Nasce LaFil – Filarmonica di Milano

Debutto il 31 maggio a Milano al Palazzo delle Scintille

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LaFil - Filarmonica di Milano
Foto di Francesco Prandoni

Una concezione nuova di orchestra in cui generazioni diverse di artisti si incontrano e si riconoscono in un progetto innovativo di diffusione della musica. Giovani talenti in ascesa e musicisti affermati provenienti dalle compagini più prestigiose: Orchestra dell’Accademia Nazionale di Santa Cecilia, Orchestra del Teatro alla Scala, Orchestra Sinfonica Nazionale della Rai, Orchestra del Teatro Comunale di Bologna, Orchestra del Teatro La Fenice di Venezia, Orchestra del Teatro Regio di Torino, Orchestra I Pomeriggi Musicali, Orchestra del Maggio Musicale Fiorentino, Orchestra della Fondazione Teatro Lirico Giuseppe Verdi di Trieste, Orchestra del Teatro dell’Opera di Roma, Mahler Chamber Orchestra, Wiener Philharmoniker. Programmi di alto interesse artistico, affidati al direttore Daniele Gatti e a solisti come il violinista Frank Peter Zimmermann e il violoncellista Jan Vogler. È LaFil – Filarmonica di Milano, nuova orchestra che nasce dall’iniziativa dei quattro soci fondatori, Luca Formenton, Presidente del Saggiatore e della fondazione cui fa capo l’orchestra, Roberto Tarenzi, viola del Quartetto Borciani e docente al Conservatorio di Milano, Carlo Maria Parazzoli, primo violino di Santa Cecilia, Marco Seco, direttore d’orchestra italo-argentino, insieme alla Consulente strategica Marilù Martelli e all’avvocato Paola Tradati.

LaFil – Filarmonica di Milano debutta il 31 maggio al Palazzo delle Scintille di Milano: un edificio in tardo stile art nouveau, progettato dall’architetto Paolo Vietti Violi nel 1923 per l’ex Fiera della città, dove sono in programma la Sinfonia n. 1 in si bemolle maggiore, op.38 e la Sinfonia n. 3 in mi bemolle maggiore, op. 97 di Robert Schumann, dirette da un interprete di riferimento del grande repertorio romantico come Daniele Gatti. Vincitore del Premio Abbiati, nominato in Francia Chevalier de la Légion d’honneur, Gatti è l’attuale Direttore musicale del Teatro dell’Opera di Roma. Il ciclo schumanniano da lui proposto per inaugurare le attività de LaFil – Filarmonica di Milano sarà completato il 2 giugno, sempre alle Scintille, con la Sinfonia n. 2 in do maggiore, op. 61 e la Sinfonia n. 4 in re minore, op. 120.

LaFil – Filarmonica di Milano, insieme al Comune di Milano e a tutti i sostenitori dell’Orchestra, ha deciso di festeggiare la nascita di questo nuovo progetto offrendo gratuitamente i concerti del 31 maggio e del 2 giugno, fino ad esaurimento dei posti.

Per partecipare è necessario iscriversi tramite l’apposito link presente sul sito ufficiale de LaFil – Filarmonica di Milano: www.lafil.com.

Tra gli obiettivi dell’Orchestra c’è la ricerca di un rapporto diretto con un pubblico quanto più ampio e giovane possibile che venga coinvolto e reso partecipe anche attraverso momenti di socializzazione extra-concerto. Centrale è l’investimento e lo sviluppo di nuove tecnologie e media per una consultazione all’avanguardia delle informazioni e dei programmi e per una fruizione dinamica dei concerti. Altro punto da sottolineare è la scelta di suonare in spazi inconsueti come il Palazzo delle Scintille di Milano, a CityLife, lo storico Padiglione 3 dell’ex Fiera, che nel 1946 ha ospitato la stagione estiva del bombardato Teatro alla Scala. Ma anche concerti all’aperto nei parchi o fuori Milano con residenze nazionali come quella di Sestri Levante e internazionali. Fra i prossimi appuntamenti in programma anche un concerto per l’evento conclusivo di BookCity il 17 novembre 2019.

Sul podio si alterneranno direttori di consumata esperienza come il già citato Daniele Gatti e giovani promesse come Marco Seco, acclamato in sale prestigiose come quella del Gewandhaus di Lipsia e dell’Opera di Copenaghen.

Alle prime parti delle orchestre si affiancano giovani musicisti vincitori di prestigiosi concorsi come Margherita Miramonti, appena accolta tra i primi violini della Fenice di Venezia, e Francesco Platoni, recentemente nominato primo contrabbasso all’Orchestra Sinfonica Nazionale della Rai.

LaFil – Filarmonica di Milano si avvale di sostegni interamente privati: come succede spesso all’estero e soprattutto negli Stati Uniti, ogni sponsor potrà “adottare” delle sedie per gli spettatori o delle posizioni in orchestra, un singolo strumentista o un’intera sezione.

Tra gli appuntamenti della compagine anche una serie di concerti di musica da camera, previsti nell’arco della stessa giornata il 1° giugno nelle sale delle Gallerie d’Italia – Piazza Scala, polo museale di Intesa Sanpaolo, dove le prime parti de LaFil – Filarmonica di Milano approfondiranno il repertorio schumanniano con brani cameristici poco frequentati, con la partecipazione di alcuni pianisti dei corsi di alto perfezionamento di Benedetto Lupo all’Accademia di Santa Cecilia.

Dopo una fase di rodaggio nell’estate 2018, LaFil – Filarmonica di Milano ritorna a Sestri Levante il prossimo luglio per una nuova residenza estiva: sotto la guida del direttore italo-argentino Marco Seco, tra il 19 e il 28 luglio l’orchestra eseguirà sei concerti con programmi che spaziano dall’Ouverture dall’Egmont op. 84 alla Sinfonia n. 7 in la maggiore op. 92 di Ludwig van Beethoven, dalla Sinfonia n. 1 in do minore, op. 11 di Mendelssohn alla Sinfonia n. 2 in re maggiore op. 36 di Beethoven, dalla Sinfonia concertante in si bemolle maggiore n.105 Hob.I:105 di Joseph Haydn alla Sinfonia concertante per violino, viola e orchestra in mi bemolle maggiore K.364 di Mozart, fino ai Lieder Gretchen am Spinnrade, Ganymed e Erlkönig di Franz Schubert, proposti nelle rispettive orchestrazioni di Liszt, Strauss e Berlioz.

In autunno, dal 25 ottobre al 3 novembre, Daniele Gatti farà ritorno sul podio dell’orchestra con un altro integrale sinfonico: quello di Johannes Brahms, a cui verranno affiancati il Concerto per violino e orchestra in re maggiore op. 61 di Beethoven e il Concerto per violoncello e orchestra in la minore, op. 129 di Schumann. Le due pagine solistiche saranno affidate rispettivamente al violinista tedesco Frank Peter Zimmermann e al violoncellista Jan Vogler.

«Più di un anno fa – dice Daniele Gatti – ci siamo trovati a casa mia a Milano con il prof. Tarenzi e il prof. Parazzoli, con i quali ci conosciamo da trent’anni. Chiacchierando ho fatto loro presente un mio desiderio: quello di riunire i migliori musicisti delle principali orchestre italiane, per fare musica insieme.

Da questa prima suggestione è nato un progetto che si è sviluppato in maniera più articolata, allargando la partecipazione alla nuova generazione di giovani musicisti italiani. Ci siamo poi orientati verso l’idea di proporre un format che comprendesse musica sinfonica e da camera, in date ravvicinate. Abbiamo scelto di dare un legame tematico ai diversi concerti, e quest’anno proporremo un viaggio nel romanticismo tedesco, con gli integrali delle sinfonie di Schumann e Brahms e con alcune loro composizioni cameristiche, che metteranno in luce i legami storici e artistici tra i due compositori.

Sono particolarmente felice che al progetto abbiano aderito due musicisti come Frank Peter Zimmermann e Jan Vogler. Con i giovani della sezione degli archi ci siamo già incontrati per alcune prove preliminari – conclude Gatti -. L’entusiasmo e l’impegno di questi musicisti mi ha reso ancora più felice di essere tra gli ispiratori di questo progetto».

Il Comune di Milano ha deciso di finalizzare un accordo di collaborazione con LaFil, considerando il progetto promosso dalla Fondazione di alto valore artistico-culturale, in grado di consolidare e accrescere ulteriormente la reputazione della città di Milano – già riconosciuta eccellenza nell’ambito musicale – a livello nazionale e internazionale, di avvicinare alla musica un numero sempre crescente di cittadini e di offrire ai turisti un’esperienza musicale unica nella città. Oggetto dell’accordo di collaborazione è la realizzazione di concerti ed eventi culturali di interesse della civica Amministrazione per il triennio 2019-2021, anche attraverso l’ospitalità in residenza dell’orchestra presso spazi di proprietà comunale.

Alla nascita de LaFil – Filarmonica di Milano hanno contribuito diversi professionisti, tra i quali Antonietta Poggi, Consulente per le residenze internazionali, e l’avvocato Paola Tradati, attualmente in CDA, che sottolinea le motivazioni del coinvolgimento: «La collaborazione è nata in termini amicali, ma ho amato molto il progetto e oltre a occuparmi degli aspetti legali e contrattuali, ho accettato di sedere in Consiglio d’Amministrazione. Attualmente ho il supporto di tutto lo studio Gatti Pavesi Bianchi, che condivide pienamente questa forma di impegno per la cultura e la musica».

Lo studio di progettazione e agenzia di eventi, PLUS+ | CREATIVE PROJECTS, si occupa della Comunicazione e della creazione del sito de LaFil – Filarmonica di Milano e decide di sostenerla attivamente anche nella realizzazione dei primi concerti in programma per il 31 maggio e 2 giugno 2019. PLUS+, infatti, si prende carico del progetto scenografico – tecnico e della produzione dei due eventi ospitati presso il Palazzo delle Scintille, a Milano.

Studio FM Milano, in collaborazione con Mavì Cerenza, ha seguito il progetto grafico e di comunicazione visiva per LaFil, elaborando il marchio, la brochure e le linee guida generali dell’immagine coordinata.

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Informazioni

Per qualsiasi info legata all’accredito dei concerti è possibile contattare LaFil – Filarmonica di Milano all’indirizzo info@lafil.com o telefonicamente al numero +39.3663165927, entrambi disponibili dal giorno 6 maggio 2019 tutti i giorni (feriali e festivi) dalle ore 10:00 alle ore 18:00.

PALAZZO DELLE SCINTILLE – IL PADIGLIONE 3

L’EDIFICIO E LA SUA STORIA

Il Padiglione 3, progettato nel 1922 dall’architetto Paolo Vietti Violi e inaugurato nel 1923, nato come Palazzo dello Sport, fu uno dei primi edifici della Fiera di Milano e rimase uno dei principali elementi di connessione tra la Fiera Campionaria e il contesto urbano circostante. La costruzione rimane una delle opere realizzate in cemento armato, con volta in ferro e vetro, più imponenti e importanti del periodo.

L’ambiente unico di forma ellittica manifesta il suo carattere polifunzionale e nel tempo ne ha permesso un versatile utilizzo: luogo per il commercio, ambiente agonistico e spazio culturale.

Nel 1946 gli spettacoli della stagione estiva del Teatro alla Scala vennero messi in scena qui, per consentire la ricostruzione dell’edificio del Piermarini dopo i bombardamenti del 1943.

L’ex Padiglione 3, edificio di proprietà del Comune di Milano, sottoposto a tutela diretta come bene di interesse storico-artistico, è stato oggetto di restauro grazie a CityLife, per la prima volta dalla sua costruzione avvenuta nel 1923. L’intervento, in coordinamento con il Comune di Milano e la Soprintendenza per i Beni Architettonici e per il Paesaggio di Milano, riguarda il restauro e il risanamento conservativo delle quattro facciate.

TUTTI I NUMERI DEL PADIGLIONE 3

Il Padiglione 3 ha una superficie di circa 15.000 metri quadri e un volume di circa 160.000 metri cubi. La pianta dell’edificio è un rettangolo di 104 x 81 metri, che arriva a contenere fino a 8.500 persone. La cupola ha una superficie totale di circa 4.000 metri quadri e aggetta sullo spazio ellittico centrale con un’altezza massima di 32 metri.

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L’INTEGRALE SINFONICO DI SCHUMANN E BRAHMS

Accantonato il pianoforte, protagonista di tutta la sua produzione precedente, Schumann rivolse i suoi sforzi verso la grande forma sinfonica dopo il 1840, sul modello delle “divine lunghezze” di Schubert. Le quattro Sinfonie, la cui composizione abbraccia il decennio dal 1841 al 1851, corrispondono a un movimento di espansione e progressione verso nuovi orizzonti di poesia, che investono la forma “assoluta” beethoveniana di una Sehnsucht schiettamente romantica. Sono pagine che riflettono mirabili aspetti del mondo fantastico dell’autore, soprattutto là dove più pura e svincolata dalle necessità del formalismo classico si afferma la spontaneità delle piccole forme, privilegiata anche in questo campo apparentemente inconciliabile.

Johannes Brahms raccolse dalle mani di Schumann la tradizione del sinfonismo tedesco. In lui appena ventenne Schumann stesso aveva additato il musicista del futuro: Vie nuove si intitolava l’infiammato articolo che lo salutava come l’eletto «chiamato a render palese in modo ideale la più alta espressione del tempo». Ma la ricezione dell’eredità non avvenne senza scosse o traumi: dall’incontro fra i due nel 1853 trascorsero oltre vent’anni prima che Brahms, ormai quarantenne, si cimentasse nella forma strumentale più illustre. Scritte in nove anni, fra il 1876 e il 1885, le quattro Sinfonie di Brahms rappresentano il traguardo supremo del genere, giunto nel tardo Ottocento verso una fine imminente. Consapevole di questa crisi, il compositore tentò di rivitalizzare la sinfonia scavando a fondo nelle sue possibilità costruttive e contenendo entro gli argini di un crepuscolare lirismo le inquietudini della sua epoca. Il risultato fu un monumento di perfezione formale che suggellò la storia del sinfonismo classico-romantico.

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