La mazza e la mezzaluna. Turchi, Tartari e Mori al Santo

Dal 9 giugno al 4 ottobre ai Musei Antoniani, Padova

0
299

Il tema scelto per il Giugno Antoniano 2019, “L’incontro con l’altro”, è all’origine della mostra “La mazza e la mezzaluna. Turchi, Tartari e Mori al Santo”, curata dalla Veneranda Arca di S. Antonio che verrà inaugurata il 9 giugno alle 11.00 ai Musei Antoniani di Padova e rimarrà aperta nelle sue sale fino al 4 ottobre 2019.

Altichiero da Zevio, crocifissione

L’idea della mostra nasce da una serie di incontri seminariali, organizzati con gli alunni del professor Gionata Tasini del Liceo “Romano Bruni” di Ponte di Brenta insieme alla d.ssa Chiara Dal Porto dell’Archivio della Veneranda Arca di S. Antonio, dedicati ad un oggetto molto particolare: una mazza da cerimonia, un bastone di comando espressione di prestigio e potere, che fu donato alla basilica dal re polacco Giovanni III Sobieski, che la storia ricorda come colui che alle porte di Vienna inflisse all’esercito turco una determinante sconfitta nel 1683. La storia prestigiosa di questo personaggio è stata indagata grazie agli incontri con il prof. Mirosłav Lenart, che tanti studi ha dedicato ai rapporti tra la basilica e la Polonia, e con la prof.ssa Giorgetta Bonfiglio-Dosio che ha spiegato ai giovani studenti l’importanza e la metodologia della ricerca d’archivio.

Mazza d’onore Giovanni III Sobieski

Da qui il progetto La mazza e la mezzaluna, allo scopo di cercare presenze e segni del Lontano e nel Diverso nel contesto antoniano. Nella mostra saranno esposti oggetti preziosi provenienti dalla Basilica e documenti dell’Archivio della Veneranda Arca di S. Antonio. Tra questi, oltre alla mazza d’onore, il Reliquiario della terra portata dall’Oriente dal beato Odorico da Pordenone e il Reliquiario del bicchiere di Aleardino.

Figure affrescate, missionari e viaggiatori, autori di reportage di viaggio nell’Estremo Oriente come il beato Odorico da Pordenone (che lo scrisse nel 1330, proprio nel convento del Santo), sono stati individuati e messi in relazione, volta per volta con realtà storiche differenziate, su cui è invece opportuno porre attenzione. Saraceni, Infedeli, Mori, Ebrei, Mongoli, Tartari, Ottomani, Pirati, Turchi: parole diverse che significano periodi ed eventi diversi, ma che hanno in comune il tema dell’incontro: che fu a volte tragico e drammatico, a volte foriero di scambi commerciali e culturali. E se la storia della politica e della diplomazia andarono in un senso, vale ricordare che il grande mare Mediterraneo fu continuamente solcato da uomini, da merci e da idee, sicché anche sulle pareti dell’Urbs Picta antoniana, soprattutto nell’oratorio di San Giorgio e nella cappella di San Giacomo Altichiero da Zevio, nell’ultimo terzo del Trecento, mise in scena i Tartari, i Saraceni, i Mori: avendo, come non di rado questa iconografia registra, un tema sacro importante, diffuso e di garbata scenografia. Proprio l’Adorazione dei Magi, con il suo corteo al seguito dei re sapienti giunti da lontano, mostra queste presenze foreste, perché già nel Trecento il gusto per l’esotico stava affascinando l’Occidente.

Coro Psallite Sapienter diretto da M.a Letizia Butterin

L’apertura della mostra sarà preceduta giovedì 6 giugno alle 20.45, all’Oratorio di San Giorgio, da una originale anteprima: una conversazione con la professoressa Giovanna Baldissin Molli, curatrice della mostra, seguita dal concerto della Schola di canto gregoriano e medievale Psallite Sapienter diretta dal maestro Letizia Butterin. All’esterno, sul sagrato della basilica, seguirà l’esibizione dei musicisti di djembe Falilou Seck, Julien Mendy, Lamine Drame Thioss insieme a musicisti italiani riuniti da Paolo Agostini di Ritmolandia. In caso mal tempo il concerto si terrà in chiostro della Magnolia.

Il catalogo della mostra, in collaborazione con EMP, contiene anche una sezione dedicata al recente volume illustrato Odorico da Pordenone. Le nuove e meravigliose cose straniere di Luca Salvagno (ed. EMP, 2018), graphic novel sul viaggio in Oriente del Beato Odorico da Pordenone, che proprio nel convento del Santo, scrisse, nel 1330, il resoconto del suo lungo percorso, e delle cose mirabili che vide in quelle terre lontane. La mostra si prolungherà fino a settembre, quando, in occasione di Solidaria, verranno esposte nelle Salette del Museo Antoniano le tavole illustrate originali di Salvagno.

Per il vernissage, domenica 9 giugno alle 11.00, l’ingresso è gratuito, per gli altri orari di apertura (da martedì a domenica ore 9-13.00 e 14-18.00) l’ingresso è a pagamento, secondo le modalità del Museo Antoniano.

Informazioni e biglietti su www.santantonio.org

LEAVE A REPLY