Un matrimonio all’improvviso

In scena fino al 12 maggio 2019 al Teatro de’ Servi, Roma

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Un matrimonio all’improvviso
Foto di Danilo Giovannangeli

Venerdì sera sono andato con un po’ di curiosità e un po’ di incertezza in avanscoperta di un luogo magico, quasi nascosto, sviluppatosi attraverso più dimensioni e diverse stanze: il Teatro de’ Servi, un piccolo gioiello nato negli anni ’50 tra la via del Tritone e le fontane di Roma, inaugurato dalla compagnia di Eduardo de Filippo nel 1956, e subito banco di prova per censure e storie un po’ ribelli, un po’ sfrontate con quel loro apparire fresche e scanzonate.

Ad oggi dopo oltre settant’anni d’attività, la programmazione del Teatro risulta essere intrigante, leggera, divertente; mostrandosi in tutta la propria innovatività con una proposta culturale che premia il nuovo, l’integrazione con le diverse arti, uno stile teatrale svecchiato e aperto ai dispositivi del Cinema. E nell’apertura di questa voce romana, di questo spazio artistico, è in questo aprile ospite “Un matrimonio all’improvviso”, opera di Antonio Romano per la regia di Antonio Grosso.

Sedendomi in sala sono subito colpito dalla variegata fauna che abita questo luogo: ragazzi di tutte le età, madri di famiglia, signore uscite da lavoro, comitive accompagnate da qualche amante del teatro, coppie più o meno datate, adulti in cerca di svago e amiche e amici lì presenti per una condivisione teatrale. Mi accorgerò solo più avanti della bellissima atmosfera creata da uno spettacolo che, senza fronzoli né merletti, si propone come una breccia di gioia e spensieratezza nella quotidianità dello spettatore e di chi, un po’ per caso un po’ per sentito dire, si ritrova a godere delle battute genuine, e del parossismo comico che questa celebrazione gli regala.

Ad aspettarci in scena Paolo, un uomo sulla quarantina alle prese con i lavori di una casa appena comprata insieme alla sua fidanzata Giulia; e Giulia, una donna sulla quarantina che, nonostante l’amore profondo un po’ messo alla prova e le diverse visioni del partner, dopo dieci anni di relazione sente la necessità di sposarsi e di avere un figlio da Paolo che proprio no, non ne ha alcuna intenzione. Da questa premessa parte una pièce esilarante, nella quale la casa diviene il centro di incontri, bugie, confidenze, drammatici ma anche superbi equivoci che porteranno la coppia a confrontarsi con le proprie contraddizioni, paure, e ombre. Nel turbinio di eventi entreranno ed usciranno dalla porta amanti, dottori, infermiere, il fratello di Giulia con la propria moglie, ma anche l’amante del fratello di Giulia così come l’amante del fratello della sorella di Paolo (ha una sorella Paolo? Lo scopriremo strada facendo…).

Piacevole e coinvolgente; ricca di stimoli e vignette accattivanti; un’opera che non solo fa sorridere, ridere e applaudire di gusto durante tutto lo svolgimento, ma che porta delle riflessioni sull’amore, sulla sessualità, sul desiderio e il vissuto all’interno e all’esterno di una coppia con una leggerezza di fondo che permette di parlare di tradimento, affinità elettive, incomprensioni, avvallamenti esistenziali e responsabilità mancate, nella delicatezza, nell’ironia, in un pizzico di pepe. Bravissimo dunque Antonio Romano, ma non di meno Antonio Grosso per l’interessante uso dello spazio scenico e della platea, un utilizzo intelligente ed immaginativamente efficace, attraverso cui lo spettatore vede nascere la strada, il portone d’entrata, le scale, e il contesto all’interno del quale la casa vive e brilla di sempre maggiore luce e colori. La disposizione degli elementi sulla scena, le aperture e chiusure create permettono allo spettatore di osservare più dimensioni contemporaneamente portandolo a sviluppare un po’ di adrenalina e un po’ di curiosità rispetto alle scelte dei diversi personaggi e verso ciò che di lì a poco potrebbe andare ad accadere.

Carlotta Ballarini, Antonio Romano, Laura Garofoli, Gaia Benassi, Giuseppe Renzo e Martina Tonarelli inscenano magnificamente questa storia che sembra calibrata sui loro corpi e le loro voci; andando a dare spessore, energia, forza ad un soggetto già di per sé energico e ben studiato. Un po’ di caduta per il soggetto sul finire, come una struttura non proprio ben architettata sugli ultimi dettagli, peccato… Nonostante ciò, una bellissima finestra dalla quale sporgersi per sentire quel brio di freschezza a cui questa primavera teatrale ci invita, fino al 12 maggio in scena!

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Credits

di Antonio Romano

con Antonio Romano, Carlotta Ballarini, Laura Garofoli, Gaia Benassi, Giuseppe Renzo e Martina Tonarelli

Regia Antonio Grosso

Aiuto regia Rocco Piciulo

Scene Giuseppe Pizzi Russo

Luci e suoni Tony Di Tore

Costumi Roberto Di Falco

Produzione La Bilancia Produzioni e Quantum Ass. Cult.

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