalogo I corpi del Butō. Fotografie di danza tra Oriente e Occidente, a cura di Samantha Marenzi (Postcart, Roma 2018).

Domenica 7 aprile 16,30, sempre nel Foyer del Teatro, sarà la volta della presentazione del libro Margine e meraviglia. La scena corporea di Marcello Sambati, a cura di Carla Romana Antolini (Editoria & Spettacolo, Spoleto 2018). Coordina Raimondo Guarino.

Accanto alla programmazione degli eventi previsti al Teatro Palladium, Il paese fertile propone una serie di incontri, presentazioni e dimostrazioni per gli studenti del DAMS dell’Università Roma Tre e aperti al pubblico.

Quattro appuntamenti (5, 9, 13 e 17 aprile) all’insegna della grande danza e della ricerca artistica, che volgono lo sguardo verso l’esplorazione del corpo e dello spazio, nelle loro migliaia di sfaccettature espressive.

Giunge alla quarta edizione la rassegna “Aprile in danza”, promossa dalla Fondazione Palladium Roma Tre e ideata da Luca Aversano. L’iniziativa s’inserisce nella sezione “Contemporanea” del ricchissimo programma del Palladium, uno spazio che la Fondazione dedica allo spettacolo sperimentale e innovativo, con particolare riguardo per l’ambito della danza.

Si comincia venerdì 5 aprile alle ore 20,30 con “Gli amabili resti”, pièce per 5 performer e music designer di Loris De Luna e Sara Lupoli. Uno spettacolo che racconta la storia di una famiglia, con i suoi disequilibri e i suoi ritrovamenti, le sue feste e gli abbandoni, i suoi riti concertati e gli imprevisti che li spezzano. Lo fa attraverso i corpi di cinque performer della Compagnia Körper: un tavolo, cinque sedie e l’indispensabile per apparecchiare in vista di un pasto che non sarà mai consumato, in un crescendo di ostacoli che trasformano la natura delle interazioni e il significato degli oggetti. Un movimento continuo, un viaggio emotivo e corporeo in un paesaggio variabile in cui musica, letteratura, teatro, mitologia e danza si abbracciano per creare una tensione ritmica che trasforma progressivamente le relazioni tra i corpi e il rapporto con lo spazio. Un luogo creato, distrutto e reinventato, uno spazio dove poter riflettere circa la propria libertà all’interno di tutti quei gruppi che si attraversano nella vita lasciando così tracce del proprio passaggio: gli amabili resti, appunto.

Martedì 9 aprile alle ore 20,30 il palcoscenico del teatro ospita una delle compagnie italiane più conosciute oltre confine: lo Spellbound Contemporary Ballet, protagonista della “Serata Spellbound”. Un gala in cui i danzatori (Maria Cossu, Alice Colombo, Pablo Girolami, Mario Laterza, Giuliana Mele, Caterina Politi, Aurora Stretti, Giacomo Todeschi) propongono un programma misto con coreografie tutte a firma di Mauro Astolfi: Formami, Small Crime, Hunger and Grace, Man Made e infine l’inedito In the Offing. I lavori presentati sono suite e piccole creazioni che da tempo non erano in scena in un palcoscenico romano e rappresentano una sintesi delle migliori produzioni. La “Serata Spellbound” mostra il sofisticato percorso artistico di una compagnia che è ormai una realtà leader nel panorama della danza internazionale, la cui cifra stilistica inconfondibile è esaltata da un ensemble di danzatori considerati tra le eccellenze dell’ultima generazione.

Sabato 13 aprile alle ore 20,30 è la volta di Indoor”, spettacolo liberamente ispirato all’opera di D.F. Wallace di e con Anna Dego e Alessandro Mor. “Indoor” è una partita giocata in due tra un tavolo, due sedie e un attaccapanni. Un uomo e una donna sono in procinto di uscire. Nei brevi istanti in cui si mettono il cappotto e si allacciano le scarpe, flussi di pensieri li attraversano: lo spazio inizia a trasformarsi, il tempo si dilata, il mondo reale sfuma in quello immaginario. Sono in gioco. L’uomo e la donna si fronteggiano, si spalleggiano, si accaniscono. Più simili a partner di danza che ad avversari, si rimbalzano le loro fragilità, i loro sogni, le loro paure. Non ci si può tirare indietro, nessun bordo campo, nessuna quinta, si può solo giocare fino in fondo, prima di uscire.

L’ultimo appuntamento con “Aprile in danza” è mercoledì 17 aprile: alle ore 20,30 va in scena “Dispositivo #1”, azione per gli allievi del secondo anno del progetto Da.Re Dance Research, un percorso triennale di perfezionamento formativo e ricerca nelle arti performative contemporanee che pongono al centro le questioni della presenza, del corpo, del movimento, della danza. I percorsi laboratoriali sono condotti da quattro protagonisti della danza contemporanea: Adriana Borriello, Michele Di Stefano, Daniele Ninarello e Silvia Rampelli, accomunati dal desiderio di trasmettere e condividere pratiche e riflessioni. La serata al Palladium, inoltre, rappresenta per gli allievi una delle prime occasioni di confronto con lo sguardo del pubblico.

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IL PROGRAMMA

venerdì 5 ore 20,30

Gli amabili resti Variazioni di famiglia con tavolo

Pièce per 5 performer e music designer

di Loris De Luna e Sara Lupoli

ideazione e creazione Sara Lupoli e Loris De Luna

performer Giovanfrancesco Giannini, Marianna Moccia, Sara Lupoli, Antonio Nicastro, Francesco Russo

music designer Francesco Giangrande aka Göreme

impro di violino e noise Alfredo Pumilia

light designer Riccardo Cominotto

photos Federica Capo, Sabrina Cirillo

grafica Sofia De Capoa, Sara Lupoli

produzione Körper

co-produzione Casa del Contemporaneo

con il sostegno di PianoBe, ArtGarage

LAC LiveArtsCultures, Liquid Art System

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martedì 9 ore 20,30

Serata Spellbound – Spellbound Contemporary Ballet

coreografie Mauro Astolfi

con Pablo Girolami, Lorenzo Capozzi, Giuliana Mele,

Giacomo Todeschi, Maria Cossu, Alice Colombo,

Caterina Politi, Mario Laterza, Aurora Stretti

produzione Spellbound

realizzata con il contributo del Ministero per i Beni e le Attività Culturali

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sabato 13 ore 20,30

Indoor

liberamente ispirato all’opera di D.F. Wallace

di e con Anna Dego e Alessandro Mor

disegno luci Stefano Mazzanti

elaborazioni musicali Carlo Dall’Asta

organizzazione Barbara Pizzetti

fotografie Silvio Gandellini,

produzione Compagnia Dego/Mor

progetto sostenuto da Fattoria Vittadini

residenze artistiche C.L.A.P. Spettacolodalvivo e Olinda, Milano

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mercoledì 17 ore 20,30

Dispositivo#1

azione per gli allievi del progetto di perfezionamento formativo in danza e discipline performative

dai percorsi laboratoriali condotti da Adriana Borriello, Michele Di Stefano, Daniele Ninarello,

Silvia Rampelli, con il contributo di Antonella Talamonti

con Valentina Buffone, Margherita Celestino, Marina Donatone, Carolina Ellero, Beatrice Fedi, Verdiana Gelao, Chiara Lucisano, Giulia Manili, Delia Occhiucci, Aurora Pica, Luca Piomponi, Valentina Sansone, Benedetta Uda

luce Gianni Starapoli

organizzazione Anna Damiani

assistente organizzativa Marica Marenna

Da.Re Dance Research, direzione Adriana Borriello

DA.RE. – Dance Research è un progetto promosso da La Scatola dell’Arte – sostenuto dal MiBACT

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Biglietti: intero 18, ridotto 12 , studenti 8

5 – 9 – 13 – 17 aprile

ore 20,30

Compagnia Körper – Loris De Luna e Sara Lupoli

Spellbound Contemporary Ballet

Anna Dego e Alessandro Mor

Adriana Borriello, Michele Di Stefano, Daniele Ninarello e Silvia Rampelli

Biglietti: intero 18, ridotto 12 , studenti 8

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