Una sola cultura

Voce e musica raccontano l’incontro tra culture diverse

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Radici in tasca
Foto di Paolo Properzi

Lo scorso sabato gli avventori del Circolo Arci Ultima Thule di Via Cigna 39, Torino, hanno potuto assistere a una rappresentazione marcata di sonorità esotiche, pur se parlata nella propria lingua. Lo scarto culturale che lo spettacolo Radici in tasca produce – quello scarto piacevole che si avverte assistendo alla sentita interpretazione dell’autrice Erika La Ragione e all’accompagnamento musicale di Rocco Di Bisceglie – è evidente, tanto più evidente quanto riconoscibile come parte della nostra cultura.

Attraverso la voce di lei e le note di lui, lo spettacolo si presenta come il racconto delle vicende personali di un’interprete profondamente legata alle sue origini palermitane, a cavallo tra il reading e il concerto: oltre al dovuto orgoglio nel parlare delle sue origini, oltre all’ostinazione nel trasmettere le sue tradizioni, Erika celebra l’incontro con una cultura sconosciuta che nel frattempo ha fatto propria (la cultura aperta e multietnica di Torino, la cultura di Porta Palazzo, la cultura dell’espressione scenica).

In questo modo l’interprete unica riesce a parlare quel linguaggio universale che, in mancanza di termini più adeguati, chiameremo qui “linguaggio attoriale”: come estraendo un coniglio dal cilindro, Erika dipana il suo racconto attraverso un ambiente sonoro di carattere esotico, orgogliosa e ostinata nel trarre di tasca quelle radici che le hanno permesso di continuare a sentirsi “a casa”.

(E ricordandoci che quelle radici sono intrecciate con le nostre, con le loro, con quelle di qualunque abitante del pianeta)

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Radici in tasca

di e con Erika La Ragione

chitarra e loop-station Rocco Di Bisceglie

Produzione Zagara Teatro

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