Afterplay

Il 14 maggio, ore 20.30, al Teatro Goldoni, Venezia

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Afterplay
Foto di Giorgia Chinellato

Dopo il successo dei laboratori di teatro di cittadinanza, che domenica 5 maggio hanno portato sul palcoscenico del Teatro Goldoni, oltre 70 veneziani di tutte le età, dai giovanissimi agli over 70, il regista Mattia Berto torna ad essere ospite dello Stabile del Veneto con il suo ultimo lavoro: in un’esclusiva anteprima veneziana Afterplay, la pièce di Brian Friel, drammaturgo irlandese e celebre traduttore di Čechov, va in scena martedì 14 maggio (ore 20.30) al Teatro Goldoni nella prima versione italiana tradotta da Monica Capuani e Massimiliano Farau. Un’originale commistione di linguaggi, quello teatrale e quello cinematografico, Afterplay è un incontro tra le solitudini di due personaggi čechoviani: Sonja, la nipote un po’ invecchiata di Zio Vanja, interpretata da Sara Lazzaro e Andrej, in scena Alex Cendron, il fratello di Olga, Maša e Irina, le celebri Tre sorelle.

Dopo l’anteprima al Goldoni, lo spettacolo sarà al Teatro Palladium di Roma dal 16 al 19 maggio.

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Lo spettacolo

In un caffè di Mosca, nei primi anni Venti, due sconosciuti di mezza età si incontrano. Lei è alle prese con pratiche, documenti e cartine geografiche. Lui indossa uno smoking spiegazzato e ha sotto il braccio la custodia di un violino. Man mano che il discorso si approfondisce – fra divagazioni sui rimedi per lenire gli effetti del freddo, racconti di fantasticate prove d’orchestra e tirate sull’importanza quasi mistica delle foreste russe in un progetto di palingenesi dell’umanità – lo spettatore accorto capisce che Sonja altri non è che la nipote un po’ invecchiata di Zio Vanja e Andrej il fratello di Olga, Maša e Irina, le celebri Tre sorelle di Čechov. Sono passati più di vent’anni dalle vicende raccontate nelle commedie del grande autore russo, ma la vita non ha cambiato la personalità dei due personaggi: “Sonja continua a combattere con una proprietà in cattive condizioni”, scrive Friel, “ed è ancora profondamente e disperatamente innamorata del medico locale” e “Andrej è in parte ancora un ragazzo solo, confuso, senza madre, cresciuto in una remota cittadina di provincia con un padre autoritario e tre sorelle senza pace”. E mentre apprendiamo cos’è accaduto in quei vent’anni di zio Vanja, di Astrov, della detestabile Nataša, della bellissima Elena e degli ormai adulti Bobik e Sofia, in realtà assistiamo all’incontro tra due disperate solitudini.

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Teatro Goldoni | Venezia

14 maggio – ore 20.30

Afterplay

di Brian Friel

traduzione Monica Capuani e Massimiliano Farau

regia Mattia Berto

con Sara Lazzaro e Alex Cendron

performer Ildo Bonato e Monica Rossi

assistente alla regia Andrea Dellai

video Luca Bragagnolo

produzione mpg.cultura

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Note di regia

Afterplay è uno spettacolo che parla dei riflessi di una vita. Sono i macigni che accompagnano ognuno di noi. I drammi, le giornate felici, gli amori, le perdite, i distacchi. Lo sguardo di due persone qualunque che si incontrano in un luogo qualunque: un bar. Le onde, l’orizzonte perfetto del mare accompagnano i racconti quasi fossero un metronomo che scandisce i sottotitoli di esistenze portate all’estremo. Due personaggi di due storie diverse si incontrano e cercano di vivere la loro storia fino alla fine, fino a dove finisce il mare. Ma finisce da qualche parte il mare? Andrej Prozorov e Sonja Serebriakova appartengono a storie già raccontate, care a chi conosce il teatro del Novecento e in particolar modo la letteratura russa. Chi le ha scritte è, infatti, Anton Čhecov, in Tre sorelle e Zio Vanja. Brian Friel ha raccolto alcuni dei fili irrisolti di questi drammi e ne ha fatto poesia. Abbiamo voluto contrapporre la forza decadente dei personaggi checoviani al linguaggio contemporaneo e quotidiano del video. Forse siamo in un set, forse stiamo assistendo semplicemente ad uno spettacolo, forse quelli che incontriamo sono solo dei giovani attori, forse siamo solo di fronte alla vita. Vite nude, sincere, vite che cercano in tutti i modi di raccontarsi e di narrare la loro verità. Così come le onde continuano inesorabili a lambire la spiaggia. I giorni di residenza al Teatro di Ca’ Foscari sono stati prima di tutto un tempo e uno spazio per cercare insieme, per porsi delle domande. Hanno coinvolto un gruppo nutrito di professionisti, ma soprattutto di persone decise e convinte che chi ama il teatro, la vita, cambi l’orizzonte.

Mattia Berto

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Brian Friel è nato a Omagh, County Tyrone, in Irlanda, nel 1929. Ha insegnato in diverse scuole dal 1950 prima di diventare uno scrittore a tempo pieno. È uno dei drammaturghi più importanti di lingua inglese, con una ventina di testi teatrali al suo attivo. Dalla sua pièce, Ballando a Lughnasa, del 1990, Pat O’Connor ha tratto l’omonimo film con Meryl Streep. Afterplay è andato in scena nel 2002 al Gielgud Theatre di Londra con John Hurt e Penelope Wilton, regia di Robin Lefevre. Nel 2006 José Carlos Plaza l’ha messo in scena al Teatro Español di Madrid, con Helio Pedregal e Blanca Portillo (la magnifica Agustina in Volver di Pedro Almodóvar).

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