Giardini della Filarmonica 2019: Naomi Berrill in concerto

Il 30 giugno, dalle ore 20, a Roma

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Naomi BerrillFra i nuovi paesi ospiti dell’edizione di quest’anno dei Giardini della Filarmonica, c’è anche l’Irlanda, che nell’appuntamento di domenica 30 giugno alle ore 20 (Sala Casella) ha scelto un’artista poliedrica, “artigiana della musica”, qual è Naomi Berrill.

Nata a Galway nel 1981 da genitori musicisti, entrambi insegnanti, durante il suo percorso formativo, Naomi ha studiato musica elettroacustica, jazz e folk, affiancando allo studio del violoncello quello di altri strumenti, traendo ispirazione anche dalla pittura, dalla natura, dalla poesia, dal teatro e dalla danza. Trasferitasi in Italia per perfezionarsi in violoncello (con Enrico Bronzi e Francesco Dillon presso la Scuola di Musica di Fiesole), Naomi fa della Toscana la sua seconda casa, dove vive e dove crea i suoi lavori, dividendosi con l’Irlanda. Prestigiose le collaborazioni, come quella con il coreografo Virgilio Sieni, con cui ha partecipato a due Biennali di Danza, per cui ha scritto ed eseguito sue musiche, e con Giovanni Sollima che l’ha voluta nel progetto 100 Cellos. Per il suo debutto alla Filarmonica la Berrill ha scelto un percorso attraverso i generi e le epoche: si parte dalla musica folk (fra cui quella irlandese) e ne segue i rivoli in cui si è trasformata nei secoli. In programma brani dai primi due suoi album From the Ground (2014) e To the Sky (2017) e in anteprima anche alcuni estratti da Suite Songs il nuovo album di Naomi in uscita a settembre. Un viaggio da Barbara Strozzi, passando per Purcell, Bartók ma anche Nina Simone e Naomi Berrill.

La serata proseguirà nei Giardini (ore 21.30) con Extradiction, nuova realtà musicale ideata da Marco Sinopoli, compositore e chitarrista del gruppo, formazione che propone un repertorio originale di sintesi fra la musica composta e l’improvvisazione. La timbrica dei legni è espressa da musicisti provenienti dal mondo della classica quali Bruno Paolo Lombardi (flauto), Luca Cipriano (clarinetto), Fabio Gianolla (fagotto). La scrittura di questo impasto è fitta e particolareggiata e si differenzia dalle tipiche sonorità jazzistiche, elemento invece che ritroviamo nell’altro emisfero dell’ensemble, dal sound più jazz, con il pianoforte e le tastiere di Alessandro Gwis, il basso di Toto Giornelli, la batteria di Alessandro Marzi e Marco Sinopoli alla chitarra.

Extradiction dunque come “estradizione” dai generi più convenzionali, ma anche gioco di parole, “extra”-“dizione”, musica che crea suggestioni, con una sonorità dalle molte sfaccettature. L’ensemble ha debuttato lo scorso dicembre alla Casa del Jazz di Roma, e subito dopo è stato invitato in Messico per la prima edizione del Liber Festival di León.

La rassegna I Giardini della Filarmonica è parte del programma dell’Estate Romana promossa da Roma Capitale Assessorato alla Crescita culturale e realizzata in collaborazione con SIAE.

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Video promo Naomi Berrill

https://www.youtube.com/watch?v=LFSX-pZOtO4 (Lady Lighthouse)

https://www.youtube.com/watch?v=TNocyZPh8uo (Black is the colour)

Info: filarmonicaromana.org, tel. 06 3201752, promozione@filarmonicaromana.org

Biglietti: singolo concerto 10 € (+ diritto di prevendita). Biglietto cumulativo intera giornata 16 €.

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DOMENICA 30 GIUGNO

SALA CASELLA ore 20

IRLANDA

NAOMI BERRILL

Naomi Berrill voce e violoncello

Brani dagli album From the Ground (2014) e To the Sky (2017) e in anteprima alcuni estratti di Suite Songs il nuovo album della Berrill in uscita a settembre.

Un viaggio da Barbara Strozzi, passando per Purcell, Bartók ma anche Nina Simone e Naomi Berrill.

in collaborazione con l’Ambasciata d’Irlanda

GIARDINI ore 21.30

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FRAMMENTI

EXTRADICTION

Marco Sinopoli chitarra elettrica

Bruno Paolo Lombardi flauto

Luca Cipriano clarinetto

Fabio Gianolla fagotto

Alessandro Gwis pianoforte, tastiere

Toto Giornelli  basso

Alessandro Marzi batteria

Musiche di Marco Sinopoli

(Intro – Extradiction – DejaVu – Lights of jade – Travel – Nocturne – Purple Cave – Hidden node)

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IL FESTIVAL PROSEGUE CON

L’1 luglio dalla Colombia arriva l’Orquesta Filarmónica di Medellín (Filarmed), formazione che vanta 35 anni di storia e fra le principali della Colombia, e che nel suo repertorio unisce alla tradizione sinfonica ‘classica’, la musica della propria terra. Per il debutto alla Filarmonica (con un concerto speciale a ingresso gratuito, prenotazione obbligatoria chiamando lo 06 3201752), diretta da Juan Pablo Valencia, la Filarmed propone un programma per gran parte di musica colombiana del Novecento, fino alle nuove generazioni con Concierto a la Colombiana di Nicolas Prada (1990) e Los Adioses di Juan David Osorio (1985).

Sarà interamente dedicata ai giovanissimi talenti la giornata del 2 luglio, con gli ensemble di arpe, archi e legni della JuniOrchestra dell’Accademia Nazionale di Santa Cecilia orchestra di bambini e ragazzi nata nel 2006 che raccoglie oggi circa 400 strumentisti dai 5 ai 21 anni. A loro si unisce con un recital Carlotta Maestrini, pianista siciliana, classe 2005, unica pianista ad essere premiata al Concorso Abbado nel 2017.

Non mancherà lo spazio per la musica contemporanea, con l’omaggio il 3 luglio alla scrittura di Michele dall’Ongaro. In programma Gilda, mia Gilda (per non dire Il Rigoletto) una rivisitazione di una delle più celebri opere verdiane, melologo del 2001 per voce recitante e quintetto d’archi, su testo di Vittorio Sermonti. Ne sono interpreti l’attore Alfonso Veneroso, il Quartetto Henao con il contrabbassista Antonio Sciancalepore diretti Erasmo Gaudiomonte. Il melologo sarà preceduto dal concerto del Quartetto Henao che eseguirà il Quartetto n. 5 (2003-04) del compositore romano e il Quartetto in mi minore di Verdi.

La magia dell’India rivive il 4 luglio grazie ai diversi generi della raffinata musica classica vocale hindustani del nord del Paese: sono il khayal (letteralmente fantasia, immaginazione) forma di canto considerata fra i punti più alti di fusione fra cultura indiana e cultura persiana, il tarana, il thumri e il bhajan. La voce in questa occasione sarà quella di Supriyo Dutta, sostenuto per la parte strumentale da Sabir Khan, simbolo del sarangi in India (il principale strumento ad arco della musica indiana) e Nihar Mehta al tabla (il caratteristico tamburo indiano).

Il viaggio nella musica di altri paesi prosegue il 5 luglio con il recital del pianista bulgaro Ivan Donchev, che accosterà ai celeberrimi nomi di Chopin e Liszt la musica di Pancho Vladigerov, il più importante compositore, didatta e pianista bulgaro del XX secolo. Il concerto si inserisce nell’ambito dei festeggiamenti per i 120 anni dalla nascita del compositore, e si impreziosisce con l’allestimento della mostra “Vladigherov nel caleidoscopio musicale del XX secolo”. Sarà invece dedicato agli Stati Uniti d’America il secondo appuntamento della giornata che prende il titolo di Il diritto degli altri, in cui l’attore David Riondino approfondisce il tema dei diritti civili con letture tratte da testi poetici, discorsi e vari scritti su un argomento quanto mai attuale, accompagnato sul palco dal duo formato dal poliedrico clarinettista Gabriele Mirabassi e il giovane e talentuoso pianista Enrico Zanisi. Un incontro tra due musicisti lontani per generazione, ma vicini per sensibilità e provenienza, fra la libertà dell’improvvisazione jazz e la cura del dettaglio della musica classica.

Ultima giornata il 6 luglio. Si apre alle ore 20 con il concerto In questo viaggio del Tupa Ruja, formazione in trio (Martina Lupi, Alessandro Gwis, Fabio Gagliardi) che fonde le sonorità ancestrali della cultura aborigeno-australiana con improvvisazioni vocali e sperimentazioni elettroniche, recuperando brani di lingue e dialetti diversi. Si conclude con s Wonferful e la voce di Raffaella Misiti, accompagnata da Pino Perris al pianoforte, Alessandro Tomei ai fiati, Aldo Perris al contrabbasso e Francesco De Rubeis alla batteria. Un incontro e un racconto con la musica dei tanti musicisti europei che fra le due Guerre migrarono oltreoceano, e i suoni, nuovi, inaspettati, provenienti dalle Americhe. Lo testimoniano le musiche di Gershwin, Berlin, Weill, Gardel e Piazzolla.

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