La poesia di Arturo e Leon, l’amore di Fu’ad e Jamila

Due bellissimi albi illustrati della casa editrice romana Lapis. “I libri non devono ammiccare agli adulti, ma anzitutto piacere ai bambini”, spiega la fondatrice Rosaria Punzi

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Lapis EdizioniBisogna avere una grande onestà intellettuale nel fare questo lavoro: non bisogna ammiccare agli adulti, non occorre convincere loro. I libri devono piacere anzitutto al bambino, e poi piacere anche all’adulto. Il primo nostro interlocutore è il bambino, è a lui che bisogna parlare”. Sono ormai quasi vent’anni che Rosaria Punzi pratica questa “onestà intellettuale”, e il successo della casa editrice da lei fondata a Roma alla fine degli anni novanta, la Lapis Edizioni, testimonia che l’approccio funziona: ai bambini, in effetti, i libri della Lapis piacciono, e piacciono molto.

Perché hanno sempre qualcosa da dire, un valore da sostenere, ma questo messaggio non è mai una “lezioncina”, non è mai esplicitamente dichiarato. Il contenuto educativo, se così vogliamo dire, è ovviamente presente, ma passa attraverso i canali propri del bambino: divertimento, gioco, commozione. Temi che possiamo ritrovare in ognuna delle circa 500 pubblicazioni fin qui realizzate. Una produzione davvero vastissima, iniziata appunto ormai parecchi anni fa con la guida di carattere archeologico-scientifico “I bambini alla scoperta di Roma antica” (ancora oggi tra i long seller della casa editrice), che va dagli albi cartonati per i piccolissimi ai romanzi per i giovani adulti.

Il primo libro della Lapis che presentiamo è “Questa è la poesia che guarisce i pesci”, scritto dal poeta e drammaturgo Jean-Pierre Siméon e illustrato da Olivier Tallec. Il piccolo protagonista, Arturo, deve salvare la vita al suo pesciolino rosso Leon, che sta morendo di noia: la mamma, allora, lo invita a regalargli una poesia. Ma Arturo non sa cosa sia una poesia, e inizia a chiedere in giro: alla fornaia, al canarino, ai nonni, al venditore di biciclette, al vecchio Mahmoud. Una poesia è come avere il cielo in bocca o quando senti battere il cuore delle pietre, una poesia è calda come il pane ma è anche un canto in prigionia: ognuno risponde a modo suo, secondo la propria differente sensibilità.

Nessuno sa dirlo con esattezza, ma la poesia è in tutte le cose, sembra suggerirci Siméon, ed è questo che Arturo piano piano impara, riuscendo così a “curare” Leon. E la poesia dona anche la libertà, come indicano gli ultimi disegni, con il pesciolino rosso che, ormai guarito, nuota nell’aria assieme ad Arturo, finalmente fuori dall’ampolla di vetro. L’albo è davvero molto bello, regala pensieri a ogni pagina e ha quest’originale duplice piano, ossia essere sia una narrazione sia (in un certo senso) una raccolta di poesie. Meravigliosi i disegni di Olivier Tallec, grafico e disegnatore di sicuro talento, che attraverso tavole grandi e molto colorate sa bene illustrare l’atmosfera sognante e immaginifica della storia, offrendo anche dettagli che favoriscono ulteriori interpretazioni.

Addio profumo di casa”: due giovani africani, un uomo e una donna che aspetta un bambino, salgono su una barca tutta arrugginita per attraversare il mare e arrivare in una “terra dove tutto è possibile, là dove la notte non esiste e il cibo non manca”. Inizia così “Fu’ad e Jamila”, l’albo illustrato di Cosetta Zanotti e disegnato da Desideria Guicciardini, realizzato in collaborazione con la Caritas italiana. “Nel 2011 assistevo comodamente seduta sul mio divano all’ennesima notizia di uno sbarco a Lampedusa”, spiega Zanotti: “Allora ho pensato: come mi sentirei io al posto di quelle persone? come mi sentirei io nella veste di mamma? Ho iniziato a immaginare un ipotetico viaggio con un bambino in grembo, e così è nata la storia di Fu’ad e Jamila”.

Il viaggio sarà pericoloso e drammatico, come purtroppo ormai siamo abituati a sapere, ma almeno stavolta il desiderio dei due giovani innamorati riuscirà a realizzarsi. Il testo di Cosetta Zanotti è essenziale (“poche parole ma forti”, lo definisce lei stessa) e riesce a rendere il vissuto dei due protagonisti – quell’impasto di speranza e paura che contraddistingue l’immigrazione “dei barconi” – senza retorica né sentimentalismo, con un linguaggio preciso e adatto ai bambini. Altrettanto essenziali e penetranti sono i disegni di Desideria Guicciardini (che nel 2014 ha ricevuto il prestigioso Premio Andersen), realizzati a piena pagina, con grandi campiture di colore e una tavolozza ricca e intensa.

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