Milano Flamenco Festival (12° edizione)

Dal 21 al 28 giugno a Milano

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Milano Flamenco Festival Un ricco ed emozionante programma tra spettacoli e attività parallele per celebrare l’universo femminile, le sue sfaccettature, i molteplici punti di vista, indipendentemente dall’identità di genere.

Un tributo sentito e rispettoso alla figura femminile affidato a tre affermati artisti e alle rispettive compagnie: tre sensibilità, tre differenti stili per avvicinarsi ed addentrarsi in questo mondo.

Flamenco, danza spagnola e contemporanea si daranno la mano e brilleranno, tra tradizione, modernità e provocazione, per offrire al pubblico tre modi di sentire, vivere e interpretare il flamenco in linea con il nostro tempo.

Il prestigioso Piccolo Teatro Strehler di Milano – Teatro d’Europa si conferma palcoscenico principale per gli spettacoli programmati e alcune delle attività parallele.

Le compagnie ospiti sono capitanate da un grande ritorno: MANUEL LIÑÁN, Premio Nacional de Danza, accompagnato in questa occasione da un cast d’eccezione: Manuel Betanzos, Jonathan Miro, Hugo Lopez, Miguel Heredia, Victor Martin (in prestito dal Balletto Nazionale di Spagna) e Daniel Ramos (in prestito da il balletto nazionale di Spagna). Liñán presenterà la sua ultima coraggiosa e provocatoria produzione ¡VIVA!. Una sfida ai rigidi codici del flamenco sull’appartenenza di genere, un significativo e rispettoso tributo alla figura della Mujer Bailaora da parte di artisti di sesso maschile che decidono di esprimersi liberamente attraverso un corpo differente – quello della mujer – vestendone i panni e reclamando quella doppia identità che naturalmente appartiene loro.

MARÍA MORENO: giovane protagonista della scena nazionale e internazionale, recentemente insignita del Premio Gilardillo Artista Rivelazione nell’ultima edizione della Bienal de Flamenco de Sevilla. Per la prima volta in Italia, presenterà la sua ultima creazione diretta da Eva la Yerbabuena e Andrés Marín. DE LA CONCEPCIÓN, è un’opera con note autobiografiche in cui l’artista, a partire dal concepimento, riflette sulle fasi della vita vissute come ricerca e transizione per la definizione del proprio essere, della propria identità.

PATRICIA GUERRERO, nuova rappresentante della generazione più influente di giovani creatori, presenterà un’opera molto attuale. DISTOPIA è un capolavoro che unisce flamenco, contemporaneo, neoclassico e note di canto lirico, per affrontare il conflitto d’identità, lo stato schizofrenico sofferto dalla donna a causa degli schemi imposti dalla società.

EL DUENDE DESNUDO è il titolo della mostra in loop dell’artista Juraj Horniak, una proposta con cui il fotografo, illustratore e pubblicitario slovacco mira a scoprire quel “essere misterioso che vive nel cuore del flamenco, che tutti provano, ma nessuno sa come spiegare”. Dieci artisti si prestano a un doppio nudo, quello del corpo e dell’anima.

La conferenza IDENTITA’ IN VIAGGIO: DALL’INDIA A MILANO tenuta Sergio Rodríguez López, direttore dell’Istituto Cervantes di Milano, analizzerà il tema delle identità a confronto.

Come di consueto nell’ambito delle attività del Festival sarà offerto uno spettacolo di flamenco per i detenuti della Casa Circondariale San Vittore a Milano, dove continua l’impegno dell’associazione Punto Flamenco.

Per riscaldare i motori FLAMENCO EN FLASH: esibizioni di breve durata animeranno alcuni luoghi della città come il regno della gastronomia internazionale Eataly, il Mudec, il Festival Mix, a cui si aggiungerà la residenza di anziani Mater Sapientiae.

Sul sagrato del Teatro Strehler verrà allestita Plaza Flamenca, con aperitivo, musica, pubblico danzante per intrattenersi prima e dopo gli spettacoli il tutto a cura di Mare Culturale Urbano.

Non mancherà un workshop per tutti gli aficionados tenuto da Maria Moreno e Aperitivo con Artista in compagnia di Patricia Guerrero che converserà con il pubblico il giorno 27 giugno ai tavoli della Plaza Flamenca.

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PROGRAMMA ATTIVITA’

FLAMENCO EN FLASH: 21 giugno Residenza Anziani Mater Sapientiae / 21 giugno Mudec / 21 giugno Palco Eataly / Festival Mix, Sagrato Teatro Strehler – ingresso libero

22 giugno Libre – Performance di flamenco con Maria Moreno – Parco delle Culture – Teatro Burri ore 19:00 ingresso libero

23 giugno Spettacolo Punto Flamenco Ensemble – Casa Circondariale San Vittore – ore 15:30

22 / 23 /24 giugno WORKSHOP per danzatori con María Moreno – Sala Punto Flamenco

Adesioni: info@puntoflamenco.it

25 giugno Conferenza Identità in viaggio: dall’India a Milano a cura di Sergio Rodríguez Lopez direttore Istituto Cervantes Milano – Scatola Magica Teatro Strehler – Ingresso libero

27 de giugno Aperitivo con Artista: Patricia Guerrero incontra il pubblico – Plaza Flamenca ore 19.00 – Ingresso libero

dal 25 al 28 giugno – ESPOSIZIONE Fotografica in loop – El DUENDE DESNUDO di Juraj Horniak Piccolo Teatro Strehler – Ingresso libero

dal 25 al 28 giugno Plaza Flamenca – a cura di Mare Culturale Urbano – Aperitivo/Tapas, sevillanas e musica – 18:00 – 24:00 – Sagrato Teatro Strehler – Ingresso libero

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SPETTACOLI

presso TEATRO STREHLER

25 giugno 2019 – Manuel LIÑÁN & Friends

¡VIVA! – Prima Europea – Piccolo Teatro Strehler

¡VIVA! è un canto alla libertà del movimento e alla libertà d’espressione. Con questa provocatoria nuova creazione Manuel Liñán, insieme a sei bailaores/ballerini, celebra l’universo femminile nel flamenco – la mujer bailaora – proponendo la pluralità della danza, affrontando le distinte forme esistenti e sottolineandone l’unicità. Un’opera coraggiosa che rompe il mondo fortemente codificato del flamenco, l’appartenenza di genere non è più un tabù e la trasformazione prende forma. Una trasformazione attraverso la quale i sei formidabili protagonisti esplorano l’affascinante universo femminile costruendo un corpo al quale aspirano e con il quale sono liberi di esprimersi. Una trasformazione che non rappresenta una maniera di mascherarsi bensì di esporre la propria nudità e quella doppia identità che naturalmente appartiene loro.

Ballerini e coreografia: Manuel Liñán, Manuel Betanzos, Jonatán Miro, Hugo López, Miguel Heredia, Víctor Martin (su concessione del Ballet Nacional de España) y Daniel Ramos (su concessione del Ballet Nacional de España)

Cantanti: David Carpio e Ismael de la Rosa

Chitarra: Francisco Vinuesa

Violino: Víctor Guadiana

Percussioni: Kike Terrón

MANUEL LIÑÁN – (Granada 1980)

La giuria che nel 2017 consegnò il Premio Nacional de Danza a Manuel Liñán sottolineò “la ricchezza della sua interpretazione che si nutre di diverse influenze ampliando gli orizzonti del flamenco”. La ricerca di nuovi orizzonti per Liñán è una necessità vitale, non priva di rischi, che egli assume con orgoglio e convinzione. Nel suo mondo convivono le forti radici della tradizione, e la modernità della epoca attuale.

Questo enfant prodige del flamenco, è ormai un consolidato artista della scena internazionale e un beniamino del pubblico italiano.

Ha calcato le scene dei più prestigiosi Teatri e Festival Internazionali – Bienal de Flamenco de Sevilla, Festival Internacional de Música y Danza di Granada, Sadler´s Wells di Londra, Teatro Chaillot di Parigi, New York City Center, Opera House Australia fra gli altri. Innumerevoli premi contornano la sua carriera, fra cui 3 premi Max al Miglior Interprete di Danza, 4 Premi della Critica Nazionale Flamenco Hoy, Premio della Critica 2016 al miglior spettacolo con REVERSIBLE, Premio Nacional de Danza 2017. È richiesto da importanti compagnie per il suo talento coreografico, non ultimo il Ballet Nacional De España per il quale ha coreografato alcune pièce delle ultime produzioni.

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26 giugno 2019 – Compagnia MARIA MORENO

DE LA CONCEPCIÓN – Prima Europea – Piccolo Teatro Strehler

Uno spettacolo con tinte autobiografiche, quello di Maria Moreno, che unisce la tradizione più pura dell’arte flamenco all’avanguardia artistica con una proposta che si colloca fra il concettuale e il purista. Fondamentale la regia e drammaturgia di Eva Yerbabuena e la direzione musicale di Andrés Marín. Il concepimento e l’osservazione come centro dello spettacolo dove, attraverso citazioni personali, come il dettaglio di essere nata femmina quando tutto lasciava credere all’arrivo di un maschio, il sogno di un padre che voleva essere torero ma è finito marinaio, si sviluppano le fasi della vita vissute come ricerca e transizione verso la definizione del proprio essere, o del senso del proprio essere con l’obbiettivo di difendere sempre libertà, indipendenza, identità.

Ballerina: María Moreno

Drammaturgia e regia · Eva Yerbabuena

Libretto e Direzione musicale · Andrés Marín

Chitarra: Oscar Lago

Cantanti Enrique “El Extremeño / Pepe De Pura

Percussioni: Javier Teruel

Mani: Roberto Jaén

MARÍA MORENO – Cadice, 1986

María Moreno è la punta di diamante di una nuova generazione che per ricchezza di linguaggio, padronanza della tecnica, freschezza della gioventù e una enorme volontà di superarsi, sta portando la danza flamenca a una nuova epoca dorata. La sua danza è fortemente stilizzata, ricca si sfumature e dettagli personali ricchi di significato e storia. Uno stile che trae sicuramente spunto dal linguaggio dei sui maestri: Javier Latorre, Rafaela Carrasco, Antonio Canales ed Eva Yerbabuena, ma che l’artista nel corso degli anni ha fatto suo in maniera chiara e coerente. A soli otto anni frequenta il Conservatorio Profesional de Danza de Cádiz. Fa parte della compagnia di Eva Yerbabuena in ben 5 produzioni gettando parallelamente le basi per la sua carriera da solista. Dopo collaborazioni importanti che l’hanno portata a calcare le scene internazionali al lato di artisti del calibro di Miguel Poveda, José Mercé, passando por Marina Heredia y Arcángel fra i tanti e dopo il debutto in solitario con la sua propria compagnia, nel 2017 arriva la consacrazione con il Premio Artista Rivelazione del Festival di Jerez. Nel 2018 con lo spettacolo De la Concepción debutta alla Bienal de Flamenco de Sevilla diretta da Eva Yerbabuena e con la direzione musicale di Andrés Marín.

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28 giugno 2019 – Compagnia PATRICIA GUERRERO

DISTOPÍA – Piccolo Teatro Strehler

Il concetto di distopia si contrappone a quello di utopia, e se questa rappresenta un mondo dove tutto è come deve essere, la distopia è il suo contrario: un mondo indesiderabile e spaventoso dove tutto è portato ai limiti estremi. Patricia Guerrero, si ispira liberamente alla magniloquente tela di Hieronymus Bosch Il Giardino delle delizie, e sotto la sapiente regia di Juan Dolores Caballero, s’immerge in un mondo fra realtà e sogno, verità e delirio, preda di una società apparentemente amabile ma che in realtà la imprigiona, la spoglia del suo essere, del suo corpo, per convertirla in una sorta di automa. Un viaggio nella profondità delle emozioni e del conflitto fra ciò che si è costretti e ciò che si vorrebbe essere, raccontata dalla potenza della danza flamenca e dalla forte personalità di Patricia Guerrero, e arricchita da cenni di neoclassico e canto lirico.

Ballerina: Patricia Guerrero

Ballerini: Ángel Fariña /Rodrigo García Castillo

Chitarra: Dani de Morón

Cantanti: Sergio Gómez “El Colorao” – Cantante lirica / attrice Alicia Naranjo

Basso Elettrico/ Contrabbasso: José Manuel Posada “Popo”

Percusisioni: Agustín Diassera

PATRICIA GUERRERO – (Albayzin, Granada 1990)

Si considera bailaora del suo tempo, una flamenca moderna.

Enfant prodige, nasce e cresce nel quartiere arabo di Granada, el Albayzin. Inizia a studiare danza a tre anni con la madre Carmen, insegnante di flamenco. A otto anni la sua prima esibizione sul palcoscenico, a quindici l’incontro con la compagnia di Mario Maya e a diciassette il suo primo premio: El Desplante, al Festival de Cante de las Minas (La Uníon). Viene scelta dal regista Carlos Saura come solista per lo spettacolo Flamenco Today e a ruota per il film Flamenco, Flamenco, diviene poi prima ballerina del Ballet Flamenco de Andalucía. Sempre più sulla cresta dell’onda tra il 2012 e il 2016 vince due Premi Giraldillo, il massimo riconoscimento in ambito flamenco: il primo, come artista rivelazione; il secondo, per Catedral – miglior produzione 2016 – ottenendo parallelamente anche due nomination ai Premi Max di cui una come miglior interprete femminile. Vigore, dominio della tecnica, plasticità, ribellione, ricerca indefessa marcano quest’artista che si alimenta e retro alimenta di qualsiasi cosa che ispiri arte.

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