Primo Levi, l’alchimista

Ovvero: l’arte di descrivere l’animo umano attraverso la metafora

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MercurioMercurio e Piombo, i “racconti minerali” della raccolta Il sistema periodico di Primo Levi, toccano la scena del Teatro Astra di Torino per proseguire le celebrazioni del centenario dalla nascita dell’autore.

Proprio come Valter Malosti nel suo Se questo è un uomo, in scena al Teatro Carignano fino al 12 maggio, i due interpreti dei racconti trovano nel confronto con il testo di Levi un’occasione per indagare la propria umanità, anteponendola all’atto teatrale: entrambe le storie parlano non già di minerali, ma della volubilità e dell’ostinazione umana. Una dicotomia che pervade le due realizzazioni inserite nel progetto di Malosti e Domenico Scarpa «Me, mi conoscete». Primo Levi a teatro – il Mercurio di Richi Ferrero, coproduzione TPE – Teatro Piemonte Europa e Gran Teatro Urbano, il Piombo di Nino D’Introna, coproduzione TPE – Teatro Piemonte Europa e CIE Nino D’Introna – anche dal punto vista stilistico.

La proiezione su schermo della narrazione di Mercurio enfatizza la presenza scenica di un Ferrero che racconta mentre pasteggia: il duplice punto di vista sull’interprete incanala il racconto del caporale Abrahams, primo abitante dell’isola chiamata “Desolazione”, e al tempo stesso restituisce una piena apparenza ai suoi pensieri.

Il grottesco di Ferrero rima con l’umore cangiante del vulcano che svetta sull’isola, custode di una vena di mercurio, “spirito volatile fisso”, ingrediente base insieme allo zolfo per la produzione dell’uovo cosmico; il processo alchemico diventa quindi il diversivo per consumare l’adulterio che allontana Abrahams dalla moglie Maggie, fino all’imprevedibile finale del racconto che toglie ogni dubbio circa l’inconsistenza delle volontà umane.

L’interpretazione di Nino D’Introna è analoga e opposta, così come opposti appaiono i racconti di Levi: alla materia incomposta del mercurio si oppone l’inamovibile solidità della tradizione necromantica di Rodmund, lavoratore del piombo per retaggio familiare.

Per contrasto, l’altro canale di comunicazione attraverso cui Piombo si racconta e si propaga al di là della parola è costituito dalle evanescenti percussioni di Alan Brunetta, lasciando che il materico venga rappresentato in maniera indiretta, attraverso i suoni che produce: l’archetipo spirituale della fissità, unito alla costanza, significativamente espresso tramite il suo effimero vibrare, a produrre scintille di suono brevi e rapide quanto la vita.

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Mercurio

dall’opera di Primo Levi

adattamento teatrale, regia e interpretazione Richi Ferrero

elaborazione video Andrea Daddi

assistente alla regia Niccolò Ferrero

produzione TPE – Teatro Piemonte Europa / Gran Teatro Urbano

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Piombo

dall’opera di Primo Levi

adattamento teatrale, regia e interpretazione Nino D’Introna

universo sonoro Alan Brunetta

creazione luci Agostino Nardella

costumi Roberta Vacchetta

produzione TPE – Teatro Piemonte Europa / Cie Nino D’introna

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