laVerdi: “Blackstar Suite”, tributo al genio di David Bowie

Il 9 giugno, ore 20.30, all'Auditorium di Milano

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Blackstar Suite
Foto di Andrea Boccalini

Giovanni Falzone Blackstar suite e Tribute to David Bowie

Philip Glass Symphony n. 4 “Heroes”

Giovanni Falzone Border Trio

Alessandro Rossi (Batteria e elettronica) Gianluca Di Ienno (Tastiere e elettronica) Giovanni Falzone (Tromba e elettronica)

Orchestra Sinfonica di Milano Giuseppe Verdi

Direttore Francesco Bossaglia

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L’ultimo appuntamento della rassegna laVerdi POPs è dedicato a uno dei più straordinari artisti della nostra epoca, David Bowie, e a due dei suoi più significativi album: Blackstar, (l’ultimo pubblicato) e Heroes (il secondo della “Trilogia di Berlino”).

A Blackstar, pubblicato l’8 gennaio 2016 nel giorno del suo 69esimo compleanno e due giorni prima della sua morte, si è ispirato Giovanni Falzone per comporre la sua Blackstar suite che verrà eseguita in Prima Assoluta all’Auditorium di Milano durante il concerto del 9 giugno 2019 (ore 20.30). Sul palco, insieme all’Orchestra Verdi diretta dal Maestro Francesco Bossaglia, ad eseguire la Suite e un tributo sinfonico a celebri brani del “Duca Bianco” ci sarà anche il Giovanni Falzone Border Trio, composto dallo stesso Giovanni Falzone (che ha fatto parte come trombettista dell’Orchestra Verdi dal 1998 al 2004) con Alessandro Rossi (batteria) e Gianluca Di Ienno (tastiere).

Nel corso di questo concerto-evento verrà eseguita anche la Sinfonia n.4 di Philip Glass, compositore americano tra i più influenti del ventesimo secolo, composta nel 1996 e ispirata dal celebre album “Heroes” (alla cui stesura con Bowie aveva collaborato Brian Eno). Un legame profondo quello tra Glass e Bowie che, separati da dieci anni d’età, pur non avendo mai composto musica insieme, sono accumunati dallo stesso desiderio di spingersi oltre i confini, in una continua sperimentazione del loro fare musica.

A chiudere la trilogia dei tributi sinfonici de laVerdi al mondo rock e pop, è dunque un concerto davvero speciale e imperdibile, che si colora di jazz e elettronica per sorprendere non solo i fan di Bowie, ma tutti coloro che amano la musica, sinfonica e non.

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Biglietti euro 25.00/10.00; Info e prenotazioni: Auditorium di Milano Fondazione Cariplo, largo Mahler; orari apertura: mar/dom, ore 10.00/ 19.00. Tel. 02.83389401/2/3, www.laverdi.org www.vivaticket.it.

Domenica 9 giugno 2019, ore 20.30

Auditorium di Milano, largo Mahler

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Programma

Giovanni Falzone Blackstar Suite, per Trio e Orchestra Sinfonica

Blackstar Suite, rifacimento originale di Giovanni Falzone, per Trio e Orchestra Sinfonica, è ispirato e costruito attorno all’omonimo album di David Bowie. Alla base di questo lavoro, concepito attraverso l’intreccio di alcuni temi di Bowie e composizioni originali dello stesso Falzone, c’è il desiderio e la curiosità di impiegare la grande massa sonora orchestrale in maniera non convenzionale, spingendola così ad intrecciarsi e dialogare sia con la creatività e l’energia estemporanea del jazz, che con la potenza e l’impatto sonoro del rock. Questa composizione verrà eseguita in Prima Assoluta in occasione del concerto del 9 giugno 2019 all’Auditorium di Milano, in collaborazione con la grande Orchestra Sinfonica “G. Verdi” – con la quale lo stesso Falzone ha collaborato stabilmente dal 1998 al 2004.

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Philip Glass Symphony n. 4 “Heroes”

Quando agli inizi degli anni ’90 Philip Glass iniziò a comporre la sua serie di sinfonie, decise di partire non da una propria composizione originale ma dalla rilettura di un album già ai tempi considerato sacro: Low di David Bowie, primo capitolo della sua acclamata “trilogia di Berlino”. E lo fece con un approccio completamente innovativo: non un semplice riarrangiamento in chiave orchestrale, ma una composizione completamente nuova. La Symphony No. 1, meglio nota come Low Symphony, fu eseguita dal vivo per la prima volta dalla Junge Deutsche Kammerphilarmonie il 30 agosto 1992. La Symphony No. 4, composta e pubblicata quattro anni dopo è ispirata a “Heroes” secondo album della “Trilogia di Berlino” ed è completamente diversa dalla precedente. Qui Philip Glass si focalizza sulla parte più sperimentale del disco, quella in cui il contributo compositivo di Brian Eno risulta più evidente. La differenza tra le due sinfonie è simile a quella che corre tra i due album di Bowie: tanto cupo e malinconico è “Low”, quanto romantico e vitale è “Heroes”.

A David piaceva l’idea che io componessi le sinfonie. – ha raccontato Glass – E gli piacevano veramente, come piacevano anche a Brian Eno (…) dei due lavori David preferiva la Sinfonia di “Heroes”, perché a suo dire era più originale(…)”

Considerata la più emozionante tra le sinfonie di Glass, Heroes Symphony è composta da sei movimenti e, a differenza della precedente, rilegge tutti i brani del disco originale a partire da quello che dà il titolo alla raccolta: leggenda vuole che Bowie abbia inciso la propria voce sulla Heroes di Glass, e che il brano sia ancora sepolto nei suoi archivi (insieme a tantissimo altro materiale. Il progetto di Glass di una terza sinfonia, ispirata all’Album Lodger, rimandato più volte, fu accantonato dopo il ritiro dalle scene di Bowie a metà anni 2000. Dopo la morte di Bowie, nel 2016 Glass tornò a lavorare al progetto; completata nel 2018, la Lodger Symphony, sinfonia numero dodici di Philip Glass, ha debuttato a Londra a maggio del 2019 eseguita dalla London Contemporary Orchestra.

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Biografie

Giovanni Falzone

Trombettista e compositore comincia lo studio della tromba, presso la scuola di musica della banda del paese di Aragona (AG), all’età di 17 anni. Subito dopo si iscrive al Conservatorio di musica “V. Bellini” di Palermo dove si diploma in soli quattro anni sotto la guida del maestro G. Ciavarello. Si diploma inoltre, con il massimo dei voti, al corso di jazz del Conservatorio “G. Verdi” di Milano. Dal 1996 al 2004 ha collaborato stabilmente con l’Orchestra Sinfonica di Milano ed ha avuto occasione di suonare con direttori e solisti di fama internazionale come: Giuseppe Sinopoli, Claudio Abbado, Carlo Maria Giulini, Riccardo Chailly, Yutaka Sado, Luciano Berio, Vladimir Jurowski, Valere Giergev. Dal 2004 si è dedicato definitivamente alla musica jazz e alla composizione. E’ risultato vincitore dei seguenti premi: BEST TALENT Umbria Jazz Clinics 2000, “DJANGO D’OR 2004” Miglior Nuovo Talento,TOP JAZZ 2004 Musica Jazz Miglior Nuovo Talento,Trofeo Insound 2008 categoria Fiati, Accademie Du Jazz 2009 (2° classificato Categoria Miglior Musicista Europeo),TOP JAZZ 2011 Musica Jazz Miglior Album “Around Ornette”,TOP JAZZ 2011 Musica Jazz Miglior Strumentista categoria OTTONI, Premio Nazionale ”Alessio Di Giovanni” 2017 – Categoria Musica. Come compositore, arrangiatore e band-leader ha pubblicato gli album: “Music For Five” Splasc(H) records 2002, “Big Fracture” Soul Note 2003, “Live In Clusone”, Soul Note 2003,“Earthquake Suite” Soul Note 2004,“Suite For Bird” Soul Note 2005,“Meeting In Paris” Soul Note 2006, “R-Evolutin Suite” Soul Note 2007, “Stylus Q.” Abeat Records 2008, “Around Jimi” Cam Jazz 2010, “If Duo “Songs” Abeat Records 2011, “Around Ornette” Parco della Musica Record 2011(Top JAZZ 2011) “Led Zeppelin Suite” Musicamorfosi/Maccalube Records 2016, “Pianeti Affini” Cam Jazz 2017, “Migrante” Maccalube Records 2017,“Far East Trip” Musicamorfosi/Maccalube Records 2018. Con il trio ha suonato in vari Festival Jazz Nazionali ed Internazionali tra cui Umbria Jazz Winter, “Villette Jazz Festival” di Parigi, Clusone Jazz, AH-UM Jazz Festival, Bergen Natt Jazz, Copenaghen Jazz Festival, Aarhus International Jazz Festival, Sardinia Jazz Festival, Pavia Jazz Festival, Vicenza Jazz Festival, Monticelli Jazz, Molde Jazz Festival, La Palma Jazz, Bolzano Jazz, Teano Jazz, Tortona Jazz Festival, Iseo Jazz Festival, Festival Delle Silene, Edinburgo Jazz Festival, Odessa Jazz Festival (Ucraina) Bordeaux Jazz Festival, ZerozeroJazz, Auditorium Parco della Musica (Roma), Skopje, Villa Celimontana, Grenoble Jazz Festival, Nantes Jazz Festival.
Insegna strumento e musica d’insieme per orchestra jazz presso il Conservatorio “L. Marenzio” di Brescia, insegna a Siena Jazz University alternando l’attività solistica a quella compositiva.

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Giovanni Falzone “Border Trio”

Composto da Giovanni Falzone (tromba e elettronica), Gianluca Di Ienno (fender rhodes e elettronica) e Alessandro Rossi (batteria e elettronica), “Border Trio” nasce dalla volontà di mettere insieme le esperienze e i molteplici interessi per la musica del XX secolo che spaziano tra il jazz, il rock e la musica contemporanea. Falzone lo fa attraverso il grande catalizzatore del jazz e con l’utilizzo di strumentazione elettronica. Il sound del progetto è fortemente caratterizzato dal colore scaturito dalle moderne macchine che, mescolate alle composizioni e alla creatività di ciascun musicista, riescono a portare continuamente il quadro sonoro del trio in territori sorprendenti.

Fanno parte di questo progetto musicisti capaci e attenti con i quali il leader ha instaurato un rapporto di complicità ed intesa musicale, grazie soprattutto alla loro sensibilità e capacità di recepire ogni piccolo segnale.

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Francesco Bossaglia, direttore

Nato nel 1980, Francesco Bossaglia è uno dei direttori d’orchestra italiani della sua generazione più attivi nell’ambito della musica del ‘900 e contemporanea, avendo lavorato, tra gli altri, con autori quali Helmut Lachenmann, Harrison Birtwistle, Morton Subotnick, John Luther Adams. Ha diretto l’Orchestra della Svizzera Italiana, la Sinfonieorchester Basel, l’ensemble Resonanz di Amburgo, l’Orchestra Toscanini, l’Orchestra Sinfonica Siciliana, esibendosi in importanti sale tra cui la Philharmonie di Berlino e la Elbphilharmonie di Amburgo, al fianco di Barbara Sukowa, Cristina Zavalloni, Stacey Kent, e del celebre clown svizzero Dimitri, registrando per la Radiotelevisione Svizzera Italiana e per la Süd-West Rundfunk. Ha partecipato ad importanti festival tra cui Biennale di Venezia, Klangspuren Schwaz, Transart a Bolzano, Milano Film Festival, Maggio Elettrico, e ha lavorato a diverse prime esecuzioni operistiche, sinfoniche e radiofoniche di, fra gli altri, Giacomo Manzoni, Isabel Mundry, Silvia Colasanti, Mauro Montalbetti. Per l’orchestra dell’Accademia del Teatro alla Scala, ha lavorato come direttore assistente di Ivan Fischer. I molteplici interessi musicali gli permettono di affrontare con passione e competenza i repertori più diversi: da Haydn a Mahler fino alla musica del nostro tempo, inclusi il jazz e la musica elettronica; dall’opera da camera del ‘900 al radiodramma, fino al teatro musicale contemporaneo. Per la sua preparazione multidisciplinare è stato scelto nel 2016 come direttore musicale della cerimonia di apertura del tunnel ferroviario del Gottardo, evento trasmesso in mondovisione che ha visto impegnati più di duecento musicisti e danzatori. Tra i prossimi impegni una nuova produzione de I Cenci di Giorgio Battistelli presso il LAC di Lugano, per la regia di Carmelo Rifici, il ritorno alla Biennale di Venezia per la prima esecuzione del Songbook di Matteo Franceschini per rock band ed ensemble, ed una nuova produzione del coreografo Virgilio Sieni alla guida dell’Orchestra della Svizzera italiana. Diplomato in corno a Modena con il massimo dei voti e la lode, ha proseguito gli studi presso la Roosevelt University di Chicago per poi studiare direzione d’orchestra con Giorgio Bernasconi presso il Conservatorio della Svizzera italiana di Lugano, perfezionandosi con diversi maestri tra cui Peter Eötvos, Neeme Järvi, e Gennady Rohdzestvensky. Fin dalla sua fondazione è membro di Spira mirabilis e dal 2010 è responsabile musicale dell’Ensemble 900 del Conservatorio della Svizzera italiana di Lugano.

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